Forte scossa di terremoto in Calabria dopo la mezzanotte, trema anche Messina

Forte scossa di terremoto in Calabria dopo la mezzanotte, trema anche Messina

Marco Olivieri

Forte scossa di terremoto in Calabria dopo la mezzanotte, trema anche Messina

martedì 02 Giugno 2026 - 00:28

La terra ha tremato due volte nel Messinese. Magnitudo 6.2 nella Costa Calabra. Sisma sentito in Grecia, sud Italia e Albania

MESSINA – A mezzanotte e 12 di oggi la terra ha tremato due volte in Calabria. Una forte scossa di terremoto, percepita come se si trattasse di due momenti distinti. La scossa, oltre che in Calabria, è stata sentita in provincia di Messina e, in generale, in Sicilia e sud d’Italia, da Napoli a Palermo, e pure in Grecia e Albania. La conferma arriva dal sito Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: “Un terremoto di magnitudo ML 6.2 è avvenuto nella zona Costa Calabra nord occidentale (Cosenza), a mezzanotte e 12 minuti a una profondità di 250 km”, in mare, circa 25 km a ovest di Amantea.

Scossa in Calabria e nel Messinese

A mezzanotte e 12 la terra ha tremato con magnitudo 6.2

I vigili del fuoco comunicano che non hanno ricevuto richieste di soccorso in seguito al sisma sulla Costa Calabra. Né si registrano danni a cose e alle persone, come conferma la Protezione civile calabrese.

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato 41 Km a W (a Ovest) di Cosenza (67546 abitanti), 48 Km a W di Lamezia Terme (70714 abitanti), 72 Km a W di Catanzaro (90612 abitanti).

Cosa è il fenomeno della subduzione

Come ha scritto a caldo su Facebook l’esperto meteo Daniele Ingemi, “la scossa è stata molto profonda, questo spiega l’ampio risentimento. La subduzione dell’arco eoliano può generare sismi anche più forti”. Per subduzione, come spiega Ingv, si intende un “fenomeno che può essere causa di terremoti e, conseguentemente, di tsunami. Un “processo per cui una placca può scorrere sotto un’altra se lungo il margine di contatto avviene compressione. La placca inferiore può scendere all’interno del mantello (così viene chiamato lo strato sotto la crosta) per alcune centinaia di chilometri”, evidenzia la ricercatrice Mara Tiberti.

E ancora: “Il processo di subduzione genera terremoti, talvolta anche molto forti, sia per l’attrito al contatto tra le due placche, sia per le deformazioni cui sono soggette entrambe le placche. I terremoti sono di diverso tipo in base alla posizione in cui avvengono rispetto alla subduzione stessa”. E “attualmente si registrano numerosi terremoti, fino a 400 km di profondità, la cui posizione ci fornisce le prove dell’esistenza di uno slab (lastra, porzione di placca tettonica, n.d.r.) ben sviluppato al di sotto della Calabria”.

Uno dei terremoti più forti per gli anni Duemila

Si tratta di una delle scosse più potenti per gli anni Duemila in Italia. Nel 2009 quello all’Aquila è stato di magnitudo 6.3 (profondità 8 km), nel 2012 in Emilia 6.1 (profondità 6 km), nel 2016 in provincia di Rieti e a Norcia tra 6.0 e 6.5 (profondità 8 km).

Fortunatamente, stavolta, la notevole profondità, 250 km, ha fatto sì che non si registrassero danni.

Immagine dal sito dell’Ingv.

Un commento

  1. Giacinto Indelicato 2 Giugno 2026 01:03

    Però quello sciagurato fa il ponte!!!!!!!!

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