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Il Tar… sui tir. Il ricorso e le posizioni di Accorinti, Franza, Richichi e Autorità Portuale

Marco Ipsale

Il Tar… sui tir. Il ricorso e le posizioni di Accorinti, Franza, Richichi e Autorità Portuale

venerdì 17 Gennaio 2014 - 12:22
Il Tar… sui tir. Il ricorso e le posizioni di Accorinti, Franza, Richichi e Autorità Portuale

Il sindaco non fa un passo indietro sull’ordinanza anti tir, mentre l’amministratore delegato di Caronte e Tourist conferma gli accordi presi e dice che non cambierebbe nulla anche in caso di vittoria del ricorso, proposto contro un atto illegittimo. Il presidente dell’Associazione autotrasportatori siciliani lamenta i ritardi sul porto di Tremestieri. E in tal senso il segretario generale dell’Autorità Portuale torna pessimista dalla Regione…

Il giorno dopo la notifica del ricorso al Tar contro l’ordinanza anti tir, il sindaco Accorinti si dice stupito ma prosegue sulla sua strada: “Avete visto i rapporti di tranquilla correttezza che abbiamo sempre avuto, avete visto la nostra predisposizione al dialogo e alla collaborazione, avete visto la fiducia che abbiamo dato, spiazzando molti, alle compagnie di navigazione, affidando loro il compito di stabilire le deroghe. Adesso daremo una risposta adeguata con gli avvocati, ma intanto proseguiremo a multare chi non rispetterà l’ordinanza. Non per il gusto di farlo, ma perché c’è un divieto concordato. La cittadinanza ci chiede di essere severi e lo faremo a salvaguardia della loro vita”.

Non un passo indietro, ma uno avanti nel momento in cui sarà riaperta la seconda invasatura del porto di Tremestieri, anche perché al momento l’ordinanza è valida solo a partire dalla Sicilia e non viceversa: “Il sindaco di Villa mi ha chiesto di aspettare – spiega Accorinti – perché la conformazione del loro approdo non permette stazionamenti ed hanno anche un numero molto esiguo di vigili. Non posso entrare a gamba tesi sui loro problemi, perché è giusto rispettarli. Mi auguro, però, che con la seconda invasatura tutto si normalizzi. Abbiamo sempre chiesto collaborazione a tutti e sembrava ci fosse, ma se c’è un ricorso è ovvio che ci difenderemo e difenderemo la vita dei cittadini. Nel frattempo, ci sono tre organizzazioni che stanno lavorando allo studio di fattibilità della flotta comunale. Continueremo a perseguire anche quest’obiettivo”.

Dalla voce del sindaco, a quella dell’amministratore delegato di Caronte e Tourist, Vincenzo Franza, che parte da una premessa: “Piena, completa e leale collaborazione con l’amministrazione comunale per la gestione delle problematiche legate all’attraversamento. Così come abbiamo sempre fatto, anche con le precedenti giunte, come stiamo facendo con questa e faremo con tutte le altre”.

Se c’è piena collaborazione, quali sono allora le motivazioni che hanno portato la società armatrice a proporre ricorso al Tar? “Nella struttura dell’ordinanza che l’amministrazione comunale ha ritenuto di dover emettere – prosegue Franza -, a parer nostro esistono delle illegittimità che avevamo già segnalato nel corso delle varie riunioni. In poche parole, il potere ordinatorio sulle aree demaniali di un porto non è del Comune, ma è dell’Autorità Portuale. La sostanza è che il sistema sta funzionando e ci hanno riconosciuto che ci sono le navi per far andare i camion a Tremestieri. Noi infatti non contestiamo il funzionamento dell’ordinanza, ma l’illegittimità dell’atto, che non possiamo lasciare consolidare”.

In pratica la contestazione parte dall’assunto che il porto e l’autostrada sono beni pubblici legati al trasporto nazionale e che il Comune non può impedirne il collegamento. Altra cosa sarebbe un provvedimento, a tutela delle strade cittadine, contro tutti i mezzi pesanti, anche quelli che si muovono esclusivamente in città, ma il divieto non può essere imposto solo a chi traghetta. Sarebbe illegittima persino la presenza dei vigili urbani all’interno del “serpentone”, perché area non di competenza comunale.

Aspetti legali a parte, quello che interessa alla città è che il traffico di attraversamento dello Stretto dei mezzi pesanti si sposti integralmente a Tremestieri. In teoria, potrebbe avvenire a breve, con la riapertura della seconda invasatura. Nel 2009 si riusciva a smaltire il 95 % dei tir ed oggi c’è un calo di traffico del 30 %. Ma Caronte e Tourist sarà disponibile a mandare tutti i tir a Tremestieri? “E’ un punto di vista sbagliato – risponde Franza – perché funziona esattamente al contrario. Noi mettiamo le navi che i tir prendono, ma non siamo noi a mandare i tir da una parte piuttosto che da un’altra. E’ lo stesso discorso fatto a suo tempo con Ferlisi, col quale abbiamo avuto un’amichevole diatriba. Diceva che non c’erano navi, ma noi abbiamo risposto che non possiamo metterle dove non ci sono mezzi pronti ad imbarcare. Se ci ritroviamo i tir a San Francesco, siamo costretti a mettere le navi dove c’è il transito. L’amministrazione deve indirizzare i flussi, così come ha fatto”.

Se dunque il sistema funziona, quale lo scopo del ricorso? “Penso che la collaborazione sia stata dimostrata coi fatti – afferma l’ad della Caronte -, ma è un diritto naturale esprimere il proprio parere a maggior ragione se c’è un atto di illegittimità. Anche se vincessimo il ricorso, non cambierebbe nulla nel sistema organizzativo, con le deroghe, quelli sono accordi tra persone perbene”.

Ed oltre a Caronte e Tourist, a proporre un altro ricorso contro l’ordinanza è l’Aias, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani. “Nel periodo invernale – afferma il presidente Giuseppe Richichi -, il porto di Tremestieri diventa utilizzabile un giorno sì e un giorno no e noi restiamo in balia delle incertezze perché dobbiamo aspettare il consenso del caposcalo per avere una deroga che viene continuamente messa e tolta. Non possiamo lavorare in queste condizioni. Ci avevano detto che a dicembre lo scalo sarebbe stato completamente operativo e così non è stato, non certo per colpa nostra”.

Richichi spiega poi le ragioni del ricorso. “Dopo gli accordi presi sono tutti spariti e i disagi sono rimasti sempre gli stessi. Il problema è che la logistica dei trasporti è gestita malissimo. Passano gli anni ma non si trova mai una soluzione. Vengono fatte delle promesse sulle infrastrutture, che poi non vengono mantenute. Le merci devono passare e a noi non resta che fare ricorsi”.

Quale, allora, la soluzione secondo gli autotrasportatori? “La soluzione la deve trovare la Politica – risponde Richichi -, non noi che siamo quelli che paghiamo lo scotto più alto. Ci hanno proposto Tremestieri e lo abbiamo accettato anche se per noi ha un costo maggiore, perché la tratta marittima è più lunga. Ma al momento solo pochi traghettano da lì, molti sono costretti ad andare ancora a San Francesco. Noi vorremmo solo poter lavorare in pace”.

A breve, comunque, lo scalo di Tremestieri dovrebbe essere operativo al completo. “La soluzione potrebbe anche essere questa ma con dei servizi adeguati. Solo da poco hanno finalmente fatto un punto di ristoro con dei bagni e l’attesa è più accettabile. Prima c’erano condizioni disumane. Qualcosa si sta muovendo ma è troppo poco rispetto a ciò che dovrebbe essere la porta della Regione. Ad esempio, dovremo comunque attraversare la città per il molo Norimberga. E per la via don Blasco penso che passeranno tanti anni per avere le autorizzazioni necessarie”.

A proposito del porto di Tremestieri, però, il segretario generale dell’Autorità Portuale, Francesco Di Sarcina, è tornato demoralizzato dalla Regione. “Alla fine della scorsa settimana, abbiamo consegnato tutti gli incartamenti necessari ad ottenere l’autorizzazione al dragaggio. Martedì mi sono recato personalmente a Palermo ma sono rimasto spiazzato perché gli uffici dell’assessorato erano quasi vuoti in seguito ad una riorganizzazione del personale. I vecchi dipendenti sono stati trasferiti, mentre alle attività produttive sono arrivati giovani dai beni culturali, che sinceramente ho visto spaesati e mi sembra abbiano dei titoli di studio non proprio coerenti col lavoro da svolgere. Ho informato subito l’amministrazione comunale per promuovere insieme un’azione nell’interesse della città. E’ paradossale che, ora che abbiamo praticamente finito coi pali sul fondale, il problema diventi il dragaggio. In passato, abbiamo sempre avuto necessità di combattere per avere queste banali autorizzazioni, ma alla fine ci siamo sempre riusciti e contiamo di riuscirci anche adesso”. Una volta ottenuta l’autorizzazione, il dragaggio potrebbe essere svolto nell’arco di 15 o 20 giorni e subito dopo si potrebbe aprire la seconda invasatura. Le incertezze stanno proprio sui tempi dell’autorizzazione.

Di Sarcina, anche se non direttamente interessato, in quanto competenza dell’ufficio legale, da noi sollecitato spiega anche in breve le questioni relative alle aree portuali sulle quali verte il ricorso contro l’ordinanza anti tir. “Abbiamo espresso formalmente al sindaco la nostra posizione, anche attraverso delle lettere. Loro sostengono il diritto di svolgere azioni di controllo sul territorio tramite i vigili urbani. Questo diritto, però, riguarda strade aperte al pubblico di loro competenza. Noi sosteniamo che il serpentone faccia parte del porto di Messina, è demanio marittimo in concessione, una zona operativa di lavoro aperta solo al transito destinato ad imbarco e sbarco, non per fare una passeggiata. Non è quindi assimilabile ad altre strade cittadine. Il codice della strada dice espressamente che queste aree sono sottratte alla competenza del Comune. Siamo aperti al dialogo e vogliamo risolvere la questione bonariamente, ma dobbiamo tutelare i diritti del porto e dei suoi fruitori. A breve è previsto un incontro con l’assessore Cacciola, aspettiamo la convocazione, perché abbiamo chiesto ufficialmente la rivisitazione della perimetrazione del centro urbano, approvata con delibera consiliare nel 1995. L’errore di fondo sta lì, perché vi sono ricomprese aree portuali. Se questo aspetto sarà rivisto, e ci sono tutte le condizioni per farlo, la vicenda potrà essere composta pacificamente col rispetto degli interessi di tutti. Sono comunque valutazioni che dovrà fare il presidente, perché riguardano esplicitamente la volontà politica del nostro ente”.

(Marco Ipsale)

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18 commenti

  1. Renatino, per occuparsi (male, al solito)di ciò che non è di sua competenza, è stato uccellato.

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  2. richichi ed altri che vi vengono dietro, perché non ve n’è andate da un’altra parte??. Non c’era l’opzione di andare nella città di xxxxx di richichi?? Voi state scherzando un po troppo con la vita della gente….
    Ma di che state parlando??
    Fino ad oggi stavo litigando con un camionista mentre sfrecciava sul corso Cavour. Non c’è niente da fare siete delle xxxxxx….

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  3. Poco chiaro…..si agisce per raggiungere uno scopo…Accorinti è sempre stato dalla parte dei traghettatori….un paladino a difesa dei traghetti….da sempre contro. Il ponte e le opere connesse…
    Sembra non avere alcun senso un ricorso al TAR contro chi da sempre è a favore dei traghetti…..

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  4. Le ferrovie hanno i binari dismessi che arrugginiscono da tremestieri al porto… la strada si costruisce da sola..altro che proteste da pensionati anti tares…buddace per i tir dormi ma se spendi 100 euro pa munnizza diventi Che Guevara…

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  5. Ialacqua aveva ammesso che le previsioni di Messina Ambiente erano false e artefatte e il nostro SuperMegaSindaco …” avete visto la fiducia che abbiamo dato, spiazzando molti, alle compagnie di navigazione, affidando loro il compito di stabilire le deroghe. “, Renato il temerario ammette candidamente (leggete tutte le sue belle parole) AMMETTE CANDIDAMENTE DI FARE LA PECORA CHE ABBAIA AL LUPO….

    SAPEVA GIA’ CHE LE SUE ORDINANZE E LE DELIBERE DEL COMUNE NON AVREBBERO POTUTO ESSERE ATTUATE!
    Allora perché gesticolava, si gonfiava il petto e tartagliava PROCLAMI DI LIBERAZIONE ad uso e consumo della pletora elettorale degli speranzosi?
    Un illusionista come tutti gli altri: io qui e io là.

    L’AUTORITA’ PORTUALE [DI Sarcina] SI DICE “RAMMARICATA” CHE LA REGIONE non abbias ancora dato l’autorizzazione al dragaggio dei fondali a Tremestieri. Quindi la colpa sarebbe di Palermo..
    PERO’ precisa che IL COMUNE HA COMPETENZA SOLO SULLE SUE STRADE, non sul demanio marittimo. Quindi i TIR possono sbarcare dove vogliono…. per loro..

    NON E’ MENO ADDOLORATO COSTERNATO E COSE DEL GENERE… è Richichi (parte Aias, associazione imprese autotrasportatori siciliani -ma l’Aias non è già sigla dell’associazione italiana assistenza spastici? boh?) che evidenzia tutte le problematiche di Tremestieri con il suo porto apri-e-chiudi, e gli autotrasportatori che ogni volta non sanno mai prima con certezza da dove attraverseranno questo stretto.

    TUTTO QUESTO DOLORE misto a consolidamenti di puntigli e a rimpallamenti di responsabilità CHE permea tutto lo svolgimento della COMMEDIA DELLE PARTI necessita di un evento catartico (Renato direbbe EPOCALE) tramite il quale “la vicenda potrà essere composta pacificamente col rispetto degli interessi di tutti” ed I TIR POSSANO TRANQUILLAMENTE TORNARE IN TUTTE LE STRADE A TUTTE LE ORE.

    PERO’ C’E’ UN PARTICOLARE NON DA POCO : Non c’è di mezzo soltanto l’attraversamento di Messina, ma una gran fetta dell’economia della Sicilia in gioco. Perché Renato il temerario voleva pensare in grande.. una volta, anche se adesso si accontenta di partorire delibere che sa bene inattuabili.

    C’è di mezzo tutta l’idea di un porto commerciale che non sfiora mai il cervello, ne’ delle giunte, ne’ quello delle varie autorità portuali

    TUTTA LA DIATRIBA PONTE SI PONTE NO ha solo sfrantumato quando il problema vero è un altro. INSTAURARE UN METODO NON INVASIVO PER IL TRASPORTO DI MEZZI E DI PERSONE DALLA CALABRIA ALLA SICILIA.

    E il porto di Tremestieri o il porto di Messina o quello che qualcuno vorrebbe all’Annunziata NON RISOLVEREBBERO IL PROBLEMA che è strutturale e infrastrutturale.

    QUESTA COMMEDIA DELLE PARTI HA ORMAI STUFATO, perché è solo uno specchietto per le allodole. Ma questo è un concetto che avrà bisogno di almeno un ventennio per penetrare nella mente di qualche politico di buona volontà (che non è Accorinti).

    Come dicono spesso i professori di un allievo quando non sanno come dire “il ragazzo si impegna..” si impegna .. però oltre un certo limite non può andare.

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  6. Miiiiiixxxxxhia se gli brucia il fondo schiena.

    DAI RENATO!!!

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  7. i nodi vengono al pettine

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  8. Come sai gli accordi esistono per essere disdetti/ignorati.
    Ecco perche’bisognerebbe prevedere delle penali per chi non li rispetta.
    La parola data vale (come sempre del resto) carta straccia…
    Renato qui ha la responsabilita’ di credere aver avuto a che fare con galantuomini…

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  9. Quanto rimpiango il ponte sullo stretto,solo per tutelare gli interessi di un gruppo di persone!

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  10. Si potrebbe fare pagare una tassa di ingresso in città per i tir molto salata… A dita negli occhi con dita negli occhi

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  11. George io posso essere maleducato ma tu sei proprio anormale. Di soltanto che nutri odio verso Renato e che avresti preferito la solita casta.. Che elemento che sei.. Ma il mondo e bello perché varia..

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  12. L’icona della Urbs Messana è al femminile, chi vuole
    violentarla quotidianamente sotto i nostri occhi è il maschio con i suoi tanti tir, simili all’organo sessuale maschile. Questa gente, costretti alla sbarra da RENATO sindaco, a seguito dell’accordo di qualche mese fa, si sta servendo, per diferndersi dall’accusa di stupro, di un palermitano e di un catanese, ambedue avvocati, principi del foro di quelle città. Questa gente ci urla che non possiamo decidere delle sorti del nostro territorio, lo spregio non sarebbe stato sopportato dai nostri bellicosi avi, RENATO sindaco lo sa e si opporrà con tutte le sue forze allo stupro, in tutte le sedi giudiziarie, poi com’è nel suo stile ci chiamerà a raccolta, e conteremo gli assenti, i BUDDACI.

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  13. L’idea di Luigi di una super tassa per i TIR che attraversano Messina è ottima ma un sindaco pro traghetti non la può attuare .Questo ricorso può dare ai traghettatori la possibilità di gestire le strade di Messina. In questo momento hanno dalla loro parte un sindaco che da sempre si batte per i traghetti….
    Vinto il ricorso, ironicamente e mettendoci fantasia dico…..come il porto e la rada di S. Francesco….anche le strade della citta’ saranno chiuse ai cittadini messinesi ed aperte solo per i TIR….

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  14. pochi si rendono conto che messina è ormai in fase di desertificazione totale ( decremento demografico,abitanti anziani, forte emigrazione giovanile e non,disoccupazione alle stelle, chiusura attività commerciali ecc), una landa desolata utilizzata solo dai poteri economico politici. E adesso stanno dando il colpo di grazia finale.Una delle soluzioni era il ponte, piacesse o meno. Il ponte non c’è e non si farà,grazie anche a quelli come Accorinti Ialacqua e soci,che indirettamente hanno sostenuto i padroni della città; ma non hanno saputo dare e fare alternative , visti i fatti (ad es i collegamenti nello Stretto fanno pena e faranno sempre pena ). Questa è la realtà e sinceramente la vedo nera, dato che nessuno, dal prefetto in giù, è in grado di fare nulla per tutelare gli interessi delle vittime, ovvero i cittadini (quelli veri e non i servi e gli stupidamente ideologizzati). Ben che vada rimarrà lo status quo, con buona pace dei no ponte no tutto, che si dovrebbero in parte sentire responsabili, insieme a tutto il mondo politico, da 50 anni notoriamente servo.

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  15. Angelo Silipigni 18 Gennaio 2014 08:34

    Facciamo l’isola camionale. Chiudiamo ai cittadini da viale Europa a viale Boccetta e spostiamo i cittadini al Palanebiolo.

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  16. Interessante l’incipit ottimo per un manuale SM nella versione F/m con Renato in Powerjock e Leather Jock o String, rigorosamente in ecopelle, a fare da guardiano ai servi infidi della dea Messana (che poi in realtà è più Messalina, anche se poi Messalina non fu quella dissoluta che la storiografia tramanda, mentre Messana lo è).

    Servi infidi che hanno usato droni fallici per attentare alla società matriarcale del regno di Messana pervertendo le oneste amministratrici delle giunte precedenti con un costante Messanicidio, ma adesso ingabbiati (già questo sarebbe da ridere perché Accorinti invece di ingabbiarli li ha slegati maggiormente) dal primo servo di Messana attendono il giudizio finale del padre degli dei cui hanno fatto ricorso in extremis.
    Nella isola pedonale trasformata in una sorta di grande agorà il popolo dei sudditi bellicosi rumoreggia e inveisce contro i prigionieri in disgrazia, a stento trattenuto dal temerario primo servo.

    Tutta questa visione seriosa, a metà tra l’idilliaco e il cartapestato mitologico della cinecittà degli anni 50, in cui il nostro regista inserisce richiami alla triste realtà del femminicidio non approda però ad un finale tragico e drammatico degno della rutilante visione iniziale.

    Come è successo alla cinematografia mitologica questo film si spegne in un finale pecoreccio da telefilm americano con risate in sottofondo: Il nostro ecopellato primo servo di Messana che si oppone allo stupro della Dea….

    C’è una incoerenza di fondo in questa trama:

    PERCHE’ MAI UNA DEA DOVREBBE ESSERE DIFESA DALLO STUPRO DI SERVI .. “INGABBIATI”? Delle due l’una: o non è una dea o i servi non sono affatto ingabbiati.

    IN QUALE MODO il popolo dei “sudditi buddaci” potrebbe mai aggiungere qualcosa alla omnicomprensiva sapienza del Primo Suddito di Messana che … da solo sarebbe riuscito a ingabbiare questi servi infidi? [dopo averci proceduto in sintonia nel decennio precedente, ma forse questo era un altro film, sempre girato nell’isola pedonale, che si chiamava “no ponte”].

    Certo, neanche Ulisse aveva fatto tutto da solo al suo ritorno ad Itaca, ma stiamo parlando del primo suddito di Messana… e lui non si è mai allontanato da Messana…

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  17. Da Tremestieri volevi dire.. e poi disperdiamo i cittadini su barconi verso la Siria. Mi sembra la soluzione più conveniente, Ma avranno semafori a sufficienza in Siria?

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  18. buona idea hahah

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