Sbloccati i fondi per il debutto operativo: l'ente ottiene autonomia gestionale
MESSINA – La Fondazione Messina per la Cultura entra nella sua fase operativa. Costituita formalmente a marzo 2024 come “scatola” giuridica per il rilancio identitario della città, la Fondazione compie ora il passo decisivo verso l’autonomia gestionale. La giunta Basile ha infatti stanziato le risorse necessarie e approvato lo schema di programma che trasforma l’ente da progetto sulla carta a motore degli eventi messinesi.
La vera novità del provvedimento, proposto dall’assessore Massimo Finocchiaro, è dunque il suo “battesimo finanziario” e la delega totale sulla programmazione culturale e turistica dei prossimi anni.
Lo stanziamento: 315mila euro per il “Brand Messina”
Il primo segnale concreto è lo stanziamento di 315mila euro a valere sul bilancio 2026-2028. Queste somme, prenotate per l’acquisizione di beni e servizi, permetteranno alla Fondazione di operare con un proprio portafoglio, superando la fase in cui ogni singola spesa doveva passare dai cassetti dei dipartimenti comunali.
Le risorse serviranno a finanziare il piano promozionale “Messina Città della Musica e degli Eventi”, con l’obiettivo di sostenere le piccole e medie imprese locali attraverso l’indotto generato da concerti, rassegne e festival.
Semplificazione e gratuità: la “corsia preferenziale”
Oltre ai fondi, la delibera introduce una rivoluzione burocratica per chi organizza manifestazioni sotto l’egida della Fondazione. Per tutti gli eventi inseriti nel programma approvato, sono previsti: suolo pubblico gratuito per gli organizzatori, iter accelerato per autorizzazioni e licenze, regia unica, cioè la Fondazione diventa l’interlocutore esclusivo per le imprese e le associazioni, centralizzando la logistica e il marketing territoriale.
Una strategia di lungo periodo
Il piano della Fondazione è pensato per essere flessibile e adattabile alle esigenze del mercato turistico. L’obiettivo dichiarato nel Dup (Documento Unico di Programmazione) è quello di creare una rete capace di esportare il patrimonio messinese fuori dai confini dello Stretto, garantendo al contempo una ricaduta economica diretta sul tessuto commerciale della città.
