Topo d'appartamento incastrato dal Dna. Ha commesso più di 15 furti in una sola notte

Topo d’appartamento incastrato dal Dna. Ha commesso più di 15 furti in una sola notte

Topo d’appartamento incastrato dal Dna. Ha commesso più di 15 furti in una sola notte

mercoledì 30 Settembre 2009 - 12:04

In autunno e inverno insieme al altri razziavano abitazioni estive praticamente disabitate e piuttosto isolate, al punto tale che i ladri, certi di poterlo fare, in più circostanze si sono fermati per un po’ di tempo anche per mangiare e, addirittura, per effettuare chiamate con il telefono fisso verso il proprio paese di origine

È stato incastrato dal suo Dna il topo d’appartamento arrestato ieri a Caronia dopo tre anni di indagini dai Carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra. Il provvedimento è stato notificato in carcere a Fanel Guran, rumeno di 35 anni già detenuto presso l’Ucciardone a Palermo.

Fanel Guran è accusato di ricettazione di un’autovettura e della commissione, unitamente ad altri, di 15 furti messi a segno, nel marzo del 2006, nell’arco di una sola notte, in alcune abitazioni del Comune di Caronia.

Ad incastrare il trentacinqunne una cicca di sigaretta all’interno di un’autovettura utilizzata dagli indagati per effettuare gli spostamenti e abbandonata ad Acquedolci dopo un breve inseguimento la notte tra il 17 e il 18 marzo 2006.

Gli esami eseguiti dai Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche hanno permesso di identificare con certezza il rumeno attraverso il profilo genetico estratto dal mozzicone di sigaretta. Gli ulteriori accertamenti hanno inoltre consentito di rilevare quello che era il modus operandi classico di questi malviventi, per lo più provenienti dai paesi dell’est e stanziati nella provincia di Palermo. La tecnica consisteva nel derubare in autunno e inverno abitazioni estive praticamente disabitate e piuttosto isolate, al punto tale che i ladri, certi di poterlo fare, in più circostanze si sono fermati per un po’ di tempo anche per mangiare e, addirittura, per effettuare chiamate con il telefono fisso verso il proprio paese di origine. Terminati i vari colpi, che in quel periodo arrivavano anche a 10-15 furti per notte, gli indagati approfittavano della vicina autostrada per dileguarsi alla volta di Palermo, dove in effetti sono stati avvistati anche nel corso di alcuni servizi di osservazione effettuati dai Carabinieri negli ultimi mesi.

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