La segnalazione è dell'associazione -Diquadalfaro-: ecco il reportage fotografico. E da una grondaia rotta filtra dannosissima umidità
Là dove il normanno si unisce al gotico, dove reperti romani incontrano stucchi barocchi, lì, nella Cripta del Duomo, è tornata la -nemica- numero uno di queste inestimabili bellezze architettoniche: l’acqua. Come dimostra il reportage fotografico che pubblichiamo in fotogallery, e come ci segnala l’associazione messinese -Diquadalfaro-, all’interno della Cripta il pavimento è ancora sovrastato dall’acqua, nonostante il sistema di raccolta e deflusso predisposto dalla Soprintendenza. A questo va aggiunto che la parte absidale, quella esterna su via San Giacomo, per intenderci, andrebbe recuperata avendo una sede pavimentale in mosaico costruita con la tecnica dell’acciottolato di fiume, e invece è ancora colma di sterpaglie. Sempre all’esterno, un’immagine fotografica ci mostra una grondaia che poggia sulla parete e che è sia bucata che interrotta: da qui l’umidità penetra all’interno, provocando danni gravissimi. E per riparare una grondaia, in fondo, non sono necessari chissà quali finanziamenti.
Non è una storia semplice, quella del recupero della Cripta. Dal 1999, quando l’allora arcivescovo Giovanni Marra, sollecitato da alcuni -volontari- cittadini, riportò all’attualità la questione, sono state spese somme importanti per il recupero di uno dei monumenti più prestigiosi e importanti della nostra città (si parla di oltre 2 milioni di euro). Al 13 settembre scorso il sopralluogo dell’arcivescovo Calogero La Piana e il direttore del servizio Beni architettonici della Soprintendenza Rocco Scimone, durante il quale fu mostrato a La Piana il lavoro che la Soprintendenza aveva svolto negli ultimi anni: in particolare un sistema di raccolta e deflusso delle acque sotterranee simile, per certi versi, a quello in uso nelle sentine delle navi. Allora si disse che sarebbero stati necessari ulteriori due milioni di euro, o giù di lì, per restituire la Cripta alla comunità messinese e alla fruibilità dei cittadini e dei turisti. Tempi, almeno due anni (dunque fine 2009), con il progetto definitvo di restauro architettonico pronto per gli inizi dell’anno in corso. Oggi l’acqua è tornata a -coprire- la pavimentazione normanna. Per quanto tempo ancora?
(foto Dino Sturiale)
