L’assessore e vice-sindaco Signorino ritiene che non vi siano le condizioni formali per la richiesta avanzata da Roma , ma assicura che ,anche nella peggiore dell’ipotesi, la vita dell’Ente potrebbe andare avanti. Intanto, la consigliera Russo denuncia il blocco del procedimento amministrativo relativo alla sua proposta di integrazione del piano di riequilibrio
«Abbiamo già fatto un ricorso in via gerarchica ma ci riserviamo di impugnare il provvedimento del Ministero e rivolgerci al Tar». Sulla richiesta di restituzione dei 14 milioni di euro (VEDI CORRELATO) stanziati dal Governo nel Fondo di Rotazione e prelevati, sotto forma di anticipazione, dalle risorse complessive destinate a Messina (circa 74 milioni di euro), interviene l’assessore al bilancio e vicesindaco Guido Signorino.
Secondo l’esponente della Giunta Accorinti, che detiene la delega alle questioni finanziarie e sta ovviamente seguendo in prima persona la procedura di riequilibrio, il provvedimento ministeriale è contestabile perché va contro quanto prevede la normativa, in virtù della quale la restituzione delle somme anticipate è prevista solo nel caso in cui il Piano di riequilibrio venga respinto dalla Corte dei Conti.
«Non è questo il caso, visto che il nostro piano di riequilibrio non è stato rigettato», spiega ancora l’assessore, che aggiunge: «secondo noi, quindi, non ci sono le condizioni formali per la richiesta di restituzione dell’anticipazione».
Sebbene la vicenda dei 14 milioni abbia creato non poco allarme a Palazzo Zanca , Signorino non si fa prendere dallo sconforto e anzi mostra un sorprendente ottimismo: «Naturalmente sarebbe meglio se i 14 milioni di euro non dovessimo restituirli, ma anche nella peggiore delle ipotesi saremmo in grado di affrontare la situazione, grazie ad una gestione di cassa che in questi 15 mesi è andata via via migliorando. Nonostante la crisi di liquidità, siamo riusciti a garantire tutti i servizi; a regolarizzare gli stipendi delle partecipate; a risolvere il problema delle bollette con l’Enel». L’eventuale restituzione delle somme anticipate avverrà attraverso una decurtazione dei trasferimenti statali al Comune, e ciò ovviamente comporterà una riduzione delle somme a disposizione di Palazzo Zanca. Tuttavia, per Signorino non si tratterebbe di un problema insormontabile: «un minimo di apprensione c’è, ma al tempo stesso siamo consapevoli che riusciremmo a far andare avanti l’Ente».
Molto meno ottimisti sembrano i consiglieri comunali, che della lettera inviata da Roma hanno appreso solo dalla stampa. Particolarmente contrariata è la consigliera Antonella Russo, che in Consiglio Comunale fa parte del Gruppo Misto ma orbita in area Pd. L’esponente del Civico Consesso ha scritto una lettera al segretario/direttore Antonio Le Donne ed alla presidente del Consiglio Comunale Emilia Barrile, per denunciare come la sua proposta di integrazione del Piano di riequilibrio sia rimasta impantanata in un procedimento amministrativo iniziato il 22 settembre (data in cui è stata depositata la delibera) e non ancora concluso, causando probabilmente un danno all’ente.
La proposta in questione mirava ad «usufruire della facoltà disciplinata dall’art. 43 del d.l. 133/2014, che consente agli enti locali, che hanno deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, di prevedere l’utilizzo delle risorse agli stessi enti attribuibili a valere sul Fondo di rotazione».
Con il decreto legge 133/2014 entrato in vigore lo scorso 13 settembre e conosciuto dai più come decreto sblocca-italia è stata introdotta una norma in virtù della quale con il piano di riequilibrio è possibile dare copertura anche ai debiti fuori bilancio, possibilità esclusa invece dal decreto 174 del 2012, in base al quale le risorse stanziate nel Fondo di rotazione nazionale potevano essere destinate «esclusivamente al pagamento delle spese di parte corrente relative a spese di personale, alla produzione di servizi in economia e all'acquisizione di servizi e fornitura», così come specificato all’art.4 comma 5.
Con la nuova norma introdotta dal decreto sblocca Italia, gli enti locali che aderiscono alla procedura di riequilibrio hanno la possibilità di non dover ricorre alla Cassa Depositi e prestiti ed indebitarsi per ripianare la propria massa debitoria ma soprattutto hanno la possibilità attingere direttamente dalle somme previste per ciascun Comune nel Fondo di rotazione.
«La gravità e l’urgenza di quanto sopra lamentato – scrive la consigliera Russo – si colgono a piene mani anche alla luce della comunicazione del Ministero dell’Interno, Direzione centrale della Finanza … a firma del Direttore generale dott. Verde, con la quale è stato disposto il recupero dell’anticipazione straordinaria ex art. 5 del d.l. n. 174/2012 e smi, di 14 milioni di euro…».
Secondo la rappresentante del Consiglio comunale, la sua proposta «avrebbe anche potuto contribuire a scongiurare l’emissione di tale provvedimento ministeriale, di estrema gravità per le casse comunali, perché, ove approvata per tempo, avrebbe potuto concorrere a rendere meno critico il piano pluriennale di riequilibrio cittadino, già stigmatizzato nel suddetto provvedimento ministeriale, prevedendo maggiori e più vantaggiose prescrizioni di accesso al Fondo di rotazione».
La consigliera Russo sollecita quindi Le Donne e Barrile a prendere «tutti i conseguenziali opportuni provvedimenti conformi a legge; ciò in quanto i fatti oggi denunciati violano, a parere della scrivente, gli artt. 31 e 43 del Regolamento del Consiglio comunale di Messina, e contrastano con quanto disposto, sulle modalità anche temporali di conclusione del procedimento amministrativo».
Danila La Torre

Beh se il ministero vuole negare il finanziamento sarebbe ora che tutti i cittadini Messinesi di qualunque colore politico dessero vita ad una manifestazione contro i poteri forti di Roma. Di quei soldi ne abbiamo bisogno noi cittadini, servono per i nostri servizi in città, ci vuole un segnale di cittadinanza attiva…
difndiamo lottimao facciMOCI SENTIRE
UN ABBRACCIO A TUTTI I MIEI CONCOTTADINI
Beh se il ministero vuole negare il finanziamento sarebbe ora che tutti i cittadini Messinesi di qualunque colore politico dessero vita ad una manifestazione contro i poteri forti di Roma. Di quei soldi ne abbiamo bisogno noi cittadini, servono per i nostri servizi in città, ci vuole un segnale di cittadinanza attiva…
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scusi ,ma di quali servizi parla? A Messina i 14 milioni sono scomparsi e i famosi servizi ,per intenderci ” i cessi pubblici”, è una vita che sono scomparsi.
scusi ,ma di quali servizi parla? A Messina i 14 milioni sono scomparsi e i famosi servizi ,per intenderci ” i cessi pubblici”, è una vita che sono scomparsi.