Sono cominciati oggi al carcere di Gazzi gli interrogatori delle quindici persone arrestate ieri dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’operazione -Vivaio-.
Al gip Alfredo Sicuro il compito di ascoltare le ragioni dei 15 arrestati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco e danneggiamento.
Le indagini condotte dai militari del R.o.s., coordinati dalla Procura peloritana, hanno documentato le infiltrazioni di un gruppo criminale affiliato alla famiglia mafiosa del Mazzarroti di Barcellona negli appalti pubblici del messinese, tra i quali i lavori per la metanizzazione dei Nebrodi, il raddoppio ferroviario della tratta Messina-Palermo e l’indotto relativo alla gestione delle due discariche più importanti dell’area, che smaltiscono i rifiuti solidi urbani e speciali dell’intera provincia.
Al vaglio degli investigatori ci sono l’ingente documentazione cartacea e i computer sequestrati ieri durante le 27 perquisizioni domiciliari eseguite dai militari. Come spiegato dal procuratore capo Luigi Croce e dai sostitui della Dda Ezio Arcadi e Giuseppe Verzera l’esame di questi documenti da parte della Procura apporterà di certo nuovi sviluppi sui vari fronti investigativi.
