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Cinque bilanci Atm sono pronti per tornare in aula, l’ultimo approvato risale al 2001

Francesca Stornante

Cinque bilanci Atm sono pronti per tornare in aula, l’ultimo approvato risale al 2001

giovedì 16 Giugno 2016 - 22:05
Cinque bilanci Atm sono pronti per tornare in aula, l’ultimo approvato risale al 2001

L'amministrazione Accorinti ha adottato cinque delibere con cui approva i bilanci Atm dal 2012 ad oggi e li prepara per mandarli all'attenzione del consiglio comunale. Centinaia di pagine che attraversano numeri e cifre fotografano la gestione dell'azienda trasporti di questi ultimi anni.

A Palazzo Zanca non si vedeva un bilancio dell’Atm dal 2013, quando il consiglio comunale dell’epoca si trovò tra le mani il consuntivo 2012 che però non fu mai approvato. Fu quello l’ultimo documento finanziario dell’azienda di via La Farina a fare la sua apparizione in aula. Lo stesso destino era toccato a tutti i bilanci dal 2004 al 2011. Tutti transitati sotto la lente dei consigli che si sono succeduti nel tempo, nessuno approvato. Infatti per trovare un bilancio dell’Atm approvato dall’organo consiliare si deve arrivare addirittura a oltre dieci anni fa. Adesso però si prova a cambiare registro. L’amministrazione Accorinti ha adottato cinque delibere che si preparano a varcare le porte dell’aula e che contengono ben cinque bilanci dell’azienda trasporti: consuntivo 2012, previsionale e consuntivo 2013, previsionale e consuntivo 2014. I consiglieri si troveranno tra le mani numeri e cifre dell’azienda trasporti, dovranno esaminare se in quelle somme, soprattutto quelle legate al 2014, si ravvede qualche segnale di miglioramento visto il nuovo corso che l’amministrazione ha voluto dare all’azienda chiamando da Torino il nuovo direttore Giovanni Foti. Dovranno verificare se quanto inserito in bilancio coincide con le somme previste nel Piano di riequilibrio.

Per l’amministrazione si conclude così un percorso che mira a colmare il vuoto amministrativo che vede non approvati i bilanci ATM fin dal 2001 e che è stato condiviso con l’Azienda e il Collegio Sindacale. «Il bilancio 2012, rettificato secondo le indicazioni del Comune per tener conto dei motivi ostativi reiteratamente esposti negli anni passati dal Comune, assume con la relazione del Collegio Sindacale il carattere di un bilancio “consolidato” che aggiorna lo stato contabile e patrimoniale dell’azienda. Dai bilanci emerge il quadro di un’azienda che ha coniugato negli ultimi tre anni recupero dell’efficienza aziendale, rilancio dell’attività produttiva e ricostruzione dell’equilibrio economico nella gestione annuale. La “gestione caratteristica” della società chiude infatti in lieve attivo, mentre il rilancio dell’attività aziendale, oltre che nei numeri, è nei fatti e sotto gli occhi di tutti i cittadini di Messina. Malgrado le precarie condizioni finanziarie sia della Società che del Comune siamo riusciti a incrementare il parco-macchine e il patrimonio dell’azienda, a riattivare il servizio del trasporto pubblico locale, a riqualificare il personale, ad aumentare i chilometri percorsi, a dare regolarità e puntualità alle corse degli autobus e della linea tramviaria, e a ripristinare un rapporto fiduciario con la Regione Sicilia. Soprattutto si sono ricostruiti la sostanza e l’immagine del servizio di trasporto pubblico locale a Messina e, al tempo stesso l’orgoglio aziendale e il senso di appartenenza. Il parere favorevole del Comune sui bilanci suggella questo percorso di rilancio e di risanamento».

Adesso dunque la palla passa nelle mani del Consiglio che non potrà ignorare le continue prescrizioni della Corte dei Conti sul mancato allineamento contabile tra Comune e partecipate proprio per la mancata approvazione dei bilanci.

Vediamo, giusto per rinfrescare la memoria, qualche numero dell’ultimo bilancio esitato dall’Atm, quello dell’anno 2014, bilancio che si è chiuso in positivo con un utile di 173.547 euro. Nel 2014 l’Atm ha prodotto ricavi da vendite e prestazioni per 4.134.530 euro, su un totale di ricavi di 33.421.007 euro. Ciò significa che nel 2014 l’Azienda di trasporto pubblico messinese ha messo sul mercato un prodotto che ha portato in cassa poco più di 4 milioni di euro. 17 i milioni erogati, come l’anno precedente, dal Comune.

Ecco poi qualche cifra raffrontata tra 2013 e 2014. Nel 2014 la vendita dei biglietti ha portato in cassa 1.228.206,50 euro contro 1.214.951 euro del 2013, gli abbonamenti ordinari hanno fruttato 270.842,27 euro contro i 240.753 euro del 2013 e quelli agevolati 269.324,03 euro contro 334.126 euro. Scorrendo ancora la tabella dei ricavi salta fuori che nel 2014 il parcheggio Cavallotti ha portato in cassa la misera somma di 11.809 euro contro i 40.623 euro dell’anno precedente, mentre sono i gratta e sosta a rivelarsi ancora i maggiori incassi per l’Atm con 2.109.718 euro contro i 2.097.675 euro del 2013. Raddoppiano i ricavi dalle multe ai passeggeri che passano da 29.645 euro a 56.383 euro euro, crollano invece i proventi per la pubblicità che da 70.500 euro passano nel 2014 a 4.500 euro.

Il costo della produzione del 2014 ammonta a 28.857.313 euro, praticamente uguale al 2013, e in questa cifra spiccano i 14.381.192 euro per salari e stipendi. I costi totali del personale, pari a 20.262,708 euro, si sono ridotti di 590.147 euro rispetto al 2013 a causa di 7 pensionamenti e del congelamento di scatti e progressioni di carriera ai soli fini economici. C’è però la grande nota dolente: i debiti. Sull’Atm pesa un monte debitorio di 53.093.878 euro, accumulati in un passato tutt’altro che roseo per l’azienda trasporti. La copertura della massa debitoria è già stata inserita nel Piano di riequilibrio del Comune e dunque anche l’Atm aspetta con il fiato sospeso il parere del Ministero che la libererebbe piano piano di un macigno ormai troppo pesante.

Francesca Stornante

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