Sant'Alessio, In manette padre e figlio per tentata estorsione - Tempostretto

Sant’Alessio, In manette padre e figlio per tentata estorsione

Sant’Alessio, In manette padre e figlio per tentata estorsione

venerdì 15 Giugno 2007 - 10:29

Hanno cercato di estorcere 4 mila euro ad una tunisina. Arrestato anche un connazionale della vittima

Gli agenti della Squadra mobile ha arrestato il macellaio Giuseppe Smiroldo,60 anni, ed il figlio Sebastiano, 23 anni, di Sant’Alessio Siculo, con l’accusa di concorso in tentata estorsione. In manette anche il tunisino cinquantaquattrenne Hazzi Abderrahmen, residente a Furci. I tre avevano promesso ad una studentessa ventinovenne africana, residente nel centro jonico, di assumerla, per permetterle così di ottenere il permesso di soggiorno, in cambio di 4.000 euro. Tramite dell’accordo era il connazionale della vittima. La giovane tunisina era giunta in Italia per studio, ma i lavoretti part time non le bastavano più a mantenersi. Aveva qindi bisogno del permesso di soggiorno per motivi di lavoro e, quindi, di un contratto. Per questo aveva contattato un connazionale, che le aveva presentato il macellaio Smiroldo, disponibile ad assumerla. L’uomo ha però chiesto in cambio mille euro in prima battuta ed altri 4 mila a regolarizzazione del permesso. Ieri i quattro si sono presentati agli uffici della Prefettura di Messina per regolarizzare il contratto e il successivo permesso di soggiorno. Ma per concludere il tutto i tre hanno chiesto alla ragazza altro denaro. A questo punto la tunisina ha detto loro che si sarebbe rivolta ad un amico messinese, disponibile a prestarle un acconto. Si trattava però di un agente di polizia, con il quale la ragazza si era già accordata, che ha dato loro 1000 euro in banconote, precedentemente fotocopiate in Questura. La ragazza ha consegnato il denaro al tunisino che lo ha girato al macellaio ed al figlio. La consegna è avvenuta all’interno dell’Ufficio del Lavoro dove si erano tutti quanti recati per sbrigare una pratica. All’interno c’erano altri agenti in borghese, che hanno seguito il passaggio del denaro. Ad un certo punto gli Smiroldo si sono anche accorti della trappola tesa loro dai poliziotti, ma era ormai troppo tardi. Per il terzetto sono scattate le manette. L’azione è stata condotta dal funzionario Enzo Coccoli della Squadra mobile, diretta dal vice questore Marco Giambra

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