Giovani Dem al lavoro per la prima Festa dell'unità che si terrà dal 17 al 19 ottobre in via Loggia dei mercanti. L'appello è al contributo di tutti per mettere il primo mattone per la costruzione di un nuovo Pd, oggi dilaniato da divisioni e scontri. Nessun sguardo rivolto al passato i Giovani Dem guardano avanti. Intanto sabato a Messina ci sarà il segretario regionale Fausto Raciti per decidere le sorti della segreteria e del Congresso.
Magari tra le macerie ci sono quelle lasciate da chi non ha lesinato colpi di piccone, magari sembra impossibile in questo momento immaginare di poter costruire qualcosa di duraturo, ma loro hanno semplicemente deciso di rimboccarsi le maniche e basta, senza pensare al passato, perché loro, i 25 Giovani Dem firmatari dell’appello, semplicemente sono e vogliono essere “non il futuro ma il presente di questo Pd”.
E il primo mattone del nuovo Pd è l’organizzazione di quella Festa dell’unità che a Messina in 8 anni dalla nascita della formazione creata con la fusione a freddo tra Margherita e Ds, non c’è mai stata. Una Festa dell’unità che in questo Pd dilaniato da scontri senza fine né confine sembra quasi un ossimoro ma, loro, i giovani, ci credono e la stanno organizzando da soli, con l’entusiasmo di chi inizia qualcosa ben sapendo che quell’inizio è già un traguardo, perché, comunque andranno le cose, è già un successo essere riusciti a farlo.
Certo, saranno in tanti a provare a metterci il cappello sopra, tanti (e non solo dentro il Pd) a volere che fallisca, tanti a restare a guardare salvo poi salire sul “palco” per gli applausi di rito, tanti ad incassare l’eventuale successo e tanti ad additare in caso di sconfitta, ma a loro non importa.
Si sono divisi in gruppi di lavoro, c’è chi si occupa dell’organizzazione degli eventi, chi della logistica, chi della ristorazione, chi dei dibattiti, chi del reperimento delle risorse, chi della comunicazione. C’è un Comitato organizzatore che si riunisce settimanalmente per tirare le fila senza sgomitare per un posto sotto i riflettori ma semplicemente facendo lavoro di squadra.
Ieri intorno a un tavolo si sono riuniti Guglielmo Sidoti, Alba Marino, Andrea Aliotta, Daniele Chiara, Sebastiano Rizzotto, Simone Coletta. Accanto a loro ci sono decine di Giovani Dem pronti a dare il loro contributo, persino quello della “sicurezza notturna” nei luoghi della Festa per evitare un aggravio delle spese. Con loro c’erano anche Enzo Ciccolo, che non è più giovane ma è indispensabile per gli aspetti organizzativi e logistici, e, tra i più “grandicelli”, Domenico Siracusano e Fabio Orlando, perché per la Festa dell’unità ci vuole più di una mano.
La Festa dell’unità del Pd di Messina si terrà nel week-end 17-19 ottobre, nell’area della via Loggia dei mercanti, (lateralmente al Duomo) e sarà scandita da dibattiti, concerti, tavole rotonde, mostre. Numerosi i gazebo destinati alle associazioni. Non ci saranno “nomi di grido”, non ci sarà Renzi, né D’Alema, perché è un Pd che sta per nascere non ha bisogno di clamori né di eventuali scontri o polemiche, né di strumentalizzazioni da chi vuol stare in prima fila. Ci sarà Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, vicesegretaria nazionale e volto (e contenuto) del nuovo Pd.
L’appello è, ovviamente al contributo di tutti, sotto qualsiasi forma, e sarà lanciata una campagna per il sostegno ed è prevista anche una lotteria. Il segretario provinciale “congelato” da aprile, Basilio Ridolfo, ha messo a disposizione una somma, ma è chiaro che non può bastare. Per questo, contribuiranno anche gli eletti a vario titolo del Pd, come chiarito dal capogruppo Paolo David presente ieri all’incontro per dare il senso concreto di un “appoggio esterno” senza alcuna ingerenza, all’organizzazione, quanto piuttosto per sottolineare la disponibilità economica appunto degli eletti. Insieme a lui, a ribadire il messaggio, Ciccio Barbalace.
I Giovani Dem hanno sottolineato che la parola d’ordine sarà trasparenza, pertanto ogni contributo singolo, così come ogni spesa, sarà resa nota.
Dal Pd “ufficiale”, che in verità non esiste perché il congelamento di Ridolfo è già in fase di glaciazione a quasi un anno dalla sua elezione, non c’è un segretario cittadino, non c’è una sede e Messina è probabilmente l’unica città d’Italia dove non ci sia stato il tesseramento 2014.
Sicuramente per la Festa dell’unità si faranno vivi e batteranno un colpo quei vertici regionali che per oltre un anno, nel silenzio e nella distrazione, hanno lasciato che il Pd messinese agonizzasse e si sbranasse periodicamente.
Il segretario regionale Fausto Raciti, impegnatissimo in questi mesi nelle guerre con Crocetta, sarà a Messina sabato 27 settembre, per una nuova (ed ennesima) consultazione tra le correnti del partito e decidere le “sorti” di Ridolfo, che ormai da aprile è ibernato. In verità accordi sotto coperta a livello regionale sembrano spingere per una sua conferma in vista di un Congresso che è quasi una leggenda come la flotta comunale, ma i renziani hanno già fatto sapere che non sono disposti a fare da stampella a nessuno, tantomeno ad aspettare che il passato ritorni.
Quindi sabato nuove “consultazioni in stile Napolitano”, con un copione già visto in primavera e che sembra più una farsa che un rito di democrazia.
Meglio guardare le riunioni dei Giovani Dem che in un partito nuovo a Messina ci credono e stanno lavorando per questo.
Rosaria Brancato
