E' indagato per false dichiarazioni. Ieri il dirigente regionale al Museo di Messina
MESSINA – Non convince la versione di un custode del museo, tanto che gli investigatori vogliono vederci chiaro. E’ uno dei particolari emersi dalle indagini sul clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina dal museo “Accascina” del 15 agosto scorso. Sentito a sommarie informazioni testimoniali dagli agenti, scrive oggi Repubblica, il custode si sarebbe contraddetto più di una volta.
Custode indagato
Il verbale è stato quindi interrotto per dare modo all’uomo di essere riascoltato con le garanzie di legge. L’ipotesi è di false dichiarazioni. Tutto da verificare, ora, se le “contraddizioni” siano legate a eventuali collegamenti con il furto di Ferragosto. Ieri i custodi sono stati convocati al museo dove ha effettuato un sopralluogo il dirigente regionale Mario La Rocca.
Tutte le piste al vaglio
Il lavoro del pool di investigatori che lavora sotto il coordinatore del procuratore capo Antonio d’Amato, intanto, continua per individuare i ladri e recuperare le opere sottratte al museo regionale. Diverse le piste battute dagli agenti coordinati dal dirigente Simone Scalzo, tra le quali quelle del furto su commissione, mentre i carabinieri lavorano al mercato nero dell’arte e sulle tracce che i ladri potrebbero aver lasciato, fuggendo con le tre tavole del Polittico e la preziosa tavoletta bifronte.

