Grande soddisfazione dei rappresentanti sindacali dall’OrSa da oltre due anni a fianco dei dipendenti del Policlinico: “Questa vertenza è l’emblema del marcio che si nasconde sotto l’assegnazione degli appalti. Esattamente quanto sta avvenendo per il servizio di vigilanza all’Università”
Dal pantano delle vertenze lavorative che affogao Messina, riescono fortunatamente ad emergere i lavoratori impiegati nel servizio di Ristorazione del Policlinico universitario, licenziati dopo l’assegnazione dell’appalto ad una nuova ditta. Dopo oltre due anni di scioperi, proteste, mobilitazioni, appelli rimasti inascoltati, il “successo” dei dipendenti, rappresentanti dagli avvocati Francesca Piccolo e Daniele D’Orazio, è stato decretato da una sentenza del Tribunale del lavoro che ha ordinato il reintegro di tutti i dipendenti lasciati a casa con relativo risarcimento del danno economico subito.
Grande soddisfazione dei rappresentanti sindacali dell’OrSa, Mariano Massaro e Francesca Fusco, sempre in prima linea a fianco dei lavoratori del Policlinico, che definiscono la vertenza in oggtto “l’emblema di un marco sommerso che prolifera sotto ogni settore in fase di aggiudicazione d’appalto. Ad ogni cambio gestione ci si scontra puntualmente con capitolati volutamente “ambigui”, stilati ad hoc, spesso da enti pubblici, per infliggere pesanti tagli ai livelli occupazionali con l’assurda pretesa di dimezzare le spese mantenendo invariata la qualità del servizio. In fase di gara gli appaltatori sono costretti a competere con offerte avventate, prevalentemente orientate ad un ribasso che nel concreto si rivela insostenibile e ad appalto aggiudicato si innesca lo scontro fra la ditta vincitrice che per esigenze di bilancio deve effettuare i licenziamenti e i dipendenti che legittimamente difendono con i denti il posto di lavoro, mentre la stazione appaltante, spesso ente pubblico, se ne lava le mani e si defila dopo aver creato disoccupazione e disservizio”.
“Una prassi come quella che si sta verificando in questi gioni all’Università – afferma l’OrSa – nel cambio d’appalto relativo al servizio di guardia armata, dove su 70 guardie impiegate dalla ditta uscente (Il Detective) solo 43 sono state riassunte dalla subentrante (KSM/Mondialpol) mentre per 27 lavoratori si profila lo spettro della disoccupazione”.
