Il Procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro ha firmato il provvedimento che autorizza il Cas ad eseguire gli interventi
Per la Procura di Messina i lavori di ripristino della rampa di Boccetta potrebbero anche iniziare. Il Procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro oggi ha firmato un provvedimento che autorizza il Cas ad avviare i lavori nello svincolo d’entrata chiuso parzialmente dal marzo dell’anno scorso. Non si tratta di un dissequestro perchè la Procura ritiene ancora sussistente il pericolo e dunque la rampa rimane interdetta al transito dei mezzi pesanti. Ma con la firma del provvedimento si vuol consentire l’inizio dei lavori e l’eliminazione di una situazione di grave disagio per molti cittadini.
Gli interventi dovrebbero iniziare fra venti, trenta giorni e non dovrebbero durare più di un paio di settimane. L’importo è di 89.138 euro che sarà anticipato dal Consorzio Autostrade Siciliane che in un secondo momento si potrà rivalere sui responsabili del danneggiamento. Se non vi saranno nuovi intoppi la gara d’appalto si terrà la prossima settimana e non è prevista la chiusura dello svincolo. Gli operai potranno lavorare tranquillamente con la rampa aperta al traffico.
Dunque prima che si tagli il traguardo di un anno di chiusura parziale lo svincolo di Boccetta potrebbe tornare completamente fruibile. La rampa fu chiusa l’11 marzo del 2009 su provvedimento della magistratura. Fu lo stesso procuratore capo, Guido Lo Forte ad occuparsi di una vicenda che nei primi giorni provocò enormi disagi alla città perché inizialmente lo svincolo in entrata fu chiuso totalmente. A richiedere il provvedimento il danneggiamento della spalla di un pilone da parte di un’impresa che aveva aperto un cantiere edile alle spalle del liceo scientifico Archimede ed aveva realizzato una strada per consentire il passaggio ai mezzi pesante.
Nei mesi seguenti furono arrestati e poi scarcerati gli ingegneri Giuseppe Termini, progettista e direttore dei lavori ed Antonino Teramo direttore dell’Osservatorio sismico, e Benedetto Sidoti Pinto, funzionario della Provincia regionale. Nell’inchiesta sono indagati anche i coniugi Paolo e Antonia Denti, proprietari dei terreni su cui sorge il complesso, e gli amministratori della Archimede srl, Antonino Mangraviti e Vincenzo Vinciullo.
