La droga arrivava a Messina provenienti da alcuni paesi asiatici. Quasi tutti i filippini lavoravano in città come domestici
Tredici condanne, per quasi quarant’anni di carcere, sono stati inflitti dal gup Massimiliano Micali ai filippini indagati nell’operazione antidroga Batangas che sono stati giudicati in abbreviato.
La condanna più alta è toccata all’organizzatore dell’attività di spaccio. Noel Cena, al quale Micali ha inflitto 7 anni e 6 mesi di reclusione.
Quattro anni e 6 mesi sono stati inflitti a Dioniso Ajibienne, 3 anni ed 8 mesi a Christian Cena, Jesi Noel Cena e Mariano Barbosa jr., 3 anni e 2 mesi a Robert Isla e Federico Sugay, 3 anni a Rolando Caoile, 2 anni e 6 mesi a Renè Cena, un anno e 10 mesi a Arnel Robeles, un anno e 4 mesi ad Isidro Hernandez, un anno a Lino Cabrera e 4 mesi a Joel Grambito.
L’operazione “Batangas” scatto nel marzo 2009 e portò i Carabinieri ad arrestare undici filippini che lavoravano a Messina come domestici o come camerieri in locali cittadini. L’organizzazione faceva giungere per posta, dalle Filippine ma anche dalla Thailandia, lo shaboo, una droga che provoca danni irreversibili al cervello. La sostanza spesso veniva recapitata a casa di ignare famiglie messinesi presso le quali i filippini lavoravano.
