Cronache da Marte: ecco cosa accadde a Messina dopo le Europee..... - Tempo Stretto

Cronache da Marte: ecco cosa accadde a Messina dopo le Europee…..

Rosaria Brancato

Cronache da Marte: ecco cosa accadde a Messina dopo le Europee…..

domenica 02 Giugno 2019 - 09:14
Cronache da Marte: ecco cosa accadde a Messina dopo le Europee…..

Messina- Il sindaco con la maglietta "Nessuno mi ama", Mark Caltagirone in giunta, spopola il "Vinci Sorbello" e altro ancora....

Nei dì del dopo Europee si udivano urla strazianti provenire da Palazzo Zanca ed il Comune era piombato in un clima di tetra disperazione. Si apprese poi, da indiscrezioni, che il sindaco De Luca era inconsolabile. Sin dal giorno dopo la chiusura delle urne per le Europee era caduto in depressione. Calendario alla mano non c’era in vista nessuna campagna elettorale, neanche in un piccolo Comune sperduto nei Nebrodi, e il sindaco era stato colto da una crisi di astinenza da comizi, filippiche, declaratorie, sciarre & affini. Guardava mesto il soffitto e non gli sovvenivano neanche argomenti per un post, al punto che persino Zuckerberg gli scrisse preoccupato per il prolungato silenzio. De Luca senza campagna elettorale è come Salvini senza la felpa, come Mila senza Shiro e Dolce senza Gabbana.

Di Politiche anticipate non c’era sentore. Salvini non aveva alcuna intenzione di divorziare da Di Maio che era diventato il miglior testimonial della Lega. Il virus dell’Attack aveva contagiato i pentastellati che piuttosto che tornare alle urne erano disposti a ingoiare ogni tipo di boccone amaro. In un Paese che vira a destra anche il governo Musumeci era di buon umore al punto che già pregustava un bis.

Insomma De Luca era mogio mogio e nonostante i suoi collaboratori avessero girato in lungo e in largo tutto il reame non si trovava uno straccio di elezione. Riuscirono a scovare un condominio a Roccella Valdemone che doveva rinnovare le cariche e provarono a lanciare lo slogan “A ciascuno la sua cassetta della posta” ma rinunciò quasi subito perché non c’erano spazi adeguati per convocare il primo comizio.

Chi riuscì ad entrare al Comune narra che lo trovarono affranto, con indosso la maglietta “Nessuno mi ama”. Era talmente depresso che dirigenti e dipendenti comunali gli passavano davanti al rientro dalla spesa e dallo shopping e lui non alzava un dito. Davanti alla macchinetta del caffè c’era la doppia fila d’impiegati eppure non un sol grido di “vergogna” si levava al cospetto del Ginseng.

Non che le Europee gli fossero andate male. Anzi, 47 mila voti erano per lui un vanto. Ma quegli 8 mila 112 voti a Messina capoluogo per Dafne Musolino, che pure era stata la più votata in città e con un astensionismo del 63% erano coltellate al cuore ed all’ego. Guardava la foto dell’ex Cda Amam Cerreti abbracciato a Saverio Romano e sconsolato diceva “tu quoque”. Non aveva più stimoli. Prese l’agendina delle “persone da ‘nciuriare” e si rese conto che l’aveva già ripetuta due volte in ordine alfabetico dalla A di “Accorinti & sodali” e Armao meravigliao in poi fino ad Alessio detto Villarosa.

Insomma una tragedia.

Anche in giunta l’atmosfera era mesta perché il rimpasto era cosa nota ed ormai imminente. Nomi in uscita o in entrata non ne trapelavano, ma gli assessori sapevano di essere tutti in discussione e cercavano di evitare il peggio.

Così l’assessore allo sport Pippo Scattareggia, per emulare le gesta del leader maximo che si era tuffato nella piscina di Villa Dante “cu tutti i robi”, si lanciò nella vasca di Villa Mazzini dove rimase impigliato tra muschi, licheni, animali preistorici e di dubbia provenienza rimasti lì da anni. L’assessore alla pubblica istruzione Enzo Trimarchi ordinò 20 mila copie della biografia di De Luca per distribuirle nelle scuole ma per errore arrivò quella del governatore della Campania e fu costretto a mangiarle tutte per nascondere ogni traccia.

A sorpresa Cateno De Luca, dopo 20 giorni di suspense, stupì tutti annunciando i due nuovi assessori: Mark Caltagirone e la cugina Concetta Caltagirone, detta Cetty, per le quote rosa. Del resto per il sindaco molti di quanti sono intorno a lui a vario titolo sono esattamente come il marito immaginario di Pamela Prati.

Per giorni continuarono le indiscrezioni sul sicuro ingresso in giunta di Gino Sturniolo, in quota “Democratici per il Comunismo”, nuova formazione politica che i sondaggi davano in forte crescita. Sembra però che De Luca avesse deciso di lanciare la candidatura di Sturniolo, neo leader indipendentista per le prossime elezioni del Comune di Montemare, o in caso di rivolta di Castanea pronta a battere bandiera autonoma sicilianista.

Intanto nel mondo politico messinese era nata una nuova stella: il consigliere comunale Salvatore Sorbello. L’esponente del gruppo misto, da metà maggio folgorato sulla via di Salvini e Attaguile era diventato una vera e propria star della rete.

I suoi video ed i post impazzavano su facebook, anche in coppia con Alessandro Russo, un po’ come Bud Spencer e Terence Hill. In occasione delle Europee il consigliere neo leghista aveva lanciato il gioco “Vinci Sorbello”. I più fortunati erano riusciti a sedere al tavolo con lui per una granita caffè con panna non prima di avere ascoltato pazientemente le sue teorie sul dipinto dell’Allegoria di Messina ceduta alla Spagna che campeggia nell’Aula Consiliare.

E in questo clima caotico s’innestò la guerra dei bidoni perché con le nuove regole per la raccolta porta a porta non c’era un solo messinese su 234 mila che avesse capito come funziona e i rifiuti vennero utilizzati come armi lanciati da un condominio all’altro.

Nacquero le fazioni “Bidoneria Democratica” , “I Bidoni azzurri”, “I Bidoni riempitili a casa vostra” e finalmente De Luca riacquistò vigore entrando in campagna elettorale con un suo candidato nella lista “Bidone Vero” e puntando al podio.

Rosaria Brancato

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3 commenti

  1. Capolavoro

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  2. Claudio Conte 2 Giugno 2019 13:23

    Rosaria….. sempre eccezionale!
    Graffiante con stile ed eleganza!

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  3. Complimenti Rosaria,sempre graffiante ma con grazia.Ti leggo con sempre e con piacere.

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