Il sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera ha chiuso le indagini dell’operazione antidroga “Stangata”. Ventiquattro gli avvisi inviati agli indagati, accusati di aver fatto parte di due gruppi che acquistavano la droga a Catania e la rivendevano a Giostra ed in piazza Unione Europea, soprattutto a giovanissimi clienti.
I due gruppi, capeggiati da Francesco Ballarò e Domenico Buonasera, gestivano una fiorente attività di spaccio. Hashish, marijuana ed eroina venivano acquistati dal clan catanese dei Cuscani e poi spacciate grazie ad una fitta rete di pusher. L’inchiesta, che il 7 aprile scorso ha portato all’arresto di 25 persone, ha preso il via nel febbraio dell’anno scorso durante le indagini dell’operazione antidroga Officina. Francesco Ballarò, infatti, era il fornitore del gruppo di Maregrosso. Le indagini hanno consentito di accertare che Ballarò, affiancato da uomini di fiducia come Claudio Caporlingua ed Agostino Alberto, era a capo dell’organizzazione.. Nel gruppo Buonasera l’organizzazione era pressochè identica. Il capo Domenico Buonasera era affiancato dal 25enne Giovanni Vincenzo Ro già cognato del boss di Giostra Giuseppe Mulè. Gli avvisi di chiusura delle indagini hanno raggiunto Francesco Ballarò, Filippo Abramo, Agostino Alberto, Salvatore Arena, Domenico Batessa, Angela Tiziana Battaglia, Domenico Bonasera, Letterio Calabrese, Angelo Cannavò, Claudio Caporlingua, Daniele Coppolino, Giuseppe Coppolino, Santo Cosca, Giuseppe Cuscani, Roberto Cuscani, Anthony John Mancuso, Nicola Mantineo, Fabio Marzullo, Giovanni Vincenzo Ro, Francesco Rotondo, Marco Rotondo, Gianluca Siavash, Paolo Toro e Massimo Venuto. Per i catanesi Domenico Greco, Daniel Allegra ed Antonio Pantellaro, i cui reati contestati sono stati tutti commessi a Catania, gli atti sono stati trasmessi alla Procura etnea.
