A Palazzo Zanca cade il numero legale per l’assenza “pianificata” di Greco e Cilento (gruppo D’Alia). E i colleghi, anche di partito, la prendono male. Alla Provincia il capogruppo Francilia incalza Ricevuto sulle infrastrutture: «Servono chiarezza e trasparenza»
C’è chi ha parlato di boicottaggio “premeditato”. Chi, invece, di strategia non concordata. Sta di fatto che ieri sera il consiglio comunale nel quale si sarebbe dovuto discutere di Piano paesaggistico nemmeno è iniziato. La causa? Mancanza del numero legale. Diciassette i presenti quando il minimo sindacale era di diciotto consiglieri. Eppure ad una prima conta i presenti “sembravano” diciannove. E in effetti lo erano. Ma quando è iniziato l’appello nominale da parte del vicesegretario generale Altomonte, due consiglieri dell’Udc sponda D’Alia, Bruno Cilento (proprio colui che aveva chiesto l’appello) e Marcello Greco si sono dileguati. Così è caduto il numero legale, a nulla è servito il tardivo arrivo dei trafelati Felice Calabrò (Pd) e Pippo Ansaldo (anche lui Udc D’Alia). Entrambi furibondi, così come altri colleghi. Giorgio Muscolino, che nell’Udc appartiene all’area Naro, scandisce a 0chiare lettere: «Quanto successo non è una strategia di partito». No, di partito no. Ma una strategia è stata di sicuro. Non concordata, evidentemente, nemmeno con l’intero gruppo di D’Alia, considerato che Ansaldo ne era evidentemente all’oscuro e che Giuseppe Melazzo era pronto al dibattito col suo fardello di emendamenti. Non è da sottovalutare il fatto che si sarebbe dovuto discutere delle modifiche proposte dall’amministrazione comunale al Piano paesaggistico, cavallo di battaglia proprio dell’Udc ed in particolare dell’ex vicesindaco Giovanni Ardizzone. Ma appare evidente anche ai ciechi che quanto successo ieri a Palazzo Zanca rientri nel periodo di “pre-crisi” che l’Udc (o solo parte di esso?) minaccia sia nei confronti del sindaco Buzzanca che del presidente della Provincia Ricevuto. Resta da capire, a questo punto, se la linea è univoca o se esiste una frangia più “guerrafondaia” (politicamente parlando, si intende) che fa capo a Gianpiero D’Alia ed una più “moderata” che si riconosce in Pippo Naro.
Intanto a Palazzo dei Leoni, dove la crisi potrebbe deflagrare con l’eventuale ingresso in Giunta di Pid e Responsabili, il capogruppo dell’Udc (manco a dirlo, D’Alia) Matteo Francilia (nella foto) torna a “bacchettare” Ricevuto. E lo fa sul programma delle infrastrutture viarie e delle manutenzioni delle strade, di cui si è discusso ieri in commissione. Programma predisposto dalla Provincia con una previsione di spesa di 25 milioni di euro. Francilia ha fatto notare che a tal proposito «nessuna proposta è stata presentata al consiglio provinciale, organo competente, mentre sembrerebbe che il programma sia stato redatto sulla scorta delle occasionali segnalazioni dei sindaci della Provincia di Messina e che solo pochi Comuni sono ricompresi nel fantomatico elenco». Francilia, a nome di tutto l’Udc, afferma che il partito «ritiene indispensabile che si proceda in modo chiaro e trasparente, coinvolgendo tutto il territorio provinciale, definendo le priorità d’intervento con in testa le zone colpite dagli eventi calamitosi degli ultimi anni. L’amministrazione Ricevuto non può sottrarsi al dovere di chiarezza e di trasparenza per dare risposte serie a tutto il territorio provinciale. Il Programma per le Infrastrutture doveva essere preceduto dalla consultazione del territorio, dei sindaci, delle amministrazioni locali e del Consiglio provinciale. Per questo motivo abbiamo richiesto la convocazione dell’assessore Monea in terza commissione per dare spiegazioni in merito».
