Venerdì, a Messina, gli agenti di polizia penitenziaria lo hanno scoperto mentre sorvolava l'area accanto alle finestre delle celle
MESSINA – Sorvolava l’area adiacente alle finestre delle celle del reparto cellulare del carcere di Gazzi. Un drone carico di droga e telefoni è stato intercettato dagli agenti della polizia penitenziaria di Messina lo scorso venerdì. Il velivolo era in procinto di recapitare i cellulari, i caricabatterie e un notevole quantitativo di sostanza stupefacente destinato presumibilmente all’interno dell’istituto. E l’operazione si è conclusa con il sequestro del drone e del materiale trasportato.
A comunicarlo è il Sinappe (Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria) di Messina, che “esprime il proprio plauso a tutti gli operatori coinvolti nell’intervento. Si conferma ancora una volta l’elevato livello di attenzione e professionalità del personale di polizia penitenziaria in servizio presso la struttura messinese”, viene sottolineato.
Il segretario provinciale Giovanni Storniolo evidenzia come “l’ennesimo episodio sventato dimostri la straordinaria capacità operativa del personale, che quotidianamente garantisce sicurezza e legalità all’interno dell’istituto nonostante una cronica carenza di organico e condizioni di lavoro sempre più gravose. Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno dell’introduzione illecita di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, mediante l’utilizzo di droni, ha assunto proporzioni sempre più preoccupanti negli istituti penitenziari italiani, rendendo indispensabile un costante innalzamento dei livelli di vigilanza e controllo”.
“Cronica carenza di personale a Gazzi, gli agenti penitenziari costretti a turni di 8 ore e ai doppi turni”
A sua volta, il vicesegretario regionale del Sinappe, Giovanni Spanò, mette in rilievo “come episodi di tale rilevanza, unitamente alla cronica carenza di personale, confermino la necessità di investire concretamente nel Corpo di polizia penitenziaria. In occasione della contrattazione locale relativa al Protocollo interno locale (Pil), il sindacato ha chiesto una profonda revisione dell’organizzazione del lavoro, sollecitando una congrua integrazione del personale. Tale misura consentirebbe di garantire turni di servizio della durata di sei ore, in linea con le esigenze operative e con la tutela della salute del personale, evitando il frequente
ricorso a turnazioni di otto ore e ai doppi turni che, ancora oggi, a causa della persistente carenza di organico, caratterizzano la realtà lavorativa di molti operatori”.
Il Sinappe provinciale di Messina “ritiene che il risultato conseguito rappresenti non solo un importante successo sul piano della sicurezza penitenziaria ma anche la dimostrazione concreta dell’impegno, dello spirito di sacrificio e dell’alto senso dello Stato che quotidianamente contraddistinguono gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria. Per tali ragioni, l’organizzazione sindacale auspica che la direzione dell’Istituto voglia riconoscere formalmente l’eccellente operato del personale impiegato nell’attività, valorizzando il lavoro svolto e l’elevato livello di professionalità dimostrato nell’occasione, quale testimonianza concreta dell’impegno quotidianamente profuso a tutela della sicurezza della struttura”.
