Via libera dopo il sopralluogo avvenuto oggi. Importante il contributo della Provincia Regionale. Per tornare alla normalità serviranno però diversi giorni. Resta ancora tutta da risolvere la questione economica tra i comuni e TirrenoAmbiente
Da domani la crisi igienienico-sanitaria che ha coinvolto i 38 comuni facenti parte della società d’ambito Ato Me 2 (zona tirrenica da Villafranca a Brolo), andrà pian piano rientrando. Gli sforzi profusi dalla Provincia Regionale di Messina, sotto sollecitazione forte dei sindaci, si sono materializzati nella riapertura della discarica di Mazzarà S.Andrea. A confermarlo l’assessore provinciale al ramo, Pietro Petrella, al termine del sopralluogo tenutosi oggi.
«Domenica ho incontrato i sindaci, ieri ho ricevuto la lettera di ultimazione dei lavori. Subito mi sono adoperato, insieme al presidente Ricevuto e alla dirigente Carolina Musumeci, per sbloccare la questione». Al sopralluogo della commissione tecnica mista per il collaudo, oltre ai rappresentanti della Provincia e dell’Arpa, hanno partecipato l’arch. Canova del dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, il presidente e l’Ad di TirrenoAmbiente e i sindaci con in testa il primo cittadino di Barcellona, Candeloro Nania.
Dal verbale redatto dal direttore dei lavori è emerso che tutte le prescrizioni sono state rispettate. A confermarlo anche una documentazione fotografica che testimonia come gli interventi sono stati eseguiti in conformità dei canoni prefissati. Necessari gli scatti, in quanto le aree risultano adesso coperte. I cancelli dovrebbero dunque aprirsi prima dell’incontro previsto per lunedì a Palermo per il “rilascio” del nulla osta definitivo per l’apertura dell’invaso.
L’impianto dovrebbe essere accessibile domani mattina, a partire dalle ore 5 del mattino, ma ovviamente ci vorrà qualche giorno per tornare alle normalità. «In tal senso – continua Petrella – abbiamo chiesto che la struttura resti aperta anche la notte». Dunque via libera a gli autocompattatori, ma per un’emergenza immediata che andrà risolvendosi vi è una questione amministrativa ed economica che dovrà essere chiusa. Ed è quella riguardante i crediti avanzati dalla TirrenoAmbiente nei confronti dei comuni, ammontanti a circa 27 milioni di euro. (ER)
