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Aree demaniali marittime, presto la risposta del Comune. E nei piani c’è un nuovo lungomare cittadino

Marco Ipsale

Aree demaniali marittime, presto la risposta del Comune. E nei piani c’è un nuovo lungomare cittadino

mercoledì 23 Settembre 2015 - 22:06
Aree demaniali marittime, presto la risposta del Comune. E nei piani c’è un nuovo lungomare cittadino

L’obiettivo è quello di trovare al più presto un accordo sulla nuova linea di delimitazione demaniale. L’assessore alle Risorse del Mare, Sebastiano Pino, impegnato anche nella pianificazione di un nuovo waterfront. Nella zona centro-sud si punta sul Piau, nato da un concorso di idee, e nella zona centro-nord si potrebbe adottare lo stesso metodo

Novanta giorni di tempo a partire dallo scorso 2 luglio, dunque il prossimo 2 ottobre. Entro una decina di giorni, il Comune dovrà presentare le proprie osservazioni al piano di delimitazione delle aree demaniali marittime, presentato nel corso di una seduta della commissione di delimitazione che si è svolta proprio lo scorso 2 luglio.

Dall’Annunziata alla Stazione Marittima, passando per villa Sabin, il Ringo, il Gasometro, la Passeggiata a mare, la via Vittorio Emanuele e il piazzale Campo delle Vettovaglie. Tutte aree per le quali fino a qualche anno fa il Comune ha pagato canoni concessori ma adesso ha smesso di farlo perché non li ritiene legittimi. “I dipartimenti comunali sono al lavoro per definire le nostre deduzioni – afferma l’assessore al Patrimonio e alle Risorse del Mare, Sebastiano Pino -. Le posizioni non sono distanti ma dobbiamo fare l’interesse dei cittadini e non possiamo continuare a pagare canoni per aree che forse molti decenni fa erano arenile ma oggi sono parte integrante della città e nulla hanno a che vedere col demanio marittimo, come ad esempio la linea tranviaria. Non facciamo neppure richiesta di concessione perché sarebbe una contraddizione rispetto al fatto che contestiamo la titolarità delle aree. Stiamo seguendo l’unica strada possibile, vale a dire un’istruttoria in commissione di delimitazione. Porteremo le nostre carte e, insieme ad Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e Demanio regionale, sono certo che troveremo l’accordo per definire la nuova linea demaniale”.

Il contenzioso riguarda, dunque, le aree marittime della zona centro-nord della città. Nella zona centro-sud, invece, c’è da porre rimedio a decenni di devastazione del territorio sottratto alla fruizione pubblica e nelle mani di pochi privati che vi hanno realizzato costruzioni che non c’entrano niente con la fruizione del mare. Il sogno è quello di realizzare un bel lungomare, integrato con la nuova via don Blasco, per la quale il progetto è esecutivo e validato e si attende il decreto di finanziamento già stabilito, e la via del Mare, fino a Tremestieri, che però è ancora solo in fase progettuale e non dispone di fondi. “C’è una bella idea progettuale inserita nel Piau – spiega Pino -, che si sta definendo in questi giorni e alcune tavole saranno rese pubbliche a breve. Ovviamente tutto dev’essere trasformato in realtà e non è facile. Si potrà farlo, forse, con l’intervento dei privati, che dovranno trovare conveniente investire lì con attività turistiche o di diporto nautico, lasciando comunque libera la vista del mare”.

Discorso diverso, dicevamo, nella zona compresa tra Boccetta e Paradiso. “Le prospettive sono buone – conclude l’assessore – perché, se riusciamo finalmente a partire con l’ampliamento del porto di Tremestieri, entro due o tre anni la rada San Francesco verrà restituita alla città di Messina. Nel frattempo non vogliamo restare con le mani in mano. In zona sud è stato fatto un concorso di idee, potremmo pensare a qualcosa di simile anche in zona nord, prevedendo un porticciolo turistico al posto degli imbarchi e altre attività di basso impatto ambientale lungo tutta la costa fino a Paradiso. Proprio a Paradiso, ci sono già alcuni progetti sui quali stiamo ragionando, col coinvolgimento dei privati, per riqualificare la zona delle Case Basse. Due settimane fa abbiamo incontrato i rappresentanti dell’associazione del borgo marinaro ed anche loro vogliono farsi promotori per sostenere questi piani di sviluppo”.

(Marco Ipsale)

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2 commenti

  1. Dai su facciamo altre opere, così le solite bestie ne faranno scempio. Una città che non tutela il patrimonio già esistente non merita la realizzazione di altre opere, è follia pura quello che si legge nell’articolo,la domanda sorge spontanea: Ma non esiste un’autorità competente al controllo degli sprechi di denaro pubblico ? Una città con le strade devastate ha bisogno di queste opere ? Una città che sembra Tripoli oggi ha bisogno di opere di risanamento non altro cemento e soldi buttati e poi, togliete quel caxxxx di mercato sul viale giostra e infilatelo nell’area dell’ex fiera che ha anche il parcheggio all’ex gasometro, così almeno la cicolazione del MEZZO svincolo di giostra sarà migliore. O forse debbo farmi i cxxx miei.

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  2. Dai su facciamo altre opere, così le solite bestie ne faranno scempio. Una città che non tutela il patrimonio già esistente non merita la realizzazione di altre opere, è follia pura quello che si legge nell’articolo,la domanda sorge spontanea: Ma non esiste un’autorità competente al controllo degli sprechi di denaro pubblico ? Una città con le strade devastate ha bisogno di queste opere ? Una città che sembra Tripoli oggi ha bisogno di opere di risanamento non altro cemento e soldi buttati e poi, togliete quel caxxxx di mercato sul viale giostra e infilatelo nell’area dell’ex fiera che ha anche il parcheggio all’ex gasometro, così almeno la cicolazione del MEZZO svincolo di giostra sarà migliore. O forse debbo farmi i cxxx miei.

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