L'operazione è stata eseguita dagli uomini dell'Annona e dai volontari dell'Aeop
Si rinnova, con il sole cocente di questi giorni, il problema dei generi alimentari posti alla luce solare senza un’adeguata copertura e un riparo dai raggi solari. Oggi in via delle Colonne, nei pressi della stazione di Messina, i vigili dell’Annona hanno sequestrato centinaia di fusti di acqua destinati a rifornire i classici distributori da ufficio. E’ l’articolo 5 della legge 283/62 a porre dei paletti in materia.
Il sequestro effettuato questa mattina fa seguito a controlli susseguitesi nel corso degli ultimi giorni. L’attenzione degli uomini dell’AEOP, associazione Europea Operatori Polizia di Messina, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale, si è concretizzata già da giorno 13 luglio, quanto è stato notato un tir scaricare un ingente quantitativo di fusti d’acqua senza alcuna copertura. Gli agenti, invitavano da subito i titolari della ditta a prendere le dovute precauzioni. Parole però che restavano inascoltate, così che durante la notte del 14, i militari dell’Arma in compagnia degli operatori della Polizia Municipale, conseguivano un sopralluogo ove rinnovavano l’invito alla rimozione, annotando le risposte fornite da uno dei soci delle ditte domiciliate al civico.
Risposte che non arrivavano ancora, portando nella mattinata successiva, il 15 luglio, un ulteriore controllo espletato dai volontari degli operatori dell’Associazione di Polizia. Sentite le ulteriori scusanti, gli agenti dell’AEOP informavano l’Annona, che intervenendo prontamente con una sua pattuglia, verbalizzava l’occupazione abusiva del suolo. Procedendo a relativa successiva comunicazione al sindaco Buzzanca. Oggi, costatando il perpetrarsi del reato ed avendo proceduto ad ulteriori accertamenti in merito al possesso delle dovute licenze, gli agenti dell’Annona hanno sequestrato il carico.
“Realmente soddisfatti – ha commentato il comandante Matteo Colonia – molti cittadini del luogo ci hanno fermato per complimentarsi del lavoro svolto”.
Dino Sturiale
