Secondo “La Repubblica-, alle 473 non conformità rilevate dai tecnici dell'Anas, si aggiunge il dato di 24 barriere e 500 dipendenti su 250 chilometri di strada
Dopo la notizia “bomba- lanciata qualche giorno fa secondo cui il presidente dell’Anas Pietro Ciucci non ha intenzione di rinnovare al Cas la concessione per la gestione dell’autostrade siciliana e l’atto intimidatorio ai danni della presidente dello stesso Consorzio Patrizia Valenti, cui proprio ieri sono stati recapitati due bossoli, sul fronte autostrade siciliane si fa spazio una nuova “pista-. Secondo l’Anas, infatti, le arterie autostradali isolane oltre che essere le più disastrate, sono quelle che “vantano- il maggior numero di casellanti e dunque il maggior onere di personale.
Secondo un’indagine condotta dal quotidiano “La Repubblica-, facendo un breve calcolo è come se in Sicilia ci fossero un casellanti ogni due chilometri, 20 ad ogni casello. Un dato che appare assolutamente in controtendenza considerando il fatto che negli ultimi anni, in molti passaggi autostradali è stato introdotto il meccanismo del telepass, cui si aggiunge la circostanza che molti, forse troppi, addetti alla riscossione risultano impiegati presso gli uffici amministrativi del Cas. Ciò però crea un rapporto in forte disavanzo tra spese per il personale ed introiti.
Una situazione paradossale considerando che gli ispettori dell’ente hanno riscontrato nelle arterie gestite dal consorzio siciliano, ben 473 non conformità, causate da buche, avvallamenti, tratti di strada da tempo immemore ridotti ad un corsia in attesa del completamento dei lavori. “Difetti- riscontrabili non sono sulla tratta Catania-Messina ma anche nella “nuova-, completata nel 2004, Palermo-Messina. La viabilità, sia essa stradale sia essa ferrata, per i siciliani sembra essere diventata poco più che un optional, uno delle innumerevoli realtà del paese che, giorno dopo giorno, contribuisce forse più di altre a tracciare i contorni di un’Italia a “due velocità-.
