Il corso d’acqua oltre che essere diventato il “solito” punto di raccolta dei rifiuti, è ora anche un’area di sosta per la auto che, con la costruzione dei tanti complessi residenziali che ne fanno da cornice, sono nettamente cresciute di numero
Ad un paio di chilometri di distanza dall’inferno del complesso di ‘Poggio dei Pini’, percorrendo la strada che conduce verso i colli, ecco spuntare l’ennesima “bomba inesplosa”: parliamo del torrente San Michele, sempre più strada sterrata sempre meno corso d’acqua. Come mostrano chiaramente le immagini, infatti, ai lati dell’alveo del torrente sono accuratamente posteggiate numerose macchine ed altrettante sono quelle che “tagliano” il letto del corso d’acqua per raggiungere l’altra sponda ed accedere così alle “abitazioni” o qualche appezzamento di terreno che si trovno dal lato opposto.
Inutile commentare poi le condizioni igienico-ambientali del torrente, trasformato, così come nel caso di numerosi altri corsi d’acqua, nella solita e nauseante discarica a cielo aperto. I rifiuti, l’eternit, i sacchi di immondizia, ferraglia di ogni forma e genere, si confondono e spesso si mimetizzano con la folte vegetazione che cresce rigogliosa senza freno e senza regole. Un “composto” ad elevata pericolosità, quello di cui vi abbiamo appena elencato gli “ingredienti”, perché causa della formazione di quel famoso “tappo” che, con le abbandonati piogge che determinano l’ingrossamento dei torrenti, non permetterebbe all’acqua piovana di defluire correttamente, con effetti che ormai sappiamo tutti essere a dir poco devastanti.
“Ad altezza” torrente, i cui argini, per le pessime condizioni, sono persino difficili da definire, tante abitazioni, alcune di vecchia data, altre con pare ti che sanno ancora di pittura fresca: anche la zona di San Michele, infatti, negli ultimi anni è stata interessata da interventi di edificazione che hanno pian piano determinato l’ “affollamento” delle colline circostanti con numerosi complessi abitativi e, di conseguenza, con un netto aumento della densità di popolazione concentrata in un “fazzoletto” di terra piuttosto ristretto. Più residenti ma stesso numero di via d’accesso, o meglio ancora di via di fuga, nel caso in cui la situazione dovesse precipitare e, come visto nelle ultime settimane, la natura “avverte” ma non dà preavviso.
Alle elenco delle emergenze, dunque, ecco aggiungersene un’altra, una di quelle che balza ai primi posti della classifica e che deve rientrare al più presto tra gli interventi programmati dall’amministrazione per la bonifica, la pulizia e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua che “tagliano” e sempre più spesso “minacciano” la comunità messinese. Una comunità che tuttavia con atteggiamenti spesso incivile contribuisce ad affossare le condizioni di una città che ogni di più rischia di toccare il fondo.
(foto Dino Sturiale)
