Un tutor per amico, una sfida di civiltà ed un atto d’amore - Tempostretto

Un tutor per amico, una sfida di civiltà ed un atto d’amore

Un tutor per amico, una sfida di civiltà ed un atto d’amore

mercoledì 03 Dicembre 2014 - 06:15

Nella giornata mondiale dei diritti delle persone con disabilità pubblichiamo la lettera del padre di un diversamente abile a proposito del progetto “Un tutor per compagno”, una sfida di civiltà ed un atto d’amore.

La figura del Tutor (Tutore) sta acquistando una fisionomia sempre più vasta nel panorama della disabilità, estendendosi dal campo scolastico-universitario, dal mondo del lavoro, dal settore istituzionale a quello sociale. I Progetti : Un Tutor per compagno si vanno articolando in tante realtà scolastiche con l’obiettivo di offrire agli studenti che intendono intraprendere questo percorso l’opportunità di relazionarsi in esperienze più ravvicinate con altri compagni di corso diversamente abili o svantaggiati in genere. Si tratta di offrire a questi , aiuto, attenzione, tempo nell’espletamento di attività scolastiche (compiti, ricreazione, accompagnamento dentro e fuori Scuola) ed extrascolastiche (accompagnamento nei posti richiesti, passeggiate, visite, viaggi ecc..). I ragazzi disponibili vengono premiati con l’acquisizione di crediti scolastici. Questo retroterra culturale viene esaltato dalla Legge 328/2000 sulla disabilità e in particolare dall’art.14, là dove parla di “Progetto di vita individualizzato per la persona disabile”. Si tratta di una presa in carico globale del diversamente abile, che mira a garantire quel supplemento di garanzie necessarie a promuovere la loro autorealizzazione, offrendo tutta una serie di opportunità, senza limiti e riserve e che nominalmente tendono a superare il concetto di “diverso” e considerare la diversità come valore aggiunto. Infine Il Progetto “Un Tutor come amicodiventa una sfida di civiltà, poichè consente alla persona diversamente abile di godere di una nuova forma di solidarietà ed esalta valori come l’amicizia, la partecipazione, la condivisione, facendo fare un salto di qualità al tradizionale Volontariato. Offre l’opportunità a ciascuno di noi, al signore della porta accanto, di accogliere i bisogni fondamentali del suo vicino, che sono quelli della gente comune. E’ una “Banca del tempo” in cui ognuno porta all’altro qualcosa di se, ricambiato da questi come può e come sa, secondo i propri talenti. Oggi sappiamo che nella nostra società complessa sono sorte nuove criticità, nuove patologie. Il “normale” fa presto a diventare “diverso”. Allora cos’è che separa veramente il primo dal secondo ? Tutti possiamo essere colpiti dalla sventura in qualsiasi momento della nostra vita. Un Tutor come amico diventa così un amico per tutti noi . In questa mondo in cui è dominante la paura e l’incertezza, l’aiuto alla persona diversamente abile è un atto d’amore, poiché è una scelta reciproca. “Io scelgo te sapendo di entrare in punta di piedi in un mondo sconosciuto fatto di sofferenza, ma nella consapevolezza che tutto ciò appartiene anche a me”. Così facendo vengono in contatto le stesse corde di un unico grande strumento. “Tu scegli me poiché hai compreso che solo una grande sintonia ti potrà salvare” e questo è l’unico modo affinchè i nostri due strumenti suonino all’unisono. Tutor come amico è anche un sostegno rivolto alla famiglia, a genitori spesso sfiancati, impotenti a far fronte al loro malessere. E’ un cordone protettivo nel momento in cui la speranza si assottiglia. E’ un prestare parte del proprio tempo, quando questo all’altro sembra non bastare più. Oggi possiamo dire : “Se lo conosci lo accogli”. Questo concetto vale per tutte le diversità che oggi più che mai invadono le nostre tranquille famiglie, i rioni, i condomini, le città.

Il Progetto UN TUTOR COME AMICO è un’iniziativa sorta per volontà di genitori e familiari che hanno in casa persone diversamente abili o svantaggiate e che da sole non riescono a prendersi cura adeguatamente di loro. Questi fanno appello alla disponibilità di tanta gente di buona volontà che intende rispondere alle necessità esposte, che non sono di natura sanitaria. E’ una “rete di solidarietà” sociale che accomuna tante persone che riconoscono nella disabilità un valore aggiunto. E’ un salto di qualità per tutti, per lo svantaggiato che si ritiene capace di espletare una autentica autorealizzazione partendo dall’acquisizione di maggiore autoconsapevolezza dei propri limiti ma anche dei propri enormi talenti. Per il Tutor è l’opportunità di abbattere il muro della “diversità”. Il principio è : nessuno deve essere lasciato solo. Tutti abbiamo bisogno di tutti. Allora da che cosa iniziare ?

Dai bisogni di primaria importanza, ai quali tutti siamo in grado di offrire risposte, senza distinzioni e senza limiti, senza la necessità di essere per forza degli specialisti, che pure sono i benvenuti. Il richiedente si avvale di Internet, comunicati a mezzo stampa, passa-parola, volantini, affissioni in bacheche appositamente predisposte in luoghi e locali concordati ecc…per manifestare i propri bisogni.

Chi sono i Tutor ? Sono semplici cittadini, i vicini di casa, individui o gruppi anche appartenenti ad associazioni, giovani, adulti, anziani, chiunque. Il legame che si realizza fra il richiedente e il Tutor è sancito da un Impegno Morale che si porterà avanti fino a quando gli stessi sono in grado di farlo. Cosa deve garantire il Tutor

Il repertorio è vasto e nello stesso tempo fatto di cose semplici (non di carattere sanitario) e possono esseree : Effettuare almeno 2 telefonate settimanali, per far capire che vi è interesse e attenzione costante. Recarsi a domicilio del diversamente abile per : Disegnare, dipingere, leggere un libro, ascoltare musica assieme, vedere un film, suonare strumenti musicali, cantare, ballare. Si può anche fare attività teatrale. E’ molto importante usare la mimica, la gestualità ecc.. per alimentare capacità latenti o sopite che consentono di sperimentare un linguaggio diverso, una modalità nuova di rapportarsi. Tutto questo si può fare anche in all’esterno e in luoghi diversi da casa. Così come si possono impartire lezioni di musica, di lingue, di storia ecc… Ognuno secondo le proprie possibilità. Se l’attività viene svolta da un gruppo si può fare a turno, di modo che si possono offrire più servizi. Fuori casa si possono fare passeggiate, ginnastica, corsa ,andare a cinema o teatro, partecipare a feste e viaggi. Tutte queste cose sono rivolte essenzialmente allo stare assieme e proprio per la loro semplicità possono essere svolte da tutti. In ogni caso è necessario garantire continuità e tempi certi. Ma vi è un obiettivo fondamentale : man mano che il rapporto tra Tutor e diversamente abile viene rafforzato si rende necessario limitare l’affollamento di presenze. Diventa necessaria una scelta più pregnante, più forte e l’impegno del Tutor può diventare più esclusivo. La presenza si può ridurre a un solo Tutor o comunque pochissimi. Diventa un vero atto d’amore, poichè è una scelta reciproca consapevole e fondata, che deve durare nel tempo. Non è una cosa da poco. Ma non siamo chiamati a fare cose da poco su questa terra.

Pino Currò (genitore di un diversamente abile)

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