Duferco: "100 milioni per la riconversione del sito di Giammoro"

Duferco: “100 milioni per la riconversione del sito di Giammoro”

Marco Olivieri

Duferco: “100 milioni per la riconversione del sito di Giammoro”

mercoledì 22 Luglio 2026 - 14:35

Oggi l'azienda ha presentato a Messina il piano per l'occupazione, tra ricollocazioni e procedure di licenziamento

MESSINA – “Dal 2023 a oggi Duferco ha già investito 94 milioni di euro in logistica, energia e idrogeno. Per la riconversione del sito di Giammoro, investiamo 100 milioni. E abbiamo gestito oltre il 65 per cento dei lavoratori”. Ad annunciarlo stamattina, alla Camera di commercio di Messina, il presidente di Duferco Antonio Gozzi, affiancato da Ivo Blandina, presidente della Camera di commercio, e da Giuseppe Lupò, presidente di Sicindustria Messina.

pontile di giammoro

“La trasformazione dell’area in un nuovo polo per l’energia e i servizi industriali”

Spiega il presidente dell’azienda: “Dopo la cessazione definitiva dell’attività di laminazione, nel febbraio 2024, Duferco ha presentato un piano, nel luglio 2024, all’assessorato regionale alle Attività produttive e ha prodotto investimenti pari a 100 milioni per la trasformazione dell’area in un nuovo polo per la logistica, l’energia e i servizi industriali. Ma anche per interventi sviluppati per sostenere i lavoratori nella fase di transizione: tutela del reddito, copertura previdenziale, formazione e accompagnamento verso nuove collocazioni professionali”.

“Logistica, energia e idrogeno al centro del rilancio”

Duferco comunica pure che così ha sostenuto investimenti per 94 milioni, dal 2023, su quattro direttrici industriali: 28 milioni di euro per lo sviluppo del terminal portuale di Duferco Terminal Mediterraneo; 40 mln per la centrale Peaker, operativa dal 2024; 10 mln per la Hydrogen Valley, il cui impianto è stato completato; 16 milioni di euro per i sistemi di accumulo energetico (Bess), in fase di realizzazione. Il tutto nel segno del “passaggio dell’area da sito siderurgico tradizionale a piattaforma industriale diversificata”.

“Gestito oltre il 65% dei lavoratori a Giammoro”

E poi c’è il tasto delicatissimo della tutela dei posti di lavoro in una fase di radicale cambiamento. Viene messo in evidenza dal presidente Gozzi: “Alla riconversione industriale si è affiancato un piano occupazionale che, tra il 2023 e il 2026, ha consentito di gestire 85 lavoratori su una platea iniziale di 130 persone. Il percorso ha incluso ricollocazioni all’interno del gruppo, inserimenti presso società terze attive nell’area dello stabilimento, pensionamenti e dimissioni volontarie”.

In 62 sono stati ricollocati in aziende del gruppo Duferco. E l’azienda ha destinato 200mila euro a incentivi economici, inserimento, formazione e riqualificazione professionale. Si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per garantire reddito e continuità previdenziale, con un costo sostenuto da Duferco di 5,73 milioni di euro.

“Le offerte di lavoro in Sicilia e la mancata adesione di 44 dipendenti su 45”

Comunica sempre l’azienda: “Per la quota di lavoratori ancora da ricollocare, Duferco ha individuato nuove opportunità occupazionali in Sicilia: da un lato nel nuvo terminal di Giammoro; dall’altro nei cantieri di Comal Spa. Dopo colloqui individuali e collettivi, su 45 lavoratori interessati solo un lavoratore ha accettato la proposta. L’offerta prevedeva un contratto a tempo inderteminato, l’inquadramento iniziale al livello C3 e un’indennità di trasferta per i cantieri siciliani pari a circa 1500 euro netti. A questo si aggiungeva un incentivo alll’uscita di 3500 euro per ciascun lavoratore. E quattro dipendenti hanno rifiutato pure una proposta presso Duferco Terminal Mediterraneo Spa. Da qui la difficoltà a completare il piano di ricollocazione”.

Verso la procedura di licenziamento collettivo

Con la scadenza del contratto di solidarietà il prossimo 9 agosto, Duferco si “prepara ad avviare la procedura di licenziamento collettivo prevista dalla legge 223 del 1991. La procedura non riguarda la chiusura del sito industriale ma la soppressione definitiva del ciclo produttivo di laminazione. L’azienda valuta ulteriori opportunità di ricollocazione e la riconversione di Giammoro proseguirà, puntando su responsabilità sociale, sviluppo industriale e valorizzazione delle competenze presenti sul territorio”, rassicura il presidente Gozzi.

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