L'imprenditore siciliano Giuseppe Pizzino scrive ancora all'amministratore delegato dell'istituto bancario dopo aver appreso che Profumo, in un'intervista alla trasmissione di raitre Lineanotte, avrebbe “etichettato” la ditta Castello «un'azienda sull'orlo del fallimento»
Continua lo sciopero dell’imprenditore siciliano dell’azienda Castello Giuseppe Pizzino che dallo scorso 24 settembre staziona di fronte la sede dell’Unicredit Banca di Milano in attesa di un incontro con il dirigente dell’istituto bancario Alessandro Profumo. La protesta dell’imprenditore, da anni impegnato nel settore tessile e dell’abbigliamento, ha avuto inizio a seguito del rifiuto, da parte del gruppo bancario, della richiesta di finanziamento avanzato dall’azieda siciliana. Una decisione che l’amministratore delegato Profumo, nel corso di un intervista andata in onda alla trasmissione di Rai tre Lineanotte, avrebbe motivato parlando dell’azienda di Pizzino come “un’attività sull’orlo del fallimento”.
Dichiarazioni ovviamente non condivise dal direttto interessato che in una nuova lettera aperta indirizzata al rappresentante di Unicredit, chiede il perchè «di una tala caduta di stile. Dal primo momento che siamo arrivati a Milano – scrvie l’imprendiotre siciliano – abbiamo mantenuto un profilo alto e dignitoso. Abbiamo evitato di esagerare nei modi e nelle forme di protesta, ogni nostra azione è sempre stata composta e mai sopra le righe, sempre nel rispetto sia del ruolo, che delle competenze. Perché una dichiarazione così lapidaria, “…la società è sull’orlo del fallimento…”, nei confronti di un gruppo che ostinatamente chiede, anzi, pretende un finanziamento, sostenuto da garanzie, finalizzato a nuovi investimenti ed al mantenimento dei livelli occupazionali?».
Questa e molte altre le domande che Pizzino rivolge all’ a.d. Profumo che, sempre nel corso dell’intervista avrebbe parlato di un “imprenditore non affidabile”. Affermazione a cui il siciliano risponde con i numeri, quelli di un’azienda che può contare su ben 42 anni di attività e su un numero di dipendenti che non è mai sceso aldisotto di 300 unità. Nella parte finale del documento Pizzino si rivolge a Profumo dandogli del tu: «Io sono sempre sotto che aspetto che diate una risposta alla mia domanda e, come avrai ben capito, sarà molto difficile che vada via senza un confronto, a questo punto solo ed esclusivamente con te. Era tanto tempo che non facevo vacanze, erano più di trent’anni che non tiravo tardi la notte a Milano, incomincio anche a prenderci gusto. Aspetto sotto, giù da te, in fiduciosa attesa. Un caro abbraccio Pippo».
Sul finale un ultimo post scriptum:
P.S. Raccomandati con i tuoi ragazzi che non perdano la calma e che mantengano alto il profilo del confronto, io non vorrei assolutamente adeguarmi al loro livello, ma se fosse necessario, saprò essere anche più bravo.
Grazie ed a presto.
