Il senatore del Pd Lumia: «Il governo deve immediatamente fare marcia indietro»
Anche il Tribunale di Messina è a rischio paralisi.
Dopo l’allarme lanciato dall’Anm, che per bocca del presidente nazionale Luca Palamara ha denunciato i gravi rischi di paralisi del settore giustizia a causa del mancato rinnovo dei contratti di assistenza applicativa, siamo andati a tastare la situazione al Tribunale di Messina, interpellando alcuni dei dipendenti che hanno segnalato i primi problemi nella gestione dei fascicoli penali e civili e che, proprio per la mancanza dell’assistenza, non riescono a lavorare alcuni procedimenti -bloccati- dal sistema. Una situazione paradossale se si pensa che negli ultimi anni sono stati implementati diversi applicativi nuovi per la gestione dei processi che adesso rischiano di non poter funzionare al meglio a causa della mancanza di una assistenza qualificata che effettui le normali attività di manutenzione e sblocchi le situazioni di errore che inevitabilmente si creano nella gestione dei complessi fascicoli penali e civili.
E la situazione tenderà sicuramente a peggiorare al rientro dalle festività natalizie, dopo le quali ricominceranno le udienze e il lavoro a pieno regime delle cancellerie.
Intanto, al Ministero della Giustizia promettono di reperire i 33 milioni di euro necessari per tutto il 2011 ma, fino a quel momento si spera che a rimetterci non siano, come al solito, i cittadini già costretti a subire una giustizia sempre più lenta.
Sull’argomento è intervenuto anche il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia. «Il taglio dei fondi per i servizi informatici ai tribunali e alle procure – ha dichiarato- è un atto mirato a mettere fuori uso la giustizia italiana e compromette la stessa lotta alla mafia. Già gran parte dei tribunali e quasi tutte le procure antimafia da tempo fanno i conti con la mancanza di mezzi e risorse. Così si dà loro il colpo di grazia definitivo».
«Non ci sono riusciti – ha continuato – Lumia- col ddl intercettazioni e con la legge sul processo breve e allora sono ricorsi alla finanziaria, prosciugando le risorse della giustizia. In questo modo si allungheranno i tempi delle indagini e dei processi, molti procedimenti andranno in prescrizione e tanti altri non inizieranno nemmeno, per la gioia di delinquenti e boss mafiosi.Il governo – ha concluso l’esponente antimafia del Pd – deve immediatamente fare marcia indietro».
