Asili nido, la UilFpl: "Anomalie nei bandi, violati i diritti dei lavoratori"

Asili nido, la UilFpl: “Anomalie nei bandi, violati i diritti dei lavoratori”

Rosaria Brancato

Asili nido, la UilFpl: “Anomalie nei bandi, violati i diritti dei lavoratori”

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domenica 25 Gennaio 2015 - 23:09

I bandi per la gestione dei tre asili nido presentano anomalie per quel che riguarda il costo orario dei lavoratori. La denuncia è della Uilfpl che si è rivolta all'Anac, al Ministero ed alla Regione chiedendo un'attività ispettiva ed eventuali interventi. "Violata la tabella del ministero, gli operatori vengono pagati persino meno del 2011". Nel mirino anche la mancata applicazione della normativa sull'amministrazione trasparente nel sito.

Nei bandi per gli asili nido ci sono aspetti che penalizzano fortemente i lavoratori e la UilFpl ha deciso di rivolgersi all’Autorità anticorruzione, alla Regione ed al Prefetto e alla Confcooperative sollecitando interventi ispettivi.

L’attenzione dell’organizzazione sindacale si è soffermata sulle tabelle del costo orario medio degli operatori che risultano notevolmente inferiori a quelli previsti dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali nel 2013 ma anche, per fare un paragone più “casalingo” a quelle adottate dallo stesso Comune di Messina appena nel 2011. Stiamo parlando di bandi identici a quelli adottati in passato, sia per quel che riguarda gli asili, le modalità e gli altri punti. L’unica differenza, in negativo, è il pagamento ai lavoratori.

E’ proprio il mancato rispetto di quanto previsto dalle tabelle ministeriali che ha spinto Laura Strano, responsabile Uilfpl 3° settore e Giuseppe Calapai, segretario provinciale Uilfpl a richiedere l’attività ispettiva a tutti gli organi competenti, aggiungendo anche come, a proposito di “amministrazione trasparente” il sito del Comune nella sezione che riguarda i servizi sociali sia più che carente.

Ma andiamo ai bandi finiti nel mirino del sindacato e adesso, da fine dicembre, all’attenzione dell’Anac, del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, del D.G. per l’attività ispettiva, del Prefetto, dell’assessorato regionale autonomie locali e funzione pubblica, dell’assessorato regionale alle politiche del lavoro, del Dirigente Servizio 3 Vigilanza e controllo degli enti locali, dell’ispettorato regionale del lavoro e della Confcooperative.

Il bando riguarda la gestione di tre asili nido: L’angolo del cucciolo (25 minori), San Licandro (48 minori) e Camaro (21 minori). Per finalità, strutture, beni d’uso, controlli e per ogni altro aspetto il bando 2014 è identico a quello del 2011 (ed infatti da allora si è poi proceduto per proroghe). L’unica differenza, ed è un dettaglio non da poco, riguarda il costo orario dei lavoratori che dal 2011 è stato diminuito, anche rispetto alle direttive del ministero.

La UilFpl fa alcuni esempi e basta raffrontare le tabelle per rendersene conto.

Il bando 2014 prevede, in base alle categorie queste cifre: E2-17,01 euro, D2-14,61 euro, C1 13,00 euro, B1 12,01 euro. Nel 2013 però il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, dopo una trattativa con le organizzazioni sindacali ha fissato una tabella di costi orario (che tra l’altro tiene anche conto delle differenze tra Nord e sud-isole). Ebbene se raffrontiamo le cifre del bando con la tabella ci rendiamo conto delle differenze. Tabella del Ministero: E2-25,52 euro, D2 21, 17 euro, C1 18,84 euro, B1 18,09 euro. La differenza va dagli 8 euro l’ora per la categoria E2 ai 6 euro per la C1. E sono soldini. Andiamo a vedere i costi orari che il Comune di Messina applicava 3 anni fa con il bando 2011: E2-19,20 euro D2 18 euro, C1 16 euro, B1 15 euro . Ebbene nel 2011 il costo orario di un operatore in uno di questi tre asili nido era comunque superiore a quello previsto dall’attuale bando con una differenza da un massimo di 4 euro in più l’ora ad un minimo di 3.

“ La riduzione- scrivono agli organi competenti chiedendo un’attività ispettiva Laura Strano e Giuseppe Calapai- limita la partecipazione e la sana concorrenza di operatori che ritengono improponibile sostenere un servizio di qualità a condizioni che non garantiscono diritti contrattuali dei lavoratori, ma cosa grave espone l’Ente a contenzioso e conseguente danno erariale”.

Sul primo punto, quello di un bando poco appetibile la conseguenza è stata la fuga di quelle cooperative che hanno fatto il ragionamento sottolineato dalla Uil. Con quelle cifre chi paga sono i lavoratori. C’è poi l’aspetto del possibile futuro contenzioso e quindi danno erariale.

“ Basti pensare- proseguono i sindacalisti- che l’Ente ha conferito incarico esterno per opporsi a un decreto ingiuntivo esecutivo da parte di cooperativa cui il giudice ha dato ragione, nonostante la stessa avesse in un primo momento accettato la proroga agli stessi patti e condizioni e quindi senza l’adeguamento contrattuale. Insomma probabili aggravi di costi sulla collettività”.

Strano e Calapai si soffermano poi su un altro aspetto, quello relativo all’applicazione della normativa sulla trasparenza e anticorruzione.

“Il Comune continua a disattendere la normativa: nella sottosezione di amministrazione trasparente “bandi e contratti” dovremmo trovare informazioni su procedure, avvisi su risultati delle gare, offerenti che hanno partecipato ai procedimenti, aggiudicatari e importi di aggiudicazione. Con la conseguenza che diventa problematico reperire informazioni sull’attività contrattuale dell’Ente, come ad esempio nel caso di recenti modifiche di alcuni bandi e di alcuni annullamenti non rinvenibili facilmente come i tre bandi per l’assistenza domiciliare anziani. Il Dirigente inoltra nega al sindacato la lista degli operatori, che le cooperative hanno trasmesso al Comune con motivazioni che sono solo l’indice di un sistema che non si arrende e intende mantenere lo status quo, diritti negati, elusione di controlli e trasparenza zero. Come UILFPL avevamo chiesto patti di integrità, rotazioni, piano anticorruzione, verifiche su incompatibilità , ma questi argomenti paiono interessare poco o nulla”.

Nella denuncia inoltrata a fine dicembre la UilFpl chiede agli organi competenti interpellati: “un intervento ispettivo al fine di disporre, dopo gli accertamenti di competenza, l’eventuale revoca in autotutela o annullamento di tutti i bandi dei servizi sociali del Comune di Messina, recentemente pubblicati , in quanto a parere della scrivente O.S. si riscontrano alcune anomalie nella redazione degli stessi che determinano danno economico ai lavoratori e possono comportare anche ulteriori danni erariali all’Ente. Come è noto alle SSLL l’art. 86 del dlgs 163/2006 prevede che nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di servizi, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro che deve essere specificamente indicato e che è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva”.

Nel documento i due sindacalisti riportano in allegato quanto stabilito dal decreto del 2 ottobre 2013 del Ministro del lavoro e delle Politiche sociali e dalle tabelle del costo del lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario-assistenziale –educativo e sottolineano come sia disatteso violando i diritti dei lavoratori ed esponendo l’Ente locale ai rischio di contenzioso sia da parte degli operatori che degli aggiudicatari: “con conseguente eventuale danno all’erario per le già asfittiche casse di un Comune in pre-dissesto. Nei bandi inoltre non sono previsti nemmeno i costi degli operatori in regime di sostituzione dei titolari”.

Il secondo aspetto evidenziato nella denuncia all’Anac riguarda poi la sezione amministrazione trasparente del sito che risulta incompleta proprio là dove non dovrebbe esserlo. Ma a proposito di questa normativa c’è anche quanto previsto dalla legge n. 190 del 06/11/2012 riguardante la repressione della corruzione e della illegalita' nella PA a proposito della rotazione dei funzionari e dei dirigenti ( che sono gli stessi da anni) e la verifica delle relazioni di parentela e affinita' tra i titolari,gli amministratori,i soci,i dirigenti dei soggetti appaltatori e i dirigenti e i dipendenti del dipartimento ai servizi sociali. Anche perché, sempre in base a normativa e bandi il Comune oltre a dare in appalto in teoria dovrebbe anche essere l’organo che vigila e controlla.

Rosaria Brancato.

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