L'opinione: -Verità appositamente cementificate-

L’opinione: -Verità appositamente cementificate-

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mercoledì 07 Ottobre 2009 - 11:37

Il commento dentro e intorno all'alluvione dell'ex Direttore di Affari, Anna Lo Presti

Caro direttore, sono Anna Lo Presti, ex direttore del giornale Affari. Ho letto con piacere l’articolo del mio ex collaboratore Emanuele Rigano e noto con quale enfasi e trasporto si è parlato delle trasmissioni andate in onda qualche sera fa, sulla sciagura che ha colpito la nostra città. Purtroppo, e mi dispiace fortemente, sino ad oggi non ho letto da nessuna parte i retroscena di questa terribile vicenda. Come ho sempre sostenuto, bisogna andare comunque al di là del proprio naso e capire perchè una cosa che ci si aspettava in un modo, in realtà è in un altro. Certamente saprà che negli anni della mia direzione mi sono sempre distinta per un informazione alternativa, a volte scomoda e graffiante ma tremendamente vera e la vittoria delle querele subite la dice lunga a riguardo. Ma non Le scrivo per parlarle di me ma di quello che avrei voluto dire e che ripeto non ho letto.

Credo fortemente che sia giunto il momento di piangere in silenzio i nostri morti e dargli tutti insieme un saluto forte ed affettuoso perchè è di noi,dei loro compaesani che hanno bisogno non certo delle magnifiche figure istituzionali locali e nazionali tanto richieste, la cui presenza gratifica, o meglio gratificherebbe solo certi personaggi bisognosi di popolarità. Credo fortemente che mai come in questa occasione, i messinesi tutti, debbano riflettere con coscienza su chi li ha e li continua a rappresentare. Il Ministro Prestigiacomo, fra le righe, ha ben fatto capire che i soldi assegnati per la messa in sicurezza di certi luoghi sono stati stanziati, divisi e spesi …… per ben altro però. Credo fortemente che bisogna cominciare a puntare il dito non contro i costruttori, come più volte i nostri colleghi del nord hanno tentato di fare nei loro servizi, ma bensì contro chi quelle autorizzazioni le ha concesse e le ha firmate. Trovare il capro espiatorio è sempre la cosa più semplice perchè evita ulteriori ragguagli e approfondimenti spesso scomodi e faticosi. Noi che rappresentiamo la stampa locale abbiamo il dovere di andare in fondo a questa storia. Siamo noi che dobbiamo scavare nel fango e tirare fuori una verità appositamente cementificata. Siamo noi che dobbiamo dire ai nostri politici di vergognarsi nell’accettare i compromessi di una mafia imprenditoriale che ben si guarda dal costruire le proprie abitazioni su quei terreni. Siamo noi che dobbiamo difendere la memoria di questi morti con i nostri articoli e le nostre inchieste senza aspettare che lo facciano altri. Nel guardare le immagini disastrose che in questi giorni hanno riempito di dolore i nostri occhi e i nostri cuori, viene fuori una realtà che lascia poco spazio all’immaginazione. La gente colpita da questa sventura è tutta gente semplice, dignitosa che vive e si accontenta di poco. Gente che ha investito tutto in quell’unico bene che la massa di fango gli ha portato via in un secondo. Una vita di sacrifici per non ritrovarsi più nulla. Nudi alla mercè di tutto e di tutti. Tra loro non un politico, non un professionista, non un medico, non un imprenditore……nessuno di questi ceti abbienti aveva o ha la casa da quelle parti…….. Ne vogliamo parlare? Vogliamo chiederci perchè?Vogliamo andare a vedere dove questa gente di tutto rispetto alloggia? In quale casa e soprattutto in quale zona? E ancora si è convinti del supporto dei nostri referenti nazionali che durante le riprese di alcuni servizi, si stiravano il collo come le galline accanto a Berlusconi, per poter essere ripresi dalle telecamere locali e nazionali? Per non parlare dei 20 miliardi di euro che verranno stanziati e che verranno gestiti niente poco di meno che dal nostro esimio presidente della regione Lombardo. E questa dovrebbe essere una garanzia? La regione Siciliana si comporta da anni come un obesa colpita da verme solitario. Non si sazia mai. I finanziamenti partono, arrivano e si fermano a casa del padrone che in totale autonomia decide chi invitare al banchetto. E i commensali spesso e volentieri si fanno portavoce di situazioni per niente gravi, ma tali le fanno sembrare per potersi accaparrare il più possibile.

E’ questo fango che dovremmo cominciare a pulire, fango di cui siamo incrostati sino nelle viscere.

Altra considerazione. Continuare a fare il paragone con la disgrazia che ha colpito gli aquiliani sia da parte della stampa locale che della popolazione è veramente da imbecilli. Con quale coraggio si può paragonare migliaia di sfollati rispetto a 700 o 25 morti rispetto a quasi 300….. Per carità, tutti vanno rispettati e onorati e non c’è differenza tra loro, ma non si può non considerare la differenza numerica. Fare del pietismo, come quello che oggi continuano a fare i nostri politici, agli occhi di tutti appare come un alibi. Classificare pubblicamente i nostri morti, come morti di serie B è un auto insulto che ci facciamo da soli. Invece di chiedere assistenzialismo si dovrebbe pensare a come evitare che tutto questo accada di nuovo. Ma è meglio il lamento………….

Anna Lo Presti

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