Secondo l'accusa avrebbero custodito ingenti somme provenienti dallo spaccio di droga del clan di Mangialupi. Due di loro erano stati assolti a gennaio da un'analoga accusa
Sono stati rinviati a giudizio i fratelli Maurizio, Claudio, Natale e Teresa Cutispoto. Devono rispondere di ricettazione di circa 360.000 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio di droga del clan di Mangialupi. In pratica, secondo il sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Verzera, sarebbero i prestanome del boss Nino Trovato. Il sei ottobre prossimo dovranno comparire davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale così come ha disposto oggi il gup Maria Teresa Arena.
Per Claudio e Maurizio Cutispoto si tratta di un’appendice ai precedenti guai giudiziari. Il 14 gennaio scorso erano stati assolti dall’accusa di aver custodito l’immenso tesoro del boss di Mangialupi, Nino Trovato. Proprio nel corso di quelle indagini la Squadra Mobile, attraverso accertamenti bancari, scoprirono che i Cutispoto avevano nella disponibilità dei loro conti correnti somme dalla dubbia provenienza. Complessivamente si tratta di 357.000 euro che i quattro fratelli avrebbero custodito per conto di Nino Trovato. Nel maggio 2009 Maurizio e Claudio Cutispoto erano stati arrestati dalla Mobile proprio con l’accusa di essere prestanome del boss di Mangialupi. In due appartamenti di viale San Martino la Polizia scoprì sei chili di cocaina ed un milione di euro in contanti ed in quella circostanza ai fratelli Trovato furono sequestrati beni per 20 milioni di euro. Entrambi i fratelli furono assolti sia dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che dalla detenzione di droga.
