Sindacati e lavoratori si dicono intenzionati ad applicare in modo ferreo il regolamento carcerario per mettere in luce, una volta per tutte, tutte le difficoltà legate al sottodimensionamento
Una bomba ad orologeria che rischia di esplodere da un momento all’altro. Questa la situazione del carcera di Gazzi, dove il problema del sottodimensionamento dell’organico è ormai diventato una carenza cronica. Lo hanno fatto ben presente questa mattina gli agenti del personale di polizia penitenziaria che hanno partecipato al sit-in organizzato di fronte i cancelli della casa circondariale. Un’occasione per manifestare grande preoccupazione di fronte all’indifferenza del governo nazionale che continua ad ignorare le difficoltà del penitenziario messinese come quelli di tutto il resto della Sicilia.
Al tempo stesso però quello di oggi è stata un’occasione per ribadire l’intenzione, in caso di perdurante silenzio, di mettere in ginocchio l’intero sistema rispettando alla lettera il regolamento carcerario, mettendo dunque una volta per tutta in luce tutte le lacune numeriche della polizia penitenziaria che costringono gli stessi agenti nelle condizioni di dove effettuare turni non stop. Ora più che mai i sindacati, Osapp, Sappe, Cgil, Cisl, Uil, Ulg, Cnpp, chiedono certezze e risposte concrete per ripristinare condizioni di vivibilità lavorativa.
Una questione di cui si riparlerà anche nel corso dell’assemblea sindacale programmata per lunedì pomeriggio e al termine della quale verrà stilato un documento ufficiale contenente modalità e tempi della protesta che, come anticipato, si sostanzierà quasi sicuramente nello sciopero bianco e dunque nella ferrea applicazione del regolamento già a partire da lunedì 27 dicembre. Salvo ultimi ma a questo punto improbabili colpi di scena.
