Ambientato nella periferia di Salerno, il film di Loris G. Nese è in programma martedì 16 giugno
MESSINA – Le radici, la memoria, le periferie e la necessità di elaborare un passato ingombrante. Martedì 16 giugno alle 21, al Cinema Lux di Messina, verrà proiettato il film d’esordio di Loris G. Nese “Una cosa vicina” (Italia, 2025, 85 minuti), presentato alle Giornate degli Autori della 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e menzione speciale al Premio Solinas.
Ambientato nella periferia di Salerno, il film è un documentario autobiografico che indaga sulla morte prematura del padre e sulle conseguenze nella vita del regista. Dando seguito a una collaborazione iniziata due anni fa con il cortometraggio Z.O., il film vede la partecipazione dell’attore Francesco Di Leva, più volte vincitore del David di Donatello, che insieme a suo figlio Mario dà voce a questa storia.
Al Lux di Messina la storia di un bambino negli anni Novanta in una periferia del sud d’Italia
L’esordio nel lungometraggio del trentaquattrenne autore salernitano beneficia dell’esperienza pluridisciplinare già dimostrata in lavori precedenti, selezionati e premiati in grandi festival (Venezia, Sundance, Torino, Locarno, Brooklyn, Krakov, Dok Leipzig).
L’ibridazione tra generi e tecniche adottata in passato caratterizza anche questo lavoro, in cui si alternano riprese documentarie a materiali d’archivio e animazioni.
Il protagonista del film è un bambino che negli anni Novanta cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome
pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.
Insieme a Chiara Marotta, con la quale nel 2018 ha fondato la casa di produzione Lapazio Film, Nese dichiara: «Una cosa vicina nasce dal desiderio di raccontare un percorso emotivo che parte dall’innocenza dell’infanzia, passando per l’adolescenza alimentata dall’esaltazione del male, fino ad arrivare alla necessità adulta di cercare una verità più complessa, fuori dalla retorica della cronaca e dalla narrazione dominante. È un film che esplora il familiare, la memoria, i silenzi che ci definiscono».
Da parte sua Francesco Di Leva afferma: «Quando ho conosciuto Loris, la storia della sua terra e delle sue radici, non lontane dalle mie, mi ha fatto sentire una vicinanza, un senso di appartenenza. Non è la prima volta che lavoriamo insieme, Una cosa vicina è
stato un gesto naturale. Credo nel talento, nella verità, e soprattutto nel valore delle scelte. Dare il mio contributo a un’opera come questa è un modo, silenzioso, per dire da che parte si sta».

