La protesta è organizzata dai sindacati CISL-UIL-FAST-UGL ,che chiedono l’assoribimento della maestranze da parte di Rfi e Trenitalia, prossime a procedere ad un migliaio di assunzioni
Ottantacinque lavoratori messinesi della Servirail Italia Srl e(x Wagon-Lits Spa) rischiano il posto di lavoro.
L’allarme occupazionale è lanciato dalle RSA (rappresentanze sindacali aziendali) Servirail Messina delle sigle CISL,UIL, FAST e UGL che annunciano per lunedì, dalle ore 10 alle ore 12, un sit-in dei lavoratori sotto la Prefettura.
In un documento le RSA spiegano di essere arrivati a questa forma ‘estrema’ di protesta dopo «aver intrapreso le vie legali e di aver messo a conoscenza, già da parecchio tempo, tutte le istituzioni competenti e tutte le autorità politiche e, non avendo ad oggi ricevuto alcun segnale concreto».
Secondo le suddette sigle sindacali, per gli 85 lavoratori messinsesi ma anche per tutti gli altri dipendenti della Servirail Italia Srl la soluzione ci sarebbe per mantenere il posto di lavoro: essere assorbiti da Trenitalia e Rfi, che hanno annunciato 1000 assunzioni in tutta Italia.
A tal proposito, i sindacati CISL-UIL-FAST-UGL ricordano di aver presentato anche una «diffida a Trenitalia, Rfi ed al Ministero dei Trasporti dal bandire concorsi e dall’effettuare assunzioni per chiamata diretta attraverso banche dati, nella quale si invitavano gli stessi a procedere ad integrare i dipendenti Servirail Italia Srl ex Wagon-Lits Spa, regione per regione, a copertura dei posti disponibili. La diffida è stata inviata anche all’attenzione di tutta la deputazione nazionale e regionale siciliana».
Le RSA Servirail Messina delle sigle CISL,UIL, FAST e UGL si chiedono, infatti, «come sia possibile che, nello stesso settore ,da un lato si licenzi personale già formato e dall’altro si annuncino migliaia di assunzioni». Ritengono inoltre « inaccettabile e vergognoso caricare la percentuale maggiore dell’esubero di un’azienda in crisi, su una sezione del Sud come Messina, dichiarandone la chiusura. E’ evidente – concludono- che si tratta dell’ennesimo atto discriminatorio nei confronti del nostro Sud che, come tutti già ben sanno, è abbastanza depresso».
