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Farmacia Asp a Messina tra disservizi e proteste

Cesare Giorgianni

Farmacia Asp a Messina tra disservizi e proteste

lunedì 07 Settembre 2020 - 10:16

Il servizio si trova all'ex ospedale Mandalari, ma troppi sono i disagi e le carenze

L’Assistenza Farmaceutica Territoriale dell’Azienda Sanitaria Provinciale è ancora al centro delle proteste dei cittadini. Da tempo, infatti, il servizio ubicato nei locali dell’ex Ospedale Psichiatrico “Mandalari” non appare in grado di soddisfare, in tutta la sua pienezza, le esigenze dell’utenza.

Nei magazzini della struttura di viale Giostra, sempre più evidenti appaiono le carenze di taluni presidi sanitari necessari per la cura delle persone più sfortunate. Così, le lunghe e stressanti file di parenti o amici in attesa di ritirare quanto richiesto e ovviamente concesso dal Servizio Sanitario Nazionale, si trasformano il più delle volte in “viaggi” utili solo a metà. Molto spesso, ma solo per citare qualche esempio, mancano le garze idrofile, i cerotti, poi le bende, le soluzioni fisiologiche, quelle saline, quindi creme per ulcere e piaghe da decubito oppure spray disinfettanti che dovrebbero, invece, essere regolarmente garantiti.

Così, chi si reca alla Farmacia provinciale per poter usufruire di un proprio diritto, non solo è chiamato a fare fronte al rispetto della normativa anti-Covid che comporta quel distanziamento che costringe la persona incaricata al ritiro a rimanere sotto il sole cocente o la pioggia battente, ma anche a recarsi in altre farmacie, in un secondo momento, ad acquistare quanto mancante nella busta. Ovviamente con le dovute spese. Sulla bolla recante nome e codice fiscale del paziente e i prodotti farmaceutici essenziali richiesti, è quindi divenuto sempre più probabile riscontrare l’assenza di uno o più ausili “giustificandola” con la scritta “buono per…”.

Oltre il dovere affrontare la malattia di un parente nella maniera più adeguata possibile, insomma, per chi è chiamato a fare da supporto al paziente si tratta di un’autentica Odissea alla quale, fino ad oggi, nonostante le rassicurazioni espresse anche da parte dell’Asp, non si riesce a fare fronte.

Ma, visto il perdurare di tale incresciosa situazione che si protrae da anni, ci chiediamo se il disservizio sia dovuto esclusivamente a un problema di forniture o a una inadeguata organizzazione del servizio che dovrebbe essere garantito al cittadino. Nel primo caso i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale dovrebbero fare la “voce grossa” con l’Assessorato regionale alla Sanità. Nel secondo farebbero meglio a guardarsi allo specchio…

Cesare Giorgianni

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2 commenti

  1. Concordo in quasi tutto che avete scritto ma dissento sul fatto di attendere al sole cocente o sotto la pioggia battente; infatti stamani eravamo circa trenta ad attendere l’apertura della farmacia e nonostante le cautele previste dalla normativa covid c’era ancora spazio per tante altre persone. Preciso che ho atteso circa ventii minuti affinchè arrivasse il mio turno: ero il n° 28 ed avevano iniziato a chiamare dal n° 16.-

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  2. Federico Sorrenti 30 Agosto 2021 16:05

    Sono stato alla farmacia il 9/8/2021, dopo aver aspettato 26 persone la mia fornitura FREE-STYLE non era completa, (mancano le striscette reattive)ho chiesto se si sarebbe potuto telefonare prima di tornare, mi hanno risposto che il centralino non funziona. Sono tornato il 20/8 e poi il 27/8 , niente da fare ho mandato una mail (per come scritto nell’annuncio in farmacia) per sapere notizie …ancora niente, la situazione è insostenibile , io non ho più striscette, sono costretto a denunciare il tutto alle autorità competenti.
    Da premettere che abito in provincia a 20 km.dslla farmacia.

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