Il 20 giugno al Papardo esperti a confronto
Approfondire il complesso rapporto tra sistema neuroendocrino, nutrizione, metabolismo e salute mentale per comprendere meglio le nuove sfide della medicina integrata e della prevenzione. È questo l’obiettivo del convegno “Fragilità neuroendocrina: dalla dimensione metabolico-nutrizionale all’assetto psicopatologico”, in programma il 20 giugno 2026 a partire dalla 9 nell’aula congressi dell’azienda ospedaliero universitaria Papardo di Messina.
Equilibrio neuroendocrino, approccio integrato essenziale
L’iniziativa che coinvolge professionisti, ricercatori e specialisti di diversi ambiti delle scienze biomediche, rappresenta un’importante occasione di confronto multidisciplinare su tematiche sempre più centrali nella pratica clinica contemporanea. Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno infatti dimostrato come le alterazioni dell’equilibrio neuroendocrino possano influenzare profondamente il metabolismo, il comportamento alimentare e il benessere psicologico, contribuendo allo sviluppo di condizioni di fragilità che richiedono un approccio integrato e personalizzato.
Alimentazione, metabolismo e salute mentale
Nel corso dei lavori verranno affrontati temi legati alla nutrizione clinica, all’endocrinologia, alla psichiatria, alla psicologia, alla neurobiologia e alla medicina preventiva, con particolare attenzione al ruolo del biologo nella valutazione dello stato nutrizionale e nella promozione di corretti stili di vita. “La crescente interconnessione tra alimentazione, metabolismo e salute mentale – dichiara Alessandro Pitruzzella presidente Ordine dei Biologi della Sicilia – impone una visione multidisciplinare capace di valorizzare le competenze di tutti i professionisti coinvolti. Il biologo, grazie alle proprie competenze scientifiche, svolge un ruolo strategico nella prevenzione e nella gestione delle condizioni di fragilità che interessano l’intero organismo”. L’evento si propone di favorire il dialogo tra professionisti sanitari e mondo della ricerca, promuovendo una cultura della salute basata sull’integrazione delle conoscenze e sulla centralità della persona.

