Processo d’appello, a 15 anni dai fatti, per la morte di Salvatore Malgioglio, il ventiduenne di Francofonte, militare di leva alla Brigata Aosta, freddato da un colpo partito dal suo fucile d’ordinanza, la notte del 17 luglio ’94.
Oggi il pg Marcello Minasi ha chiesto la condanna a 10 anni, per l’accusa di omicidio preterintenzionale, per Salvatore Sciarrabba, e la prescrizione per l’accusa di favoreggiamento, inizialmente contestata ad altre 6 persone, tra commilitoni e conoscenti. In primo grado, nel 2005, erano stati tutti assolti con formula piena. Prossima udienza a febbraio, per dare la parola ai difensori.
La morte del ragazzo, di guardia davanti i cancelli della Stat di Santa Teresa, nell’ambito dell’operazione -Vespri siciliani-, era stata archiviata come omicidio. Ma i familiari non si rassegnarono mai a questa tesi e fecero riaprire le indagini, che rivelarono diversi aspetti da chiarire. L’ipotesi d’accusa, al processo di primo grado, parlava di un atto di nonnismo sfociato tragicamente. Le ricostruzioni sul suicidio reggevano poco, ma le prove per l’accusa di omicidio preterintenzionale convinsero poco i giudici di primo grado.
