De Luca: "Sud chiama Nord con il centrodestra solo tramite il passaggio elettorale"

De Luca: “Sud chiama Nord con il centrodestra solo tramite il passaggio elettorale”

Marco Olivieri

De Luca: “Sud chiama Nord con il centrodestra solo tramite il passaggio elettorale”

mercoledì 14 Gennaio 2026 - 16:11

Nella conferenza stampa all'Ars il leader critica le "rabbiose dichiarazioni di Schifani": "Nessun ingresso nella Giunta regionale senza urne, do ragione a Sbardella di FdI"

SICILIA – Questo è l’anno delle scelte politiche per Sud chiama Nord. Ma nel frattempo Cateno De Luca intende mantenere più opzioni. Mentre a Messina deve decidere entro la fine del mese se far staccare la spina alla Giunta Basile e andare a elezioni amministrative anticipate, in Sicilia si prepara alla sfida delle regionali del 2027 lanciando messaggi a sinistra e a destra. Il tutto mentre si accinge a lanciare a Caltagirone il “progetto autonomista oltre i partiti” di “Ti amo Sicilia” il 17 e 18 gennaio. Nel frattempo, in conferenza stampa all’Ars, il leader e capogruppo di ScN all’Asssemblea regionale ribadisce il congedo dal “padre nobile” Schifani e il sì a un’eventuale coalizione con il centrodestra, in Sicilia, solo attraverso l’investitura elettorale.

In merito alle “voci relative alla proposta avanzata a Sud Chiama Nord di entrare nella Giunta Schifani”, De Luca dichiara: “Ho sempre detto no a qualsiasi ingresso nella Giunta Schifani e, per onestà intellettuale, ho sempre rinviato ogni valutazione all’anno nuovo. Oggi riconfermiamo la nostra non disponibilità. Il quadro politico attuale non consente affatto a Sud Chiama Nord di entrare in questa Giunta”.

E, in relazione a un recente intervento del commissario regionale di Fratelli d’Italia, Luca Sbardella, De Luca si esprime così: “Un intervento politicamente lucido e coerente. Ho apprezzato la presa di posizione di Sbardella dopo le rabbiose dichiarazioni del presidente Schifani causate dai nostri ripetuti no all’ingresso in Giunta. Schifani ha detto che avversari eravamo e avversari rimarremo, chiudendo definitivamente a qualsiasi ipotesi di collaborazione. Sbardella ha espresso un ragionamento chiaro e sensato: se Sud Chiama Nord e De Luca devono entrare in una coalizione di governo, questo deve avvenire attraverso un passaggio elettorale, non con accordi di palazzo”.

“Io sono stato eletto per stare all’opposizione all’Ars”

Conclude il sindaco di Taormina e ora impegnato pure nel futuro “governo di Liberazione”: “Il nostro ingresso nell’ambito del centrodestra è giusto che passi attraverso la formazione di una coalizione che affronti le prossime elezioni. Solo il voto può legittimare un simile passaggio. Il ragionamento dunque fatto da Sbardella ha un senso politico, che noi ovviamente condividiamo. Partiamo dal presupposto che, al di là di quelle che possono essere le collaborazioni o non collaborazioni, in ogni caso chi ha avuto un mandato da parte degli elettori non lo deve tradire. Noi siamo stati eletti per stare all’opposizione. Io sono stato il cosiddetto “miglior perdente”. E questo ci attribuisce una grande responsabilità e ci spinge a lavorare in questa direzione”.

De Luca: “Da Schifani schizofrenia politica”. Forza Italia e Lega lo attaccano

De Luca ha pure denunciato all’Ars che il “governo regionale è ostaggio delle dinamiche interne alla maggioranza e dei cosiddetti “capi tribù”, incapaci di completare la Giunta mentre la Regione resta bloccata. il presidente della Regione ha affermato di non aver estromesso due assessori ma un partito, sostenendo che, secondo le indagini, la Democrazia cristiana avrebbe dimostrato modelli di gestione non compatibili con la sua idea di trasparenza e uso delle istituzioni. Il 9 gennaio, dopo l’incontro dell’8 gennaio, Schifani ha nuovamente cambiato linea, dichiarando di voler incontrare i deputati della Democrazia cristiana per capire con quale interlocutore politico dovesse dialogare e affermando che fosse doveroso prima ascoltare e poi pronunciarsi. Una posizione in palese contraddizione con la decisione assunta il 10 novembre, quando gli assessori furono estromessi senza alcun ascolto preventivo”.

Da qui la critica di “schizofrenia politica”. Una sequenza di dichiarazioni contraddittorie che ha prodotto una conseguenza grave: la mancata nomina dell’assessore alle Autonomie locali e la paralisi di due assessorati strategici. Alcune norme votate da questo Parlamento – ha denunciato – non vengono applicate perché dagli uffici viene risposto che, in assenza dell’assessore, non se ne fa nulla. Nel suo intervento, De Luca ha richiamato anche la posizione assunta da Fratelli d’Italia, che ha chiarito che le vicende giudiziarie interne ai partiti non possono impedire al presidente della Regione di nominare gli assessori e di completare la Giunta. E la casella che era stata destinata a Sud Chiama Nord all’interno della Giunta regionale è libera. Se questo può servire a sbloccare più rapidamente una situazione che non si riesce a comporre – ha concluso De Luca – quantomeno avrò avuto il merito di accelerare la chiusura di un quadro che, sotto il profilo politico, definire vergognoso è già un complimento”.

A replicare Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana: “Leggo le dichiarazioni di Cateno De Luca e prendo atto che è tornato, puntuale, nel suo ruolo preferito: quello del grande accusatore a vuoto. Capi tribù, cerchi magici, schizofrenie politiche, ansia da prestazione. Un lessico colorito, efficace mediaticamente, ma sempre uguale a se stesso. Nel frattempo, però, il governo Schifani in questi anni ha finanziato, con oltre 110 milioni di euro, perché ritenute strategiche per lo sviluppo dell’area del Messinese, molte opere proposte da De Luca: dai fondi per il trasporto pubblico locale di Messina al Parco archeologico di Taormina e Giardini Naxos, dagli interventi per il settore dei rifiuti urbani al risanamento delle aree degradate del capoluogo, dalla bonifica e valorizzazione dell’ex Sanderson agli stanziamenti per l’Area a elevato rischio di crisi ambientale nella valle del Mela al rifacimento del lungomare di Santa Teresa di Riva. Tutti interventi concreti, risorse agli enti locali, programmazione”.

E ancora: “De Luca fa finta di fare lo smemorato? C’è poi un dato che non posso non notare: dall’inizio della legislatura, il gruppo di De Luca ha perso per strada diversi compagni di viaggio. Uscite, strappi, distanze sempre più evidenti. Forse, prima di spiegare la Regione con categorie tribali, varrebbe la pena chiedersi perché attorno a lui il perimetro politico si restringa progressivamente. Io continuo a pensare che la politica si misuri meno con le metafore e più con i risultati. Gli slogan fanno rumore, le opere finanziate restano. E alla fine, al netto delle conferenze stampa, sono queste a pesare davvero.”

Geraci: “De Luca la butta in caciara”

“Cateno De Luca spesso per fare notizia la butta pure in caciara. Si è ritagliato un ruolo un po’ bizzarro in questa legislatura che l’ha visto sovente sostenitore del presidente Schifani e in altri casi soffrire la delusione di non essere coinvolto dal centrosinistra in un progetto politico. A Cateno De Luca voglio dire che la maggioranza alla Regione esiste ed è autosufficiente. Ogni questione legata al governo ed a possibili innesti è demandata, in primis, al presidente della Regione che tra l’altro sino ad ieri ha detto che si confronterà con tutta la coalizione per trovare una sintesi pienamente condivisa”. Lo afferma Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana.

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2 commenti

  1. Ma si fa cosi politica? Saltellando a destra e a manca. Povera sicilia

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  2. È solo un disperato che non sa più a che santo votarsi. Lo schifano tutti quanti… politicamente parlando, direttore Olivieri.

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