"Dalla Lega un manganello legislativo per i no ponte"

“Dalla Lega un manganello legislativo per i no ponte”

Redazione

“Dalla Lega un manganello legislativo per i no ponte”

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domenica 26 Maggio 2024 - 17:06

Le reazioni a un emendamento al ddl sicurezza su chi protesta contro le grandi opere. "Si parla di minacce e violenza ma c'è il rischio di un abuso di potere"

MESSINA – Le reazioni alla proposta leghista. All’emendamento al disegno di legge sicurezza presentato in comissione Affari costituzionali dalla Lega che mira ad innalzare a 25 anni le pene contro chi protesta contro la realizzazione delle grandi opere. Per Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde, a Messina venerdì scorso per le europee, l’intenzione è chiara: “Colpire la protesta dei siciliani e calabresi. Il deputato Igor Iezzi vorrebbe aumentare di due terzi le pene relative a chi protesta per impedire la realizzazione di opere strategiche infrastrutturali. Una proposta autoritaria e inaccettabile alla quale noi risponderemo in modo netto, con un’opposizione dura in Parlamento”.

Si legge nell’emendamento: “Se la violenza o minaccia è commessa al fine d’impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica, la pena è aumentata da un terzo a due terzi”. È vero che si parla di “violenza o minacce” ma chi si oppone teme l’abuso di potere e in materia di sicurezza le norme già ci sono. E non si vede la ragione per un inasprimento.

“Norme liberticide”

Dello stesso parere la parlamentare del Pd Laura Boldrini, ieri a Torre Faro: “Non glielo permetteremo, sarebbero norme liberticide. E che si prestano anche a interpretazioni pericolose”. Sul tema interviene pure il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca: “Il tentativo di silenziare le legittime proteste dei no ponte con il manganello legislativo è veramente vergognoso e indegno di una maggioranza che si vuole definire democratica. Questo tentativo di limitare il diritto costituzionale di manifestare liberamente esasperando le pene sino a renderle simili a quelle previste per i reati più efferati, oltre a ignorare il principio di proporzionalità della pena, insieme alle proposte sul carcere per i giornalisti e sui limiti ai poteri di indagine per i magistrati, appare come un ennesimo rigurgito tendente a restaurare i caratteri tipici del periodo fascista a cui tutta la società deve opporsi con immediata fermezza”.
“Giorno dopo giorno – continua Antonio De Luca – i partiti che sorreggono il governo Meloni mostrano sempre più la deriva autoritaria che cercano di nascondere a parole, ma che tradiscono abbondantemente con l’eloquenza dei fatti. Anziché cercare il dialogo con chi si vede sprofondare il terreno sotto ai piedi, la maggioranza meloniana cerca di silenziare tutti con le buone, ma soprattutto con le cattive”.

No ponte Capo Peloro: “Un emendamento cucito su misura per le nostre proteste ma noi agiamo nel nome della Costituzione”

Non è mancata pure la voce del comitato No ponte Capo Peloro: “Lo dice il pescespada, lo dice il capodoglio, il ponte sullo Stretto non lo voglio”: lo storico slogan delle manifestazioni no ponte in riva allo Stretto di Messina rischia di costare caro ai due se fosse approvato l’emendamento leghista al ddl sicurezza che prevede l’inasprimento delle pene nel caso in cui “la violenza o minaccia è commessa al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica”. Ridiamo, ma è veramente assurdo l’emendamento che sembra “cucito” per le proteste no ponte in corso e che diventeranno sempre più incisive se il minacciato, questo si, progetto del ponte sullo Stretto dovesse andare avanti”.

E ancora: “La nostra protesta non è né violenta né ideologica ma diremmo costituzionale, nel senso che ci appelliamo all’art. 9 della Costituzione italiana che dice che la Repubblica tutela il paesaggio, l’ambiente, gli ecosistemi, la biodiversità. E l’articolo 21 recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Parafrasando un altro slogan gridato nel corteo no ponte di Villa San Giovanni del 18 maggio: Ci vogliono intimorire ma non abbiam paura, la lotta in piazza sarà più dura”.

Sull’emendamento interviene pure il gruppo “Rispetto Messina”: “Tutti i cittadini messinesi che non hanno perso del tutto la loro dignità dovrebbero protestare aspramente contro la proposta di legge aberrante presentata da un esponente della Lega di Salvini che prevede il carcere fino a venti anni per chiunque protesti in manifestazioni pubbliche contro le opere ritenute strategiche dal governo. A partire dalla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Un provvedimento con l’avallo del ministro Salvini. E che fa emergere come per costoro chiunque abbia il coraggio di opporsi a opere devastanti sul piano ambientale debba essere considerato un delinquente“.
Continua il gruppo civico: “Ci auguriamo che ci sia la reazione necessaria per impedire che tale proposta aberrante possa essere votata. Ma ci chiediamo anche quale siano, al riguardo, le opinioni dei leghisti siculi e di tutto coloro che a tutti i livelli si sono espressi a favore della realizzazione di tale opera .
Perché sarebbe assurdo che il loro fondamentalismo pro ponte potesse giungere ad avallare una simile proposta liberticida e da regime autocratico, come quella formulata ufficialmente da un parlamentare della Lega”.

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6 commenti

  1. CI PENSINO BENE I MESSINESI ED I CALABRESI QUANDO ANDRANNO A VOTARE
    A GIUGNO PROSSIMO !!!!

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  2. La lega non si smentisce mai, approfittatori di voti di ingenui del sud, di condoni di ponti fantasma.

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  3. Manifestare è un diritto garantito dalla costituzione non siamo più nel fascismo

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  4. Sig. Diego, si sbaglia: con questo governo siamo tornati pienamente al fascismo… Anzi peggio: sono un’accozzaglia dei peggiori Sfascisti!
    Se fa un sondaggio tra i suoi conoscenti, sono certa che si renderà conto poi della tipologia di elettorato che hanno: uguali a loro, o con un livello culturale raso al suolo.
    Fin troppi poi non si rendono conto che votare non è solo un diritto, ma un dovere civico!
    Con un quadro così desolante, la dittatura che ci aspetta con il premierato incombente, sarà inevitabile.

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  5. Salvini e Giorgia Meloni sono pericolosi.
    Chi li vota non ha capito ancora con chi ha a che fare e non lo capirà sino a che non faranno danni grossi come fece Berlusconi con il pareggio di bilancio.
    Vedrete che “defecheremo” per colpa loro per i prossimi 10 anni.

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  6. Non è corretto modificare i commenti.
    Giusto cassarli ma modificarne il significato no.
    A questo punto rimuovetene la pubblicazione.
    Grazie

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