Il presidente del Comitato difende l'operato di Cas e Protezione Civile Regionale: la gente condivide il progetto, Buzzanca si sarebbe potuto opporre anche prima
La piazza, notoriamente punto di ritrovo ed aggregazione, nel caso del villaggio di Ponteschiavo è invece diventata motivo di divisione e discordia. Al centro della “querelle” i lavori di recupero eseguiti dal Cas nell’ambito degli interventi effettuati su Vallone Canne. Lavori che a detta dei consiglieri di quartiere, supportati anche dal sindaco Buzzanca che ne ha condiviso dubbi e perplessità, lasciano a desiderare sia sotto il profilo della qualità che della sicurezza. Affermazioni che hanno però fatto storcere il muso a quanti il progetto (finanziato per intero dalla Protezione Civile Regionale) lo hanno condiviso ed apprezzato: in primis i componenti del Comitato “Uniti Per Ponte Schiavo” e ovviamente l’ing. Puccia del Cas, responsabile dei lavori.
Tanti i punti su cui il presidente del Comitato Dario Restuccia vuole fare chiarezza, partendo proprio dai giudizi espressi dal primo cittadino: «In occasione della Conferenza dei servizi del 13 agosto 2010 – si legge nella nota – nella quale è stato approvato il relativo progetto ed alla quale hanno partecipato tutti gli enti interessati, erano presenti due tecnici in rappresentanza del Comune (ufficio urbanistica ed ufficio arredo urbano), i quali hanno espresso il loro parere favorevole al progetto di ammodernamento e riqualificazione». Per i componenti del comitato appare dunque quanto mai insolito il fatto che lo stesso Buzzanca non ne fosse a conoscenza. A ciò si aggiunge un altro particolare certo da non sottovalutare: «Il progetto è stato illustrato pubblicamente dall’Ing.Puccia in data 6 settembre 2010 nel corso di un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Uniti per Ponte Schiavo alla quale ha partecipato anche l’Ass. alle Manutenzioni Pippo Isgrò. E’ dunque evidente che esso era di pubblico dominio già da parecchi mesi. Si vuole far credere che anche in questo caso il Sindaco sia stato tenuto all’oscuro di tutto».
I rappresentati del Comitato considerano inconcepibile l’ipotesi di realizzare una nuova piazzetta, con un’ulteriore spreco di fondi, peraltro già carenti. «E’ anche importante ribadire che non corrisponde al vero e sarebbe tutta da dimostrare l’affermazione secondo la quale la maggioranza dei cittadini di Ponte Schiavo non apprezzi il nuovo slargo; forse è stato fatto un referendum tra i cittadini del quale non siamo a conoscenza? Al contrario chi vive costantemente la quotidianità del villaggio ribadisce che la popolazione è sempre stata favorevole a tale opera di riqualificazione e molti residenti esprimono soddisfazione per i nuovi lavori».
L’ultima “stoccata” viene infine riservata ai consiglieri di quartiere Costa, Trischitta e D’Urso, autori di una nota in cui viene criticata anche la scelta degli arredi che ornano la piazza: «A tal proposito si ricorda che una parte degli arredi: un cestino portarifiuti, una panchina e tre fioriere sono stati donati dal F.A.I. di Messina che ha contattato i rappresentanti del Comitato ed ha destinato la somma di 2000 euro per l’acquisto dei nuovi arredi, dimostrando grande sensibilità. Gli arredi sono di prima scelta e sono stati forniti dalla ditta Intergreen di Caltanissetta. Il progetto della nuova piazza è stato redatto dall’ Arch. Navarra (consulente del Presidente Lombardo) ed è quantomeno ovvio che nel contesto della nuova idea venissero previsti arredi coerenti con uno spirito moderno».
Priva di fondamento, secondo il Comitato, anche la questione relativa all’utilizzo del calcestruzzo al posto della mattonelle, decisione quest’ultima adottata in piena consapevolezza da chi ha redatto il progetto, e la critica riguardante lo stile della piazza “considerata avulsa dal contesto”: «Doveva essere forse concepita una piazza antica?» domanda retoricamente Restuccia.
Un vespaio di polemiche nato insomma per ragioni che forse vanno cercate ben oltre il perimetro di quella piazza che, a prescindere dai gusti e dalla preferenze, rientra in un ben più importante progetto di mitigazione del dissesto idrogeologico del vallone Canne.
