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Didattica a distanza: le proposte dell’Osservatorio Urbano Cub Messina

Francesca Cali

Didattica a distanza: le proposte dell’Osservatorio Urbano Cub Messina

martedì 02 Giugno 2020 - 07:00
Didattica a distanza: le proposte dell’Osservatorio Urbano Cub Messina

In una nota, l’Osservatorio Urbano analizza l’anno scolastico puntando il dito contro la didattica a distanza e lancia le proposte per la ripartenza della scuola.

Didattica a distanza: più difetti che pregi. L’anno scolastico ormai si avvia alla conclusione e non si può che tirare le somme su quello che è stato l’anno 2019/2020 fortemente caratterizzato dall’emergenza coronavirus che ha costretto gli alunni ad abbandonare anticipatamente i banchi di scuola.

In particolare è l’Osservatorio Urbano CUB Messina ad analizzare la pratica della didattica a distanza messa in campo per portare a termine l’anno scolastico. Una pratica inizialmente apprezzata dai molti studenti, ma che secondo quanto dichiarato dall’Osservatorio Urbano si è trasformata in un boomerang pericoloso e dispersivo. Infatti, sono molti gli studenti che non disponendo di connessione internet o degli strumenti informatici, come pc o tablet, hanno riscontrato difficoltà nel cercare di portare a termine il loro percorso scolastico. Tardivo, inoltre, è quasi insufficiente il tentativo del governo nazionale e regionale di intervenire per cercare di risolvere tale problema.

“Si è pagato lo scotto di una informatizzazione e di una educazione digitale- si legge nella nota dell’Osservatorio- che non si è mai realmente praticata nelle scuole italiane con i risultati che abbiamo visto soprattutto nella prima fase della DAD. Inutile pensare già al prossimo anno scolastico se non si sono tirate prima le somme di questi tre mesi di DAD e francamente non pensiamo si possa parlare di un bilancio positivo. Non si può pensare assolutamente di continuare con questo andazzo, sarebbe deleterio per la crescita dei nostri ragazzi, con il rischio concreto, di trovarsi di fronte ad una generazione cui mancherebbe il necessario grado di socializzazione e formazione, importante, per continuare a lottare in questa società e divenire uomini responsabili. La didattica a distanza è uno strumento d’emergenza non può essere sostitutiva della didattica in presenza, del ruolo della scuola come comunità educante”.

L’Osservatorio Urbano della CUB di Messina, inoltre, fa eco alle preoccupazioni espresse dal coordinamento CUB Sur Sicilia sul mondo della scuola e sull’importanza di ripartire proprio dalla Scuola Pubblica. Immissioni di ruolo, partendo dalle GAE, dai vincitori di concorso, dagli idonei, dai triennalisti, ma anche garanzie per il full time per i collaboratori scolastici ex LSU internalizzati ed il riconoscimento giuridico del servizio prestato nelle ditte e coop in appalto, sono queste alcune delle proposte presentate dall’Osservatorio necessarie per programmare la ripartenza del mondo della scuola.

“Occorre investire sugli Organici- si legge in conclusione nella nota- cancellare le classi pollaio, internalizzare i servizi. Occorre un vero Contratto con sostanziali aumenti stipendiali. Occorre cancellare la 107. Vogliamo riprenderci la scuola, le nostre vite. Lo dobbiamo ai nostri figli, al loro futuro. E ci rivolgiamo pure al Garante dell’Infanzia e Adolescenza del Comune di Messina per mettere in pratica tutti i necessari interventi di aiuto, per evitare una pericolosa dispersione scolastica che temiamo sia già in aumento”.

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