Protesta ‘in nota’: i docenti di musica in concerto per dire no ai tagli di 17 corsi nelle scuole medie

Protesta ‘in nota’: i docenti di musica in concerto per dire no ai tagli di 17 corsi nelle scuole medie

Protesta ‘in nota’: i docenti di musica in concerto per dire no ai tagli di 17 corsi nelle scuole medie

martedì 25 Maggio 2010 - 06:54

La Cgil chiede un’offerta formativa di strumento musicale adeguata alle esigenze del territorio

Né slogan né striscioni di dissenso , ma un concerto musicale da dedicare al neo Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Messina Cataldo Dinolfo.

E’ questa l’originale forma di protesta scelta dai docenti di strumento musicale della scuole medie per opporsi ai tagli che interesseranno le lezioni di musica negli istituti di scuola media inferiore.

I funzionari dell’Ufficio scolastico provinciale hanno, infatti, annunciato che degli attuali 21 corsi di strumento musicale, il prossimo anno ne saranno attivati solo 4.

I sindacati hanno immediatamente chiesto un incontro con il Dirigente Dinolfo, “a cui vogliono ricordare che è importante portare a conclusione la formazione avviata in questi anni in scuole che hanno fatto dell’insegnamento dello strumento musicale un’opportunità di riscatto per territori a rischio di dispersione e di devianza o per piccoli centri di montagna per cui la scuola pubblica rappresenta una delle poche risorse possibili”.

Il Prof. Antonino Cicero, docente di fagotto alla scuola Media A. Manzoni, del coordinamento dei docenti di strumento della FLC CGIL, dichiara: “Non è pensabile che quanto le scuole hanno investito in questi anni di formazione musicale vada completamente perduto, insieme allo spreco di risorse utilizzate per l’acquisto di strumenti musicali: iscrizioni già effettuate dalle famiglie, preselezioni superate dagli alunni, offerta formativa predisposta dai dirigenti scolastici”

Il sindacato ritiene determinante “l’acquisizione da parte delle istituzioni scolastiche di una vera e propria mission sul territorio, che ne fa delle autentiche agenzie di cultura in un contesto come quello messinese, quasi completamente privo di stimoli e valorizzazioni culturali”.

Secondo la Flc Cgil la proposta che è stata illustrata “non evidenzia alcuna attenzione per le esperienze già prodotte, senza contare il drastico dimensionamento dell’offerta di formazione su strumento musicale che passa da 21 a 4 classi”

“Si rileva – conclude il comunicato – la necessità di organizzare sul territorio della provincia di Messina un’offerta formativa di strumento musicale adeguata anche alla presenza di un Conservatorio e, quindi, del possibile avvio, sulla base dei nuovi ordinamenti della scuola secondaria di II grado, di un Liceo Musicale”.

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