Il procuratore di Reggio Emilia Italo Materia si dimette dalla magistratura

Il procuratore di Reggio Emilia Italo Materia si dimette dalla magistratura

Redazione

Il procuratore di Reggio Emilia Italo Materia si dimette dalla magistratura

martedì 21 Aprile 2009 - 18:49

Nei mesi scorsi nel mirino di Sonia Alfano, presidente dell'Associazione Vittime di Mafia, per la sua amicizia con Giovanni Lembo, condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra. Si difende: -Non ho ricevuto alcuna azione disciplinare, ma sono costretto da una campagna montata-

Una notizia che inevitabilmente provocherà strascichi. Il procuratore capo di Reggio Emilia Italo Materia, nativo di Barcellona di Gotto, ha comunicato le sue dimissioni dalla magistratura attraverso una lettera indirizzata alla stampa e alle televisioni locali.

“Prendo congedo dalla città avendo rassegnato le dimissioni dall’ordine giudiziario questa mattina – scrive Materia – senza aver mai ricevuto alcuna informazione di garanzia e azione disciplinare ma costretto da una campagna montata e orchestrata ad arte da qualcuno che si illude di trarre personale giovamento nella competizione elettorale del prossimo giugno. Me ne vado a testa alta, spiega ancora, per dedicarmi da pensionato alle future azioni giudiziarie”.

Una presa di posizione apertamente rivolta in risposta alla presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, che lo scorso ottobre 2008 e nei mesi a seguire ha lanciato pesantissime accuse al procuratore mettendo in dubbio il suo operato, rispetto a possibili infiltrazioni della ‘ndragheta nel Reggiano e collegando questi movimenti ad un processo di mafia che ha visto condannato il magistrato della Direzione Nazionale Antimafia Giovanni Lembo, amico di Materia, per favoreggiamento aggravato a ‘Cosa Nostra’. Le strumentalizzazioni politiche? Perché la Alfano è anche esponente politico del movimento di Beppe Grillo.

In quell’ottobre 2008, la Alfano aveva citato il caso della ditta Ciampà di Crotone, che nel 2002 vinse a Reggio un appalto da 2 milioni di euro nonostante non fosse in possesso della certificazione, e successivamente le dichiarazioni rese dallo stesso Materia nel processo di mafia che ha visto condannato Giovanni Lembo. Quest’ultimo sarebbe stato l’artefice di una relazione che ha consentito al falso pentito messinese Luigi Sparacio di godere dei benefici di legge.

Oggi la Alfano però, contattata da viaEmilianet, ha commentato: “Io non c’entro. La sua onorabilità se l’è distrutta da solo-.

Materia era tra l’altro in pole position per diventare il procuratore capo a Bologna.

Foto www.ilgiornaledireggio.it

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