Più organizzazione e garanzie per il personale del Corpo di Polizia Municipale

Più organizzazione e garanzie per il personale del Corpo di Polizia Municipale

Redazione

Più organizzazione e garanzie per il personale del Corpo di Polizia Municipale

giovedì 18 Dicembre 2008 - 16:31

Questi gli obiettivi che la Cisl Fp nel corso dell'assemblea svoltasi questa mattina a Palazzo Zanca, mira a raggiungere per salvaguardare l'interesse degli operatori del settore. Urgente un incontro con il sindaco

Un incontro urgente con il sindaco per affrontare in modo completo le maggiori criticità. Si è discusso di questo durante la mattinata a Palazzo Zaanca nel corso dell’assemblea convocata dalla Cisl funzione pubblica che ha chiamato a raccolta il personale della Polizia Municipale.

Numerosi punti i all’ordine tra questi,l’articolazione dell’orario di lavoro settimanale su 35 ore dal lunedì a venerdì con relativo recupero di cospicue unità per la viabilità,l’ulteriore incremento degli addetti da destinare alla strada tramite un sostanziale e possibile alleggerimento della struttura

complessiva del Corpo. E a proposito dell’organizzazione del personale, non è certa passata in secondo piano la necessità, a detto del sindacato, di una distribuzione più equa, tra tutto il personale idoneo, dei turni domenicali, festivi e notturni nelle sole attività viabili o in quelle operative di tipo essenziale (infortunistica, annona ecc.) con contestuale abbattimento del lavoro d’ufficio o sedentario non necessario in tali tipologie di giornate. E poi ancora, la graduale ma decisa rotazione del personale in tutti i compiti d’istituto al fine di evitare che parte dei lavoratori della muncipale trascorrano l’intera carriera a regolare il traffico cittadino.

Inderogabile e indifferibile poi la necessità di metter mano alle attuali

e discutibili procedure dei Trattamenti Sanitari Obbligatori e ciò per

garantire i diritti dei pazienti ed evitare assurdi disagi ai lavoratori

ed esorbitanti costi per le casse comunali. Ultimo punto, ma non per questo meno importanti anzi forse primario in un’ipotetica scala di priorità, la messa in discussione il provvedimento con il quale il comandante Calogero Ferlisi, nonostante le 45 aggressioni gravi di cui 9 con sottrazione della pistola d’ordinanza subite negli ultimi 8 anni, si stabiliscono l’impiego di una sola unità chiamata a svolgere compiti essenzialmente repressivi.

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