Presentata stamattina la relazione finale del progetto -Paese - Tunisia-
Sicilia chiama Tunisia, rispondono le imprese. Il progetto -Paese – Tunisia-, promosso dall’Assessorato regionale alla Cooperazione, ha consentito a decine di aziende siciliane di stringere rapporti di collaborazione con partner del paese nordafricano. Stamattina la presentazione dei risultati, illustrati dal capo progetto Alberto Coppola, rappresentante della -Lattanzio e Associati Spa-, associazione temporanea di imprese aggiudicataria del bando per l’organizzazione degli eventi, che ha collaborato con lo -Sprint- (Sportello regionale per l’internazionalizzazione).
Circa 140 imprese siciliane, operanti in diversi settori, tra cui l’agricoltura, le nuove tecnologie, l’edilizia, il turismo, hanno incontrato aziende tunisine durante 12 missioni (3 delle quali istituzionali), per un totale di 1681 incontri. Il tutto, ha sottolineato Coppola, in appena 10 mesi. Gli enti interessati sono stati diversi, dalla Regione alle Università siciliane, fino al -Brass Group-, l’associazione musicale, che ha stipulato un accordo con il conservatorio di Sidi Bou Said per l’organizzazione di concerti in Sicilia e Tunisia e di scambi culturali tra musicisti. Le istituzioni hanno fatto da apripista per i privati, firmando 6 protocolli d’intesa e organizzando anche eventi culturali e convegni.
-La Tunisia è una nuova frontiera-, ha spiegato Giuseppe Tommasini, un geometra messinese sposato con una tunisina, architetto. Lamenta che questo progetto non è stato esteso ai professionisti (lui ha saputo per caso della conferenza di oggi). Lì è come l’Italia negli anni ’60, c’è un grande fermento, e non c’è nessun problema di sicurezza, né di intolleranza religiosa. Sulla stessa linea Roberto Franchina, della -Progetto Impresa Servizi innovativi Srl-, anche lui informato per caso dell’evento. -C’è una curiosità crescente tra le aziende per il nordafrica, molti nostri clienti ci hanno chiesto di avviare indagini conoscitive sull’ambiente e sul mercato. Si pensi che la Tunisia ha un Pil intorno a 30 miliardi di euro, e investimenti previsti per i prossimi anni, da parte soprattutto di paesi arabi, pari a tre volte questa cifra. E per giunta l’Italia è già adesso il secondo partner economico di questo paese, ovviamente dopo la Francia. Peccato che questo progetto non sia stato adeguatamente pubblicizzato-.
