Il titolare della struttura dovrà ripondere di omicidio colposo per la morte di sei persone
Sarà celebrata il 17 giugno prossimo, davanti al gup del Tribunale di Patti, l’udienza preliminare per la tragedia all’agriturismo “Il rifugio del falco” di Patti, che il 22 agosto 2007 costò la vita a sei persone.
E’ stata rigettata, per il momento, la richiesta della riapertura dell’incidente probatorio avanzata dall’avvocato Tommaso Autru Riolo che assiste Santi Anzà, titolare dell’agriturismo. Il legale aveva chiesto che venisse eseguita una perizia per verificare la presenza e gli interventi della protezione civile, della forestale e dei vigili del fuoco sia il 22 che il 21 agosto 2007, in contrada Moreri (dove sorge il rifugio del falco) a Rocche Litto.
Il 17 giugno dovranno presentarsi davanti al gup, oltre ad Anzà, indagato di omicidio colposo, lesioni e violazione della legge sulla prevenzione e sicurezza sul posto di lavoro, i fratelli, Valerio e Mariano La Mancusa che dovranno difendersi dall’accusa di aver appiccato un incendio di vaste proporzioni. Incendio che però non causò la distruzione dell’agriturismo e dunque la morte delle sei persone. Lo ha stabilito una perizia che escluse qualsiasi relazione tra l’incendio di contrada San Cosimo del 21 agosto e quelli appiccati a Moreri il giorno seguente.
