"Emergenza casa in Sicilia, la Regione ha fallito"

“Emergenza casa in Sicilia, la Regione ha fallito”

Redazione

“Emergenza casa in Sicilia, la Regione ha fallito”

lunedì 28 Luglio 2025 - 07:51

Ania e Casa mia chiedono un Piano straordinario per l'edilizia pubblica popolare. "Crisi immobiliare e sociale a Messina, Palermo e Catania"

“L’emergenza abitativa in Sicilia è ormai fuori controllo. Palermo, Catania, Messina e le altre grandi città dell’isola sono attraversate da una crisi immobiliare e sociale che non è più episodica, ma strutturale.
Negli ultimi anni, il potere d’acquisto dei cittadini è crollato, e decine di migliaia di famiglie
vivono sotto la minaccia costante della morosità”. A sottolinearlo le direzioni regionali di Ania, Associazione nazionale inquilini e assegnatari, e Casa mia, Associazione nazionale proprietari.

“È giunto il momento di agire, non di tergiversare, e per questo Ania e Casa mia chiedono alla Regione siciliana il finanziamento immediato di un Piano straordinario per l’edilizia pubblica popolare, la riqualificazione urbana dei quartieri più fragili, un programma concreto per fermare l’emorragia migratoria che sta svuotando la Sicilia di giovani e famiglie, un rilancio economico basato anche sul lavoro generato dall’edilizia pubblica”.

“Il diritto alla casa sancito dalla Costituzione è stato di fatto cancellato”

Continua il documento: “I giovani che desiderano costruire un futuro autonomo sono bloccati da affitti insostenibili e da una burocrazia cieca, mentre la classe politica comunale e regionale si dimostra sorda,
impotente o, peggio, indifferente. Oggi trovare una casa in affitto nelle grandi città siciliane è diventato un percorso a ostacoli, aggravato da salari da fame, precarietà lavorativa e un mercato immobiliare ormai
fuori controllo. Il diritto alla casa, sancito dalla Costituzione, è stato di fatto cancellato”.
E ancora: “Siamo oltre l’inadempienza, siamo alla negazione sistematica di un diritto fondamentale. Le risposte istituzionali? Insufficienti, improvvisate, spesso solo di facciata. Le poche misure adottate da Regione e Comuni non affrontano le vere cause del problema. Le famiglie in affitto, le più fragili e dimenticate, restano escluse da ogni politica strutturale. Peggio ancora: dietro la retorica del “social housing”, si cela una strategia di abbandono, figlia di una politica priva di visione, che rincorre modelli astratti e globalisti del tutto scollegati dalla realtà socioeconomica siciliana”.
Così “il sindacato inquilini Ania e l’Associazione proprietari Casa mia denunciano il totale fallimento della politica regionale sulla casa. Il governo siciliano, anno dopo anno, ha di fatto rinunciato a ogni progettualità, dismettendo il proprio ruolo pubblico e condannando migliaia di famiglie all’insicurezza
abitativa permanente”.

“Si segua il modello del secondo dopoguerra, manca un Piano casa”

Per il segretario dell’Ania Andrea Monteleone e il delegato Casa mia Gaetano Bonura, “occorre un cambio di rotta radicale. Basta con i tavoli tecnici, i comunicati vuoti e i progetti-pilota mai attuati: serve un vero
Piano casa regionale, ispirato al modello Ina-Casa del dopoguerra, l’unico esempio concreto in cui lo Stato italiano garantì il diritto alla casa su larga scala. In Italia, oltre 5 milioni di famiglie vivono in affitto, 1,75 milioni sono in difficoltà con i pagamenti dei canoni di locazione”.
“In Sicilia, circa 700.000 famiglie abitano in locazione, in un mercato sempre più ostile e senza alcuna tutela strutturale, e il 12,2 % delle famiglie, nelle città più grandi, spende oltre il 47 % del reddito netto per pagare l’affitto. Eppure, a distanza di anni, la Regione siciliana non ha ancora varato un vero Piano
casa. Si continua a ignorare la crisi, a lasciare inutilizzati strumenti già esistenti come gli Istituti autonomi case popolari (Iacp), 10 enti presenti sul territorio siciliano teoricamente nati per costruire edilizia residenziale pubblica. Oggi questi Iacp sono paralizzati, senza fondi, senza missione, senza futuro.
A cosa servono questi enti pubblici che non costruiscono, non ristrutturano, non assegnano case? O si rifinanziano e si mettono in condizione di operare, o si ha il coraggio di ammettere il fallimento e chiuderli”.

“Una società che non garantisce un tetto a chi lavora è destinata a crollare”

“Non possiamo più permetterci di restare immobili davanti ad una condizione sociale distruttiva dello sviluppo urbanistico delle nostre città. Chi tace o ritarda è complice del disagio sociale che cresce. Le istituzioni siciliane hanno un dovere morale e politico: restituire dignità e futuro a chi oggi vive nel limbo dell’insicurezza abitativa. Perché una società che non garantisce un tetto a chi lavora, studia e costruisce il proprio domani, è una società destinata a crollare”, ridadiscono Ania e Casa mia.

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3 commenti

  1. Tranquilli Salvini ha già risolto il problema … utilizzerà i fondi necessari per farli stare tutti … sotto un Ponte

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  2. questo diritto mi è costato 200 mila euro e un mutuo per vent’anni.
    Detto questo chi non può permetterselo per vari motivi ne ha pienamente diritto ma deve aggiornare ogni anno il possesso dei requisiti per questo suo diritto e soprattutto vietarne sempre l’acquisto (le case popolare non DEVONO essere poste in vendita)

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  3. francesco garreffa 28 Luglio 2025 15:42

    si sono persone che non possono permettersi una casa e ci sono persone che vivono nelle baracche ed hanno macchine sportive e suv dietro la porta e ci sono pure quelli che lavorano nei mercatini rionali ( guadagnando bei soldini e si potrebbero mantenere la casa ) ma preferiscono che sia il comune a dargliela. IO DICO CHE PRIMA DI DARE UNA CASA QUESTI SOGGETTI SIANO GUARDATI CON IL MICROSCOPIO!

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