Poca acqua, scatta il piano Amam: erogazione a ore in base alle zone - Tempostretto

Poca acqua, scatta il piano Amam: erogazione a ore in base alle zone

Francesca Stornante-Marco Ipsale

Poca acqua, scatta il piano Amam: erogazione a ore in base alle zone

mercoledì 28 Giugno 2017 - 13:31

L'Amam ha dovuto razionalizzare l'acqua perché altrimenti non basterebbe per servire tutta la città. Ecco gli elenchi per sapere in che fascia oraria si potrà avere l'acqua a casa.

Meglio mettersi subito l’anima in pace. Sarà un’estate difficile sotto il profilo dell’approvvigionamento idrico. Molte città italiane stanno facendo i conti con la siccità e anche Messina non è stata risparmiata. Qui si aggiungono i tanti problemi irrisolti dopo le frane che hanno compromesso le reti che portano l’acqua in città. E dunque ecco che l’Amam ha dovuto predisporre un piano per assicurare la gestione ottimale del servizio in modo diffuso ma con tempi di erogazione più brevi in tutta la città. In pratica significa che per portare l’acqua in tutte le case si è deciso di ridurre le ore di erogazione in base alle zone della città. E’ stato stilato un elenco (IN ALLEGATO) che chiunque potrà consultare per sapere da che ora a che ora avrà l’acqua in casa, ogni settimana verrà aggiornato per evitare di penalizzare una zona piuttosto che un’altra. Insomma i disagi saranno inevitabili, ma l’obiettivo è di non far mancare l’acqua a nessuno. Per dare agli utenti la possibilità di organizzare al meglio le proprie esigenze di vita e conoscere i tempi di erogazione nel proprio territorio di residenza, intanto, AMAM ha stilato un elenco di zone urbane di tutta la città in cui è riportata la fascia oraria di erogazione con orario di inizio e chiusura di distribuzione media dell'acqua per il periodo estivo. I dati saranno aggiornati settimanalmente e pubblicati sul sito www.amam.it

Sono stati il direttore generale di Amam Claudio Cipollini e il presidente Leonardo Termini a illustrare i dettagli. Dopo la frana che, nell'Ottobre 2015 a Calatabiano, ha spezzato la condotta lunga 60 chilometri e spessa un metro di diametro, adduttrice principale della rete idrica cittadina, con una portata da 1000 litri al secondo, la quantità d'acqua in circolo si è ridotta di circa il 22%. Per risolvere le emergenze del sistema idrico integrato, punto di partenza è il ripristino pieno della funzionalità dell'Acquedotto del Fiumefreddo, per il quale AMAM sta agendo su due fronti: Calatabiano e Forza d'Agrò.

Ecco i numeri dell’acqua che arriva a Messina in base alla portata: da Fiumefreddo (estiva attuale è 700 l/s), Santissima (175 l/s), pozzi e sorgive varie (altri 150), totale attuale tra 925 e 1025. Quando si riaprirà Calatabiano diventeranno 1200.

Dunque perché non potrà essere garantita l’erogazione 24 h su 24? LO ha spiegato il direttore Claudio Cipollini: «In città ci sono sistemi di distribuzione chiusi per espansione urbanistica, serbatoi costruiti in mezzo alla città e non in cima, perché si è costruito sopra i serbatoi. È evidente che a chi sta in cima acqua ne arriva di meno. Ci sono perdite dovute a reti terziarie che arrivano nei palazzi, c’è una rete difficile da monitorare. Se scoppia un tubo grande è facile, c’è la telemetria, ma se perde un tubo di questa portata è impossibile saperlo. Faremo piano annuale e triennale. La differenziazione delle zone dipende dalla rete. Se per esempio un villaggio ha un pozzo è servito».

Il presidente Leonardo Termini ha detto senza mezzi termini che siamo ancora in emergenza idrica: «Abbiamo avuto passerelle di solidarietà, ma in questi mesi non è stato fatto volutamente niente. I ritardi su Calatabiano sono inaccettabili. L’acqua c’è ma le criticità restano. Si tratta di un piano preventivo per ottimizzare la distribuzione e l’utilizzo delle fonti. Continuiamo a essere penalizzati su Calatabiano, ce lo dovrebbero consegnare primi di agosto. Siamo profondamente insoddisfatti per il ritardo accumulato di 20 mesi è inaccettabile per una frana che la Protezione civile nazionale ha definito “banale”. Basti pensare che il presidio fisso nella zona del cantiere ci è costato ad oggi 600mila euro, che potevamo usare diversamente. Se avessimo immaginato che le cose sarebbero andare così avremmo potuto fare da noi e avremmo anche risparmiato».

IN ALLEGATO L’ELENCO DELLE ZONE

Francesca Stornante-Marco Ipsale

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10 commenti

  1. Che scarsi… sanno solo ridurre il servizio. Mai una vera manutenzione e non parliamo di nuove progettazioni…

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  2. Che scarsi… sanno solo ridurre il servizio. Mai una vera manutenzione e non parliamo di nuove progettazioni…

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  3. Siamo meno abitanti rispetto al 1980.1990 e sempre la nostra città è senza acqua .Volete aggiustare e mettere in funzione il serbatoio di Messina 2 ?
    Messina galleggia nell’acqua e siamo senza acqua .Sindaco vuole chiudere l’Amam e fare gestire il tutto a un buon assessore e dirigente ?

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  4. Siamo meno abitanti rispetto al 1980.1990 e sempre la nostra città è senza acqua .Volete aggiustare e mettere in funzione il serbatoio di Messina 2 ?
    Messina galleggia nell’acqua e siamo senza acqua .Sindaco vuole chiudere l’Amam e fare gestire il tutto a un buon assessore e dirigente ?

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  5. Scarsi sono stati sicuramente i politici locali e regionali che hanno fatto incancrenire la situazione idrica messinese sino a farci trovare in un “cul de sac”, impossibilitati a difenderci, …forse scarsi anche noi che li abbiamo più volte supportati con il nostro voto non riuscendo a capire che non facevano gli interessi della città. Salverei i tecnici (non sono uno di loro) costretti da sempre ad arrabbattarsi con quello (denari e struttura) che hanno avuto a disposizione. Questo è quello che succede quando (specie in tempi di vacche grasse) si minimizzano i problemi, si annulla la programmazione, si viaggia a vista e si tira a campà. Come abbiamo fatto noi non chiedendoci, prima di rieleggerli, cosa avevano fatto i nostri politici.

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  6. Scarsi sono stati sicuramente i politici locali e regionali che hanno fatto incancrenire la situazione idrica messinese sino a farci trovare in un “cul de sac”, impossibilitati a difenderci, …forse scarsi anche noi che li abbiamo più volte supportati con il nostro voto non riuscendo a capire che non facevano gli interessi della città. Salverei i tecnici (non sono uno di loro) costretti da sempre ad arrabbattarsi con quello (denari e struttura) che hanno avuto a disposizione. Questo è quello che succede quando (specie in tempi di vacche grasse) si minimizzano i problemi, si annulla la programmazione, si viaggia a vista e si tira a campà. Come abbiamo fatto noi non chiedendoci, prima di rieleggerli, cosa avevano fatto i nostri politici.

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  7. Non capisco dov’è la novità. Anzi è la conferma che Messina è una città da…..sesto mondo.

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  8. Non capisco dov’è la novità. Anzi è la conferma che Messina è una città da…..sesto mondo.

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  9. Tramp pis no uar………

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  10. Tramp pis no uar………

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