Tutto secondo "copione", bocciato il Piano di riequilibrio targato Accorinti (Signorino) - Tempo Stretto

Tutto secondo “copione”, bocciato il Piano di riequilibrio targato Accorinti (Signorino)

Danila La Torre-Francesca Stornante

Tutto secondo “copione”, bocciato il Piano di riequilibrio targato Accorinti (Signorino)

giovedì 30 Gennaio 2014 - 01:27
Tutto secondo “copione”, bocciato il Piano di riequilibrio targato Accorinti (Signorino)

Con 20 astenuti, 13 contrari e un voto favorevole il Consiglio comunale ha detto no al Piano di riequilibrio proposto dall’amministrazione Accorinti durante una seduta fiume in notturna. Un finale prevedibile e che adesso dovrebbe portare, Corte dei conti permettendo, 60 giorni di tempo in più per proporre un documento più "sostanzioso"

Il voto è arrivato a dieci minuti dallo scoccare della mezzanotte, in gioco però non c’era la carrozza di Cenerentola pronta a trasformarsi in zucca ma il futuro del Comune e della città di Messina che si è trovato faccia a faccia con il dissesto. Alla fine è accaduto ciò che era stato ampiamente previsto: l’amministrazione Accorinti ha portato in aula il suo piano di riequilibrio, il Consiglio comunale lo ha bocciato sonoramente. Il parere negativo dei Revisori dei conti e il troppo poco tempo avuto a disposizione per leggere le carte hanno spinto i consiglieri a fare quella scelta che ovviamente l’amministrazione non poteva ufficialmente chiedere ma che concede la possibilità di appigliarsi al comma 573 della legge di stabilità che dà altri 60 giorni di tempo per riproporre il piano, strumento indispensabile per aderire al cosiddetto “salva-comuni nazionale” e accedere alle risorse impegnate per Messina nel Fondo di rotazione. Tempo che servirà al vice sindaco Guido Signorino per produrre un documento finanziario più corposo e completo e agganciare anche il dl 35 potendo accedere al fondo istituito dal Governo per aiutare le pubbliche amministrazioni a saldare i debiti con i fornitori.

Al momento del voto i consiglieri in aula erano 34. In 13, tutto il gruppo Forza Italia, Nuovo centrodestra e Democratici Riformisti, hanno votato contro il piano, l’area Pd e persino Cambiamo Messina dal Basso, hanno scelto l’astensione, unico voto favorevole quello della consigliera accorintiana Lucy Fenech che invece ha voluto dare forza e ragione alla sua amministrazione che in aula ha difeso con forza il piano e il lavoro fatto in questi mesi, nonostante la speranza di tutti fosse quella di ottenere i “tempi supplementari”.

Ad un appuntamento così importante non poteva mancare il Sindaco Renato Accorinti che ha aperto i lavori chiedendo all’aula un atto di grande responsabilità, un voto coscienzioso e il rispetto reciproco pur nella diversità di idee e posizioni politiche.

Avete ragione a dire che siamo arrivati all’ultimo momento, ma non certo per superficialità. Il lavoro in questi sette mesi è stato incredibile, ci siamo trovati in continua emergenza su tutto, possiamo dire che non abbiamo colpe perché non abbiamo mai fatto parte di quella politica che ha devastato la città e questo non è un dettaglio da poco. Vi assicuro che dentro ogni carpetta che abbiamo aperto ci sarebbe stato da lavorare per una vita. Questo piano forse non basterà ma è quello che siamo riusciti a fare lavorando giorno e notte”. Il sindaco ha messo l’accento su quelle che ritiene assurdità, come la mancata approvazione dei bilanci dell’Atm dal 2001, ha parlato di Messinambiente su cui si intende cambiare rotta il prima possibile. “ I numeri di questo piano sono insopportabili per la città ma noi ci crediamo. Speriamo di poter avere ancora qualche mese non per correggere, ma per fare un salto di qualità soprattutto sulle partecipate veri buchi neri della città. Spero di cambiare questo piano in positivo e insieme a voi nei prossimi mesi”.

Ha voluto fare eco alle parole del sindaco il suo vice Guido Signorino che ha snocciolato alcuni numeri che spiegano il lavoro fatto su questo piano, in virtù soprattutto del fatto che rispetto a quello del Commissario Croce sono venuti a mancare quei 145 milioni di euro del contratto di servizio con l’Amam, elemento portante di quel piano. Dove recuperare quindi quelle somme? Signorino ha spiegato che molto lavoro è stato fatto sulle economie di bilancio portando a regime risorse già destinate al saldo dei debiti per transazioni precedenti che nel bilancio 2013 ammontano a 8 milioni. Da qui l’elenco delle “soluzioni”. “L’Amam ha fatto pervenire una proposta di piano economico-finanziario che può consentire un utile di 7 milioni in 10 anni. I risparmi di risorse sul personale ammontano a circa 25 milioni. Si risparmierà sulla gestione economica dell’energia. La finanziaria regionale indica l’introduzione di un contributo decennale per i comuni che si trovano nella condizione della legge 174 e dunque prevediamo un’entrata di 30 milioni per il decennio. Dall’ufficio dell’edilizia privata è pervenuto un piano di recupero delle sanatorie edilizie che prevede nei primi cinque anni il recupero di 5 milioni. Altre somme ci saranno restituire grazie alla sentenza della Corte costituzionale che esonera le regioni a statuto speciale dal pagare le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità 2011. 1,3 milioni saranno recuperati dalla lotta all’evasione fiscale, altri 8 milioni nel decennio dal risparmio sui fitti passivi, attueremo una riforma delle zone catastali”. Per l’assessore il piano mostra piene condizioni di equilibrio, la ricetta sarà il contenimento delle spese e giusto per fare un esempio Signorino ha citato il fatto che nel 2013 spese di rappresentanza degli uffici del sindaco calate del 96%. “Questo piano può avere interventi migliorativi non appena lo invieremo al Ministero dell’interno. Ma chiedo al Consiglio di valutarne l’approvazione immediatamente”.

Dopo la voce dell’amministrazione si sono susseguiti gli interventi dei capigruppo, il primo a parlare all’aula il presidente della commissione Bilancio Franco Mondello che ha bollato il piano come troppo “accademico” e privo delle azioni incisive che questa amministrazione intende attuare. “Non sono chiari i debiti non riconosciuti, la copertura di disavanzi, dei consorzi, delle partecipate. Qual è l’ammontare della massa passiva di Messinambiente, Ato, Atm? Concentratevi su questi aspetti, mandare al dissesto il Comune è una grande iattura, significa fermare per dieci anni la città, concentratevi. Vi chiediamo entro 30 giorni di presentare piano di riequilibrio veritiero che stabilisce scadenze e che ci dia l’opportunità di vedere i contratti di servizio”.

Più catastrofista il capogruppo Pd Paolo David: “Tutti sapevamo a cosa andavamo incontro. Abbiate il coraggio di dire alla città che siamo prossimi al dissesto, la gente deve saperlo. Qualunque operazione facciamo usciremo come i responsabili della morte della città, non possiamo più andare avanti”.

Per la consigliera Antonella Russo, capogruppo del gruppo Misto, i 60 giorni in più potrebbero comunque non essere sufficienti, considerato che quello approdato in aula era più una dichiarazione di intenti che un vero piano. “Se non si può parlare di dissesto amministrativo per come sono andate le cose questo consiglio sta dichiarando il dissesto politico e la bancarotta di questa amministrazione. Non abbiamo visto il progetto politico, sapevamo tutti che la situazione era difficile, adesso dobbiamo cambiare rotta”.

Duro anche il capogruppo di Felice per Messina Giuseppe Santalco che vede ancor più nera e vicina la nube del dissesto e ha rimproverato l’amministrazione che presentando il piano nell’ultimo giorno utile non ha dato la possibilità a nessuno di leggere e capire. “Siamo di fronte al mero compitino di uno studente di terza media che ha appena superato la sufficienza. Ad esempio dov’è l’asseverazione dei debiti? Siamo in presenza di numeri attestati da chi? Avrei voluto votare questo piano, ma sono passati 8 mesi e non siete riusciti a ottenerne uno effettivo. State giocando con il fuoco”.

Quando vedo lei penso che sia la distruzione del futuro dei miei figli.” Non le ha mandate a dire Pippo Trischitta che ha fatto partire la sua analisi dal lontano 1994, dai 570 miliardi di vecchie lire scoperti dall’allora ragioniere generale Saija e dal modo in cui decise di spenderli l’amministrazione Provvidenti. “Finiamola di dire che se oggi siamo in questa situazione la colpa è solo di Buzzanca e Genovese. E’ da mesi che chiediamo che questo piano sia presentato e di non ridurci all’ultimo giorno”. Trischitta ha anche letto le linee guida del Ministero per l’esame del piano di riequilibrio, in cui si dice testualmente che dev’essere corredato dal parere dell’organo di revisione economico-finanziario che assume ruolo essenziale sia nella predisposizione che ai fini del controllo della sua attuazione”.

L’accorintiana Lucy Fenech ha invece difeso a spada tratta l’operato dell’amministrazione rispondendo alle accuse dei colleghi che hanno lamentato l’assurdità di un provvedimento così importante presentato all’ultimi momento. “Questa amministrazione si è impegnata a guardare i conti, ad andare dentro i numeri già nei primi giorni dopo l’insediamento. Hanno chiesto aiuto all’Anci per avere debiti e conti certificati. Questo lavoro non è frutto di superficialità o scarso impegno e ci porta a non essere preparati come vorremmo ma è l’inizio di un percorso che speriamo ci possa portare ad approfondirlo”.

Il battagliero capogruppo dei Progressisti democratici Daniele Zuccarello ha invece definito una farsa quanto accaduto in aula. “Siamo davanti ad piano scopiazzato, fatto in 24 ore. Avevate la possibilità di scoperchiare i vasi di pandora di questa città, dare nomi e cognomi a chi ha provocato danno. Ma non vi state attivando a fare quello che avevate promesso in campagna elettorale”. Per Zuccarello un esempio su tutti sono Ato e Messinambiente dove ai vertici ci sono ancora gli stessi nomi del passato.

Elvira Amata, capogruppo dei Democratici Riformisti, non ha nascosto forti dubbi sul fatto che 60 giorni bastino per presentare un piano sostenibile visto che in 7 mesi è stata prodotta solo una dichiarazione d’intenti. “Le chiacchiere ammaliano i cittadini non la Corte dei conti. Non so cosa augurarci, forse sarebbe auspicabile dichiarare il dissesto. Messina è un malato terminale a cui sembra inutile continuare a fare chemioterapia. Abbiate coraggio e dichiarate dissesto, noi in caso vi sosterremo”.

Hanno scelto di non presentarsi in aula Pippo De Leo, Nora Scuderi e Angelo Burrascano, l’unico esponente del Megafono a stare tra i banchi il consigliere Pio Amadeo che ha parlato di una delibera pasticciona e pasticciata, di una discussione vacua e generica che non è andata a fondo di sprechi e criticità. “Mi astengo e mi auguro che il prossimo piano sia autentico, verro e possa rimettere in moto la città.

E l’assenza in Aula del gruppo che fa riferimento al presidente della Regione è stata sottolineata da Piero Adamo: Crocetta è bravissimo a fare promesse a Messina ed oggi fa mancare i suoi uomini. La Regione deve dare risposte e ringrazio il collega Amadeo per l’autonomia di pensiero”. Sul piano presentato dall’amministrazione Accorinti: Abbiamo discusso un piano che è manchevole nei fatti. Come dicono i Revisori è una valida dichiarazione di intenti, ma servono i fatti, che ad oggi non ci sono. Spero che ci siano i tempi supplementari, ma dobbiamo arrivare con le carte a posto. Il rodaggio è finito”.

Daniela Faranda, capogruppo Nuovo centrodestra, ha rivolto precise domande all’amministrazione: “Se al piano si è lavorato per mesi, come mai non ne abbiamo saputo nulla? Fa rabbia votare a quest’ora un documento che ci è stato dato solo stamattina. Mi auguro che in futuro questa amministrazione ci dia delle proposte che possiamo votare e non all’ultimo momento come siamo stati costretti a fare oggi”.

Particolarmente aggressivo l’intervento della consigliera del Pd Simona Contestabile, che ha fatto andare su tutte le furie l’assessore Signorino“Sono d’accordo con la Lo Presti ,che qualche tempo fa ebbe a dire l’amministrazione ha bacchetta magica. Solo un’amministrazione con la bacchetta magica poteva preparare una delibera così importante in 24 ore. Prima ci volevano convincere a votare la delibera precedente, pur non potendolo fare. Mi dispiace che ancora una volta il Consiglio abbia fatto da bastone al vicesindaco, il quale ha cercato di aggirare una norma invitandoci a bocciare il vecchio Piano di riequilibrio ”. L’accusa di aver tentato di aggirare la norma ha fatto perdere al vice-sindaco l’aplomb che generalmente lo contraddistingue. Dal suo posto accanto al sindaco Accorinti ha esclamato fuori dal microfono “ma che ca..o dice questa?!”. La Contestabile ha preteso pubbliche scuse al microfono, che sono arrivate, insieme alle giustificazioni di Signorino sul percorso inizialmente intrapreso dall’amministrazione.

A parlare per ultima è stata la consigliere di “Cambiamo Messina dal Basso” Nina Lo Presti, che ha pronunciato il suo intervento in aula praticamente deserta, gli altri consiglieri avevano “strategicamente” lasciato la Sala Consiglio poco prima che lei intervenisse. L’accorintiana più ribelle ha invitato il sindaco a “individuare responsabili di questa situazione. Chi ha governato prima ha rinviato i problemi alle amministrazioni successive, ma la maggioranza dei messinesi non conosce l’origine dei problemi strutturali, non conosce nomi di chi ha sbagliato. Questo Piano avrà un costo sociale pari al default e ricadrà sulle spalle dei giovani”.

Con l’astensione e il voto contrario alla fine il Consiglio ha di fatto dato ancora una volta una mano all’amministrazione Accorinti che così adesso, Corte dei Conti permettendo, potrà sfruttare i prossimi due mesi per mettere in piedi un piano che intanto incassi i pareri positivi e che possa davvero rappresentare un nuovo punto di partenza. Il prossimo passo sarà la comunicazione al Ministero di quanto accaduto ieri in aula e subito la richiesta di poter realmente beneficiare di questi 60 giorni. Sperando di non arrivare al 29 marzo nelle stesse condizioni.

Note a margine: Emilia Barrile si conferma una Presidente dal polso duro per come ha gestito la difficile seduta e la vivacità dei colleghi. Assente giustificato Nicola Cucinotta, ingiustificati Scuderi, Burrascano e De Leo. Seppur presenti in aula per tutta la seduta, non hanno votato Daniele Zuccarello e Carlo Cantali.

Contrari:

Piero Adamo, Carlo Abbate, Elvira Amata, Nino Carreri, Giovanna Crisfò, Nicola Crisafi, Daniela Faranda,, Nino Interdonato, Rita La Paglia, Pierluigi Parisi, Santi Sorrenti, Fabrizio Sottile, Pippo Trischitta

Astenuti:

Pio Amadeo, Emilia Barrile, Claudio Cardile, Andrea Consolo, Simona Contestabile, Carmelina David, Paolo David, Libero Gioveni, Pietro Iannello, Nina Lo Presti, Francco Mondello, Francesco Pagani, Maria Perrone, Ivana Risitano, Mario, Rizzo, Antonella Russo, Giuseppe Santalco, Donatella Sindoni, Gino Sturniolo, Benedetto Vaccarino.

Danila La Torre-Francesca Stornante

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17 commenti

  1. Speriamo nel Dissesto , è inutile tirare avanti a campare, solo perchè queste persone possano prendersi lo stipendio anche molto lauto, e poi tutti a dire la colpa non è mia , a partire dal sindaco alla giunta ai consiglieri ormai sanno a memoria il copione…….se siamo a questo punto non è certo colpa nostra…….. E pikki vi candidastu …????

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  2. HO VINTO UN’AMARA SCOMMESSA,è andata come avevo previsto nei giorni scorsi,ha stravinto la strategia di Guido SIGNORINO,il professore ha convinto il Consiglio: senza risorse finanziarie,quelle possibili da agganciare utilizzando la bocciatura di un piano,predisposto per farlo bocciare,SAREBBE INEVITABILE IL DISSESTO.Risorse aggiuntive a quelle proprie del Comune e dei trasferimenti di stato e regione,quest’ultime in caduta libera,insufficienti a far fronte alla montagna di debiti,531 MILIONI,531 MILIONI così ha scandito la consigliere LO PRESTI.QUESTA E’ LA DURA VERITA’.Ora tutto è più ai messinesi pensanti,anche il perchè della vittoria di RENATO sindaco,i politici di professione sapevavano e sanno che solo UNO DI NOI può risanare il bilancio della nostra casa COMUNE,Palazzo Zanca,chi non rincorre il voto e non ha paura di fare il lavoro sporco.Ci aspettano anni ancora più duri,e TRISCHITTA’ l’ha gridato a gran voce,dimostrando onestà intellettuale,facendo risalire al CENTROSINISTRA di PROVVIDENTI l’inizio di qusto disastro,completato dai tanti commissari,non mi riferisco a CROCE,voluti dal sistema di interessi e dal suo braccio armato,la burocrazia comunale di allora,completato dalle dissennate scelte finanziarie di GENOVESE-CENTORRINO, e dalla mancanza di coraggio di BUZZANCA-MILORO di porre un freno ad un treno in corsa verso disastro finanziario,ecco il vero perchè della fuga a gambe levate di quella giunta di CENTRODESTRA. Chi come me ha seguito i lavori del Consiglio ha visto plasticamente,che dietro le deboli critiche di rito a RENATO sindaco per il voluto ritardo del piano,ad uso e consumo per i messinesi lontano dalla politica,il vero bersaglio è stato RE SARO Crocetta e il suo Megafono,come ha fatto intendere a muso duro il giovane avvocato Piero ADAMO. Ora tocca a RENATO sindaco,non ci sarà contratto decentrato per i messinesi di Palazzo Zanca,il piano finanziario 2014 rifiuti dovrà,con le buone o con le cattive,ridursi a non più di 38 MILIONI,solo così cominceremo a differenziare i rifiuti,si dovrà coinvolgere,come fanno molti Comuni,la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione dei tributi,costringere Romolo Dell’Acqua a recuperare tra il 2014 e 2015 € 63.263.847 di RESIDUI ATTIVI TARSU/TARES,e in vista c’è la riforma del CATASTO approvata ieri dal duo LETTA ALFANO,si completa così il federalismo sulla casa,si dice ai Comuni non ci sono più soldi,trovali nel territorio. Solo UNO DI NOI può reggere la rabbia della gente,gli altri sarebbero travolti,ecco perchè è sindaco Renato ACCORINTI.

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  3. perfetto

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  4. ma che bella stravittoria

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  5. E’ inutile nasconderlo, chi oggi fa politica LO FA PER DENARO E NON PER IL BENE DELLA CITTA’. Per quanto concerne il dissesto, mi auguro di cuore che avvenga e che i responsabili paghino a caro prezzo il disastro che hanno creato all’amministrazione comunale e tutta la città.

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  6. Riforma del catasto, “rimodulazione” delle zone catastali. Sapete cosa vuol dire? Che la stangata Tarsu si ripeterà sull’IMU con aumento generalizzato delle rendite. Le altre maggiori entrate (es. vendita dei beni immobili)sono, come in passato, pura fantasia. In questo la nuova amministrazione segue le orme delle precedenti. E come le precedenti otterrà ben poco perché la città è allo stremo, le aziende sono fallite i cittadini disoccupati e dunque i residui attivi delle imposte comunali rimarranno inesigibili.

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  7. Ormai è chiaro… Il consiglio e’ complice di questi sedicenti amministratori… Le chiacchiere di circostanza stanno a zero.
    Siamo in mano a nessuno…

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  8. Salvatore Vernaci 30 Gennaio 2014 09:13

    DURA LEX SED LEX. Notizie di Stampa riportano: “Il piano è stato bocciato, con 20 astensioni (tra cui Pd e Udc), 13 voti contrari (Fi, Ncd, Dr), un solo favorevole (la capogruppo di “Cambiamo Messina)” . Orbene, il Consiglio Comunale non ha né approvato, né bocciato nulla. Gli astenuti, nell’Ordinamento degli Enti Locali, vanno computati ai fini del quorum dei presenti per essere valida la seduta, ma non vanno computati ai fini della determinazione della maggioranza dei voti (art. 84 Reg. Esec..).b Se anche venissero computati fra i votanti (art. 187 OREL), poichè una proposta, messa in votazione s’intende approvata o bocciata se ottiene la maggioranza assoluta dei votanti, ossia la metà più uno dei presenti e votanti, il Consiglio comunale, nel caso del nuovo Piano di riequilibrio, non ha né approvato, né bocciato nulla. Per considerare bocciato il Piano di riequilibrio e, quindi, legittima la delibera, la votazione di non approvazione del Piano avrebbe dovuto riportare n. 18 voti (metà più uno dei presenti). Il Presidente del Consiglio nell’atto di proclamazione avrebbe dovuto comunicare che la proposta di delibera non ha sortito alcun esito, né positivo, né negativo, e quindi è come se l’argomento non fosse stato trattato e, pertanto, da rinviare ad altra seduta.
    Andando al nocciolo del problema, perché non si è più concreti e realisti e si cerca di applicare sempre e comunque la legge?… Il D.Lgs 267/2000, e ss.mm.ii. stabilisce che, qualora, in caso di Inizio di un nuovo Mandato Amministrativo e la delibera del Piano di riequilibrio risulti già presentata dalla precedente Amministrazione, ordinaria o commissariale, e non risulti ancora intervenuta la delibera della Corte dei Conti di approvazione o di diniego, di cui all’articolo 243-quater, comma 3, la nuova Amministrazione in carica ha facoltà di rimodulare il piano di riequilibrio, presentando la relativa delibera, nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di inizio mandato del Sindaco. Tale relazione di inizio mandato del Sindaco doveva essere predisposta, dal Responsabile del servizio finanziario o dal Segretario generale e sottoscritta dal Sindaco, entro il novantesimo giorno dall’inizio del mandato. Renato Accorinti è stato proclamato Sindaco il 25 giugno 2013, quindi la relazione di inizio mandato avrebbe dovuto essere approntata e sottoscritta entro il 24 settembre 2013. Invece è stata sottoscritta dal Sindaco, abbondantemente fuori termine, in data 30 novembre 2013 prot. 283093, quindi, il nuovo Piano di riequilibrio rimodulato avrebbe dovuto essere presentato ed approvato entro 60 giorni (29 gennaio 2014).- Intanto è stata emanata la legge di stabilità (legge 27 dicembre 2013 n. 147), modificata dal Dl 151/2013, che, al comma 573, consente agli Amministratori, per l’esercizio 2014, di riproporre al Consiglio Comunale, entro 90 giorni, un’ulteriore ipotesi di riequilibrio, rispetto a quello precedentemente NON CONDIVISO dallo stesso, cioè “bocciato”, allorquando si possano dimostrare sopravvenuti miglioramenti finanziari. Il Comune di Messina aveva già approvato il Piano di riequilibrio 2013/2022, con delibera consiliare n.11/C del 11 febbraio 2013, con parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile e con parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.- La presentazione di un nuovo Piano di riequilibrio sarebbe stato consentito, per legge, qualora l’Amministrazione comunale si fosse trovata di fronte ad un Piano di riequilibrio “bocciato” dal Consiglio Comunale o nel caso non fosse ancora intervenuta la delibera della Corte dei Conti di approvazione o di diniego del Piano approvato con delibera n. 11/C. ed, in tal caso, a condizione però che si possano dimostrare che siano ““sopravvenuti miglioramenti finanziari”.-
    Eppoi, perché fare tutto in fretta e furia?… Il termine di 60 giorni per presentare il Piano di riequilibrio rimodulato , non è un termine perentorio. “. “ I termini stabiliti per il compimento di atti di un procedimento amministrativo hanno generalmente carattere ordinatorio, salvo che non siano dichiarati perentori dalla legge, ovvero che, dalla loro inosservanza, derivi una decadenza (T.A.R. Lazio, sez. I, n. 1723 del 10/11/1997)”. Perché allora non cercare di fare le cose bene, con calma e ponderazione? Comunque sia il Comune di Messina ha in atto un Piano di riequilibrio, approvato con delibera Consiliare n. 11/C del 11.02.2013, mai revocata e/o annullata.

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  9. letterio.colloca 30 Gennaio 2014 09:22

    L’APOTEOSI della morale,se non politica,INDIVIDUALE.Avete MACELLATO ogni principio ETICO INDIVIDUALE palesando belluinamente la vera natura di xxxxx di chi ha messo in agonia questa città.Con le manfrine e le spudorate “motivazioni” continuate a parare il…..di dietro dei vostri xxxxxxx accertati xxxxxxxxxxxx e che vi muovono come burattini.Non vi voterà più alcuno perché avete nauseato anche i benpensanti come me.
    PROVO TANTA VERGOGNA AD ESSERE VOSTRO CONCITTADINO.
    Anche nel lontano passato ci sono stati xxxxxxxxxx nella tana Zanca:ma si peritavano di non scadere oltre la DECENZA e tentare, con poco successo,di non incappare nelle maglie larghe dell’allora Giustizia.
    Oggi no;avete superato la PEGGIORE aspettativa qualificandovi TUTTI:
    incapaci (a trovarvi un lavoro manuale onesto! non potete aspirare ad altro),
    incompetenti per la vostra xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
    ( Dai tempi di Gaetano Martino,Messina non ha MAI PIU’ potuto CONTARE su alcun politico di razza PUROSANGUE;ha visto sfilare xxxxxxxxxxx ai comandi di questo o quel PUPARO –
    neanche messinese!);
    complici inconsapevoli (forse??) di quegli ILLUSTRI NOMI che hanno DEPAUPERATO la MIA Messina;di vostro in questa disgraziata città c’è la iattura di farvi vivere da…xxxxxxxxxx per qualche tozzo di pane duro con cui vi tengono a catena.
    Tra di voi ci sono:
    i “professionisti della politica” (ovvero quelle facce di bronzo che non hanno svolto alcun lavoro se non quello di FANCAZZISTA perché figlio del tale ….= parentopoli!);
    i pelandroni,che pur avendo ottenuto un posto magari in banca o in enti-stipendifici,ora in aspettativa, vengono UTILIZZATI da TESTE DI …..Legno a riempimento di “postazioni funzionali”;
    gli ILLUMINATI che si sono INVENTATI fallacemente qualità politiche…….oltre il razionale (bilanci fasulli,concorsi per balconi fioriti,furbizie e scorrettezze,ecc.:mentre Messina viene degradata e sputtanata a livello nazionale.
    MI VERGOGNO DI TUTTI VOI che, se aveste avuto un barlume di ONESTA’ in tutti i sensi,andreste a NASCONDERVI.
    E’ VERO,RAPPRESENTATE LA VERGOGNA DI MESSINA.

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  10. CARO MERIEDIT E CARO TRISHITTA, ALMENO PER QUANTO RIGUARDA L’AMMINISTRAZIONE PROVIDENTI SIETE FUORI STRADA POICHE’ A CHIUSURA DI MANDATO LE CASSE ERANO ATTIVE CON UNA LIQUIDITA’ DI OLTRE 70/MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE, “CARTA CANTA”.
    CHIEDETELO AL RAGIONIERE GENERALE DELL’EPOCA TANINO SAIA CHE VOLLI IO AL COMUNE ACCANTO A ME. CON LUI E CON IL CONSIGLIO COMUNALE SI ELIMINARONO CENTINAIA DI MILIARDI DI ATTIVO “INESISTENTE” IL PIU’ RILEVANTE RIGUARDAVA 180/MILIARDI DI ANTICIPAZIONI DATE ALL’ATM E MAI RENDICONTATE. INFATTI DAL 1995 SI TORNO’ ALL’APPROVAZIONE DEI BIANCI ATM… SI DOVETTERO ELIMINARE ANCHE I CREDITI DELL’ALLORA ACQUEDOTTO COMUNALE POICHE’ PRESCRITTI, RICORDO CHE AL TEMPO NESSUNO PAGAVA L’ACQUA E SI COSTITUI’ L’AMAM. RICORDO ANCORA CHE ALL’INSEDIAMENTO DELLA NOSTRA GIUNTA LA RACCOLTA DELL’IMMONDIZIA, ALLORA DATA IN APPALTO, ERA SOSPESA PER VIA DEI RICORSI NELL’AGGIUDICAZIONE DELLE GARE E L’IMMONDIZIA RAGGIUNGEVA IN ALCUNI PUNTI IL PRIMO PIANO DELLE ABITAZIONI. CREAMMO QUINDI LA MESSINAMBIENTE ACQUISTANDO MEZZI E CASSONETTI E DOTANDOCI DI UN PROGETTO COMPLESSIVO CHE RUOTAVA SU “PORTELLA ARENA”. TALE PROGETTO, VOLUTO DALLA PROFESSORESSA ENZA SOFO, COMPRENDEVA LA BONIFICA DEL SITO, LA SELEZIONE DEI MATERIALI E L’INIZIO DELL’ATTIVITA’ DI RICICLO DEGLI SCARTI CON LA PRODUZIONE DI COMPOST X L’AGRICOLTURA. CHIEDETE A CHI OSTACOLO’ LA REALIZZAZIONE DI TALE PROGETTO DOVE SONO FINITI GRAN PARTE DEI SOLDI DEI MESSINESI…. PER NON PARLARE DELL’ENORME LAVORO CHE SI ASSUNSE IL C.C. RICONOSCENDO DEBITI PER SVARIATI MILIARDI NASCENTI DA ESPROPRI MAI PAGATI, DA SENTENZE PASSATE IN GIUDICATO E RATIFICANDO TRANSAZIONI COME QUELLE “SCHIPANI” E “CENTRALE DEL LATTE”.
    QUINDI PER FAVORE NON SI CHIEDONO MEDAGLIE MA SI ABBIA IL BUON GUSTO DI NON DIRE SCIOCCHEZZE.
    INFINE E’ VERIFICABILE CHE L’ATTIVO DI OLTRE 70/MILIARDI DI LIRE CHE LASCIAMMO IN CASSA FU REALIZZATO SENZA RICORSO AD ANTICIPAZIONI BANCARIE DI CASSA O ALCHIMIE FINANZIARIE, TANTE’ CHE GLI ISPETTORI REGIONALI PIU’ VOLTE INVIATI DALL’OPPOSIZIONE A “FARCI LE PULCI”, DOVETTERO CONCLUDERE FACENDO ADDIRITTURA I COMPLIMENTI PER L’ATTIVITA’ SVOLTA (PER CHI VUOLE NE CONSERVO COPIA). LUIGI BENINATI

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  11. abbiamo gente tanto analfabeta e nullafacente quanto ricca e potente, grazie alla politica che ci ha rovinati, e non faccio nomi. Forza dissesto!!

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  12. Come tutti sanno, ancora una volta che MARIEDIT ha affermato il falso?
    Tutti lo sanno, è un “seguace” di Renatino il Tibetano e, pur di difenderlo (in cambio di cosa? io lo so eh.. eh.. eh..) spara cazz.. ehm… sciocchezze, a ripetizione.

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  13. Ovvio che il dissesto inevitabilmente arrivato non è colpa di quelli che ci sono da 4 mesi.
    Accumulare 500 milioni di euro di debiti lo poteva fare solo un ventennio di spese folli da parte di quelli che hanno amministrato (andate a cercarvi i nomi e cognomi).
    Il resto sono chiacchiere.

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  14. Quando si tratta di difendere a spada tratta Renatino, la zia Maria non teme di cadere nel ridicolo.
    Va bene che ha preso pesci marci in faccia per tutta la sua vita lavorativa (?) al comune, ma a tutto c’è un limite!!!!!
    George.

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  15. Per un piano programmatico serio ed utile per il futuro proporrei di:
    a) usare le buste rivoltate;

    b) comprare gli astucci per allungare le matite in modo tale da poterle utilizzare fino alla fine; gli astucci dovranno essere consegnati previa identificazione dei dipendenti-destinatari ed accertamento della loro capacità di scrittura;

    c) disporre che le otto lampade che rimangono accese in via Libertà dopo il tramonto siano rigorosamente spente, in caso contrario si punisca il responsabile per dare l’esempio;

    d) comprare tanta corda da potere fare i cappi da utilizzare nell’isola pedonale opportunamente arredata dai cittadini, senza aspettare la stimolazione di Ialacqua,

    e) confermare tutti i componenti la dirigenza municipale, augurando loro lunga vita ed invitandoli a mantenersi lontano chilometri da Palazzo Zanca per evitare che facciano ulteriori danni

    f) acquistare tanta rete da essere sufficiente a catturare quei consiglieri che tenteranno l’ulteriore salto della quaglia;

    g) accelerare i tempi per il completamento della grande opera voluta dall’immensa Elvira Amata all’interno del Gran Camposanto in quanto potrà tornare molto utile in un immediato futuro;

    h) augurare agli scienziati della Giunta un buon viaggio soltanto di andata;

    i) evitare con ogni mezzo il ritorno diretto od indiretto del duo Genovese Buzzanca;

    l) fornire di tanto caffè i magistrati di Messina che ne hanno tanto bisogno.

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  16. veramente la rovina postbellica è comunque nata grazie ai vari martino ( andate a verificare quando era fascista poi liberale) ecc ecc, e continua oggi con i politicanti di bassa lega eredi dei suddetti, ma con molto meno nepostismo e clientelismo, senza al quale Messina appunto muore, dato che esiste solo per quello.

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  17. FRANCO CALIRI e GEORGE è inutile insistere PICCHI’ U TEMPU E’ PESSU! MARIA o MARIEDIT non è che teme di cadere nel ridicolo perché è già affogato nelle sue ca…te pardon sciocchezze! Però ogni volta che lo leggo debbo dire sinceramente da buon messinese CHI MMI FA USCIARI I C……..? A MISSINA AVEMU 3 SINNICI: RENATINO, SIGNORINO E MARIEDITINO!!!!!!!

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