Sconto di pena in appello per -Ringo- Morabito. Sparò alla sorella Brunetta - Tempostretto

Sconto di pena in appello per -Ringo- Morabito. Sparò alla sorella Brunetta

Sconto di pena in appello per -Ringo- Morabito. Sparò alla sorella Brunetta

mercoledì 14 Novembre 2007 - 16:47

Ridotta la pena in appello per Giovanni -Ringo- Morabito, il venticinquenne nipote del boss di Africo Nuovo, Giuseppe -U tiradrittu- Morabito, che il 24 marzo 2006 sparò alla sorella Brunetta,(nella foto) madre da 15 giorni. Brunetta, ferita gravemente al capo, se la cavò per miracolo dopo settimane di coma. Il fratello si è costituito subito dopo il tentato omicidio, confessando di aver sparato alla sorella per motivi d’onore. Oggi il giovane ha patteggiato la pena di 8 anni e 10 mesi, in Corte d’appello. E’ stato assistito dall’avvocato Carlo Autru Ryolo.

In primo grado, davanti al Gup Antonino Genovese, aveva scelto il rito abbreviato ed era stato condannato a 12 anni, lo scorso 28 febbraio. In quella circostanza il Gup aveva escluso l’aggravante dei futili motivi. Nell’aula dell’udienza preliminare c’era stato anche lo spazio per una riconciliazione, sebbene a distanza. Giovanni Morabito, per la prima volta da quando ha sparato a bruciapelo alla sorella si era detto pentito del suo gesto e con una lettera Brunetta gli ha comunicato il suo perdono.

Si è scritta così un’altra pagina giudiziaria di una vicenda che un anno e mezzo fa sconcertò l’opinione pubblica e per la quale dopo tanti anni si tornò a parlare di delitto d’onore. Brunetta, praticante legale all’Avvocatutìra dello Stato, un matrimonio sbagliato alle spalle, la fuga da Africo verso Messina, da adolescente, per sottrarsi al destino di nipote del temuto boss, fu raggiunta dal più giovane dei fratelli, in una bella mattina di inizio primavera. Giovanni -Ringo- si recò in casa della sorella, al quarto piano di uno stabile di via Tommaso Cannizzaro, ad un passo dal Palazzo di Giustizia, e dopo aver litigato con lei, la convinse ad accompagnarlo all’uscita. Nell’androne, al piano terra, mentre la figlioletta Antonella dormiva nella culla, le sparò a bruciapelo in faccia. Il ragazzo, ha confessato poi, voleva lavare l’onta di quella bimba nata fuori dal matrimonio, dal nuovo compagno, un impiegato della Questura. -Ringo- poi è fuggito, si è imbarcato su una nave traghetto diretta a Reggio Calabria dove si è costituito ai carabinieri della Compagnia “Modena, dicendo semplicemente: “ho ucciso mio sorella-.

Brunetta intanto lottava tra la vita e la morte nel reparto Rianimazione del Policlinico. E’ uscita dal coma dopo quattro mesi dopo, anche se i colpi alla testa le hanno gravemente danneggiato, in maniera irreversibile, le funzioni cerebrali. Dopo un lungo periodo di terapia è tornata a casa, dalla famiglia, ad Africo Nuovo.

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