Rieducazione equestre per ventuno ragazzi diversamente abili
Si avvia a conclusione il progetto “Oltre le Barriere” voluto e realizzato dal Rotary Club in sinergia con l’Associazione Equitando. Presso il Centro ippico “La Pineta” di Villafranca Tirrena ed il Centro Sociale Ippico di Barcellona Pozzo di Gotto, ventuno ragazzi diversamente abili sono stati protagonisti di un processo riabilitativo che li ha visti impegnati dai primi del mese di maggio. La Rieducazione Equestre va intesa come un metodo terapeutico globale, in cui, attraverso la pratica di un’attività ludico-sportiva avente come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale. Il cavallo già di per sé rappresenta una presenza viva, concreta, “affettiva”, in grado cioè di sollecitare sentimenti ed emozioni intense: gioia, serenità, come anche paura, rabbia e tristezza. Attraverso l’attività con il cavallo, gli utenti imparano a “sentire” il loro corpo e quindi ad acquisire l’esperienza dell’”altro” corpo, quello nascosto, che proviene da sensazioni ed esperienze profonde. L’instaurarsi del rapporto persona-cavallo stimola e favorisce una “comunicazione” intenzionale: già solo il desiderio del movimento del cavallo crea il desiderio di comunicare. La rieducazione equestre è molto di più del semplice “andare a cavallo”: l’utente deve essere pronto e sollecito a curare l’animale, a sellarlo, ad alimentarlo, a capire il suo comportamento e a comunicare con esso. Ma, oltre al rapporto affettivo con l’animale, non bisogna tralasciare che la connotazione primaria di tale attività è il suo carattere ludico-sportivo. Divertendosi e quasi senza accorgersene, l’individuo, riuscendo a dirigere da solo il proprio cavallo e a stabilire con lui un’armonica interazione, realizza automaticamente un recupero di sentimenti di sicurezza e autostima e forti spinte all’autonomia, il che favorisce un netto miglioramento dei suoi rapporti affettivi e sociali. (SERGIO DI BENEDETTO)
